31 maggio 2009

Magia nera

"Il calore, l'entusiasmo, l'affetto, la passione delle migliaia di persone che oggi sono arrivate a Bari da tutta la Puglia per abbracciare il Presidente Berlusconi dimostrano che esiste un mondo virtuale fatto di falsita', cattiverie, calunnie, bassi pettegolezzi ed un mondo reale composto da milioni di italiani che continuano ad amare Silvio Berlusconi e ad avere fiducia in lui".
Lo afferma Raffaele Fitto, Ministro per i Rapporti con le Regioni.

Meditare sulle parole che si inseguono da un giornale all'altro, da un ragionamento all'altro, mi ha dato in queste ultime ore la misura del male che ci ha mangiato il cuore.
La realtà suona falsa e sinistra.
Le uniche parole che rimangono nell'aria, da respirare giorno e notte, sono parole violente, aggressive, minacciose. Non autentiche.

Il Governo, padrone dei telegiornali e dei quotidiani, Governo che usa contenuti e immagini da gossip, linguaggio scadente, minacce velate, accusa i giornali dell'opposizione di falsità, cattiverie, calunnie.
Il capo del Governo che mima mitragliate ai giornalisti o ha nelle sue file politici che annunciano legnate all'avversario (la Lega contro Casini), che svergogna se stesso vendendo ogni istante l'immagine e le storie private (le foto su tutti i giornali di "formazione" da Chi e Gente), un capo che espone la propria persona in una vetrina e ha cura di far passare le sue idee sul femminile, sulla moglie, sulle donne degli altri, un capo che vive di immagini e solo immagini, capovolge i fatti e descrive l'avversario guardandosi allo specchio: falsità, calunnia, gossip.

In quel quadro c'é tutto se stesso, un'immagine di sé proiettata sull'altro perché l'altro ne assumi le fattezze e come il famigerato Ritratto ne porti i segni più deleteri.
Niente del "diverso da sé" risulta più libero di esistere, degno di rilevanza; sull'avversario si cuce addosso la "stella di Davide" e mentre si lavora sul suo scardinamento dal mondo, si narra di un mondo parallelo dove il potente è vittima dell'invidia del debole.
Il debole diventa un delinquente, insieme a magistrati e giornalisti.
Diventa il male da annientare senza sporcare vestiti: basta cancellarlo dall'immaginario collettivo.
Averlo infangato fino alla negazione.

Come un mantra, come una credenza religiosa, come magia nera si ripete la formula del meleficio: "non esiste, non esiste, non esiste" e diffonde il suono dovunque, in ogni sfera del visibile e udibile. Rafforza ogni giorno il dubbio fino a che questo non diventi certezza: l'avversario non "é".
Molti di noi, invece, sanno chi è l'avversario e quanto potere distruttivo abbia, che per sconfiggerlo è necessario ammetterne l'esistenza, l'ingordigia, il sogno famelico di crescere, le tattiche e le strategie usate per costruire consensi.

Tace la Chiesa postwoityliana, cresciuta all'ombra di questo potere, esperta di negazione dell'altro, capace di denunciare i diritti dei migranti ma senza denunciare chi li ha ridotti in bestie; alza la voce sul degrado morale ma non dice chi degrada, chi imbratta.
Generiche affermazioni annunciate per non cadere in contraddizione, così generiche da calare come acqua fresca sul corpo deforme del potere.

Mentre scrivo, provo tanto malessere, incredibile disagio: mi sento avvilita, insozzata da ciò che accade nel paese dei sortilegi.
Dove hanno sotterrato la verità e il bene?
Cosa resta, nella carneficina di vicende e parole meschine, della nostra storia collettiva?

Stiamo per andare a votare, nei prossimi giorni, una politica che non c'è, un futuro che non c'è, un'idea d'Europa che non c'è, un referendum che non scioglie i nodi ma li ingarbuglia: noi italiani sappiamo cosa invece c'è e ci resterà attaccato addosso per anni.
Il terrore di una scossa tellurica interminabile.

Se anche avesse fine l'oscillazione, resterebbero visibili le macerie e il dolore...a lungo.

9 Comments:

Blogger rom said...

Spesso mi trovo ad avere più di un libro in lettura, e in genere sono molto diversi. In questi giorni sto leggendo il libro di Terzani intitolato "Un indovino mi disse", e contemporaneamente ho riletto "Esperienze nei gruppi" di Bion. A un certo punto ho capito che mi stavano dicendo la stessa cosa, che sapevo già da molto tempo, tutti sanno già da molto tempo, avrei dovuto sapere, dovremmo sapere: sarà una di quelle cose che vanno sempre riscoperte, perché tendi sempre a dimenticarle. Questa: non esiste solo il piano della realtà del flusso di consapevolezza che usiamo normalmente per andare ogni giorno nella vita. Ne esiste un altro. Nei paesi nei quali Terzani sta viaggiando questo secondo piano è quello che vale, in ogni cosa, dalle piccole decisioni quotidiane della gente comune ai colpi di stato che decidono le sorti di milioni di persone: è il piano della magia, bianca e nera.
Bion si accorge che nei gruppi, lo scopo esplicito, razionale, per il quale il gruppo dice di riunirsi può essere annullato dagli istantanei incastri emotivi in cui i membri del gruppo tendono sempre a interagire, incastri emotivi potentissimi che sembrano avvenire secondo tre "assunti di base" tipici: di accoppiamento (con attesa messianica del qualcosa o qualcuno che nascerà), di attacco e fuga (con qualcuno o qualcosa da attaccare o da cui fuggire) e di dipendenza (sottomissione totale ai voleri di un capo). Questi assetti emotivi e di pensiero reale del gruppo - reale, è quello che conta, che vale davvero, non quello che si pensa sia, quello "ufficiale" - possono mutare uno nell'altro nel giro di poco tempo, o restare a lungo, essere copresenti con uno dominante, ma sono quelli, quei tre, dice Bion. Un gruppo riesce ad essere un "gruppo di lavoro", a portare avanti il suo scopo esplicito, desiderato, soltanto se riesce a usare, controllare, dirigere l'energia emotiva lontano dagli scopi inconsci dei potenti "assunti di base", e questo avviene solo se il gruppo è composto da persone dotate della "capacità di apprendere dall'esperienza" - che per Bion non è cosa da poco.
E' chiaro che chi, per suo talento naturale o per studi fatti, sa usare queste istantanee e potenti reazioni emotive di un gruppo, ha in mano una chiave di potere "magico": questo è quello che scopre Terzani in quel suo inquietante libro, in cui si accorge che la democrazia, qualsiasi governo democratico, se non fa i conti con questa parte dell'essere umano ha poche speranze.

1/6/09 09:13  
Blogger Angela said...

Interessante, davvero inquietante, non ne ho alcun dubbio: Terzani ha toccato una sfera sottile!
Grazie

1/6/09 09:22  
Anonymous Stefi said...

Mia cara Angela,
di solito chi è sotto "malìa" non se ne rende conto... e occorrerebbero più iscrizioni alla Scuola di Hogwarts...

Baci da una novice white witch!!
Stefi

1/6/09 09:41  
Blogger Arnicamontana said...

mentre tutti intorno sembrano assuefatti e i pochi consapevoli rimasti appaiono sempre più allarmisti, cara Angela, non possiamo che restare vigili, sempre più vigili, denunciare e non voltarci dall'altra parte...cos'altro ci resta?
Ti abbraccio forte :-) e ti lascio la mia piccola speranza

1/6/09 14:11  
Blogger evergreen said...

La mistificazione della verità è un misfatto crudele e blasfemo che i regimi dittatoriali compiono con disinvolto cinismo ai danni dell'uomo...è quello che accade anche da noi ogni giorno.

1/6/09 18:38  
Blogger Daniele Verzetti il Rockpoeta said...

Scossa tellurica interminabile: qui tra metafora e realtà il dolore é già presente tra noi e come hai previsto molto bene tu, ci restera a lungo.

3/6/09 03:18  
Blogger Minimo said...

Scrivi bene, e questa è l'unica cosa che riesco a condividere con te: mi rendo anche conto che qualsiasi commento fatto sul tuo blog da me lascia il tempo che trova, anzi susciterà malumori-Ma sono un principe delle cose inutili e quindi ti dirò lo stesso il mio pensiero.
la libertà di comunicare ce l'hai e lo hai dimostrato scrivendo questo post come quelli di prima; lo stesso dicasi dei tuoi commentatori, tutti a senso unico.
per me resterà un mistero quello di gente con un cervello pensante ed una buona cultura che si ostina a negare la realtà: Berlusconi non è quel mostro che dipingete, è soltanto un mediocre politico con i soldi, stop. I veri problemi stanno altrove, per esempio in questa sorta di raffinato vittimismo, falso e diffuso di cui tu ti fai portavoce, per esempio in un'opposizione sterile e contro producente, capace solo di ritenersi sempre e comunque depositaria di tutto il bene possibile. L'arroganza, la stessa che la sinistra più o meno variegata ha da sempre coltivato, questa arroganza vi farà perdere un'altra occasione senza portare a questo straccio di paese nessun giovamento.

3/6/09 09:18  
Blogger Angela said...

Vedi Minimo, loro-della sinistra- sono arroganti. Hai ragione. Sono responsabili come tutti quelli della destra della deriva del paese...ma gli ideali, il pensiero, le motivazioni per cui impegnarsi non appartengono solo a loro. Anche a me. E questi difendo. Come difendo le ragioni della mia fede in Cristo, seguendo la Chiesa che dovrebbe essere e ancora, e forse mai, sarà.
Resto cristiana nonostante i preti pedofili; resto con un pensiero a sinistra nonostante i politici che la rappresentano e che comunque meriterebbero con una legge elettorale giusta, che nessuno ha mai voluto, di tornarsene a casa e lasciare spazio ad una migliore e sana parte del paese.
Se la "destra" sognasse un paese migliore dovrebbe fare altrettanto!

3/6/09 09:31  
Blogger Minimo said...

@ANGELA- La migliore delle risposte che io potessi aspettarmi, grazie sinceramente. Il lavoro onirico evidentemente piace ad un numero di persone sempre più esiguo.

3/6/09 10:33  

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