4 maggio 2009

Un ironico family day

Il signor Englaro fu chiamato assassino dai cattolici del Pdl e dai vescovi protettori della vita.
Quella volta, il nostro Premier non si risparmiò dettagli sul mestruo di Eluana e nessuno tra i cattolici appena citati sobbalzò dal confessionale.

Come chiameranno allora oggi un uomo - e sfortunatamente i mille intorno a lui - che si vanta di un linguaggio e di un comportamento politico e culturale incivile e oltraggioso?
Ma loro lo chiamano nobilmente "Premier" e si agganciano al suo carro trionfante.

Oggi ci chiedono di tacere e rispettare la privacy del Re sulla sua squallida storia di donne e donnette e collane di diamanti e figli da sistemare a capo delle varie contee.
Anche ora i cattolici "vedi-sopra" non pronunciano parola inopportuna salvo far passare per pazza e scaltra l'unica donna italica con lo stomaco d'amianto, capace di resistere trent'anni in un reame dove nulla conta al di fuori del potere e del denaro.

Suggerisco all'opposizione di organizzare proprio in queste ore un Family day.
Risveglio delle famiglie.
Da cosa? Da infausti modelli culturali che in comune accordo con i religiosi cultori del dio padre-padrone oggi governano il paese e il suo immaginario.
Dalle droghe mediatiche che hanno incastrato la classe operaia, oggi vicino alle destre minacciose fascio-leghiste, in cui hanno trovato muscoli che mancano alla loro coscienza (e alla sinistra).

Rispetto la loro rabbia e la loro infelicità ma a questi poveri padri che vanno in fabbrica a rischiare come i soldati in Afghanistan, farei a loro una domanda: mandereste vostra figlia al servizio di una classe politica volgare e meschina che finge di difendere i diritti dei padri mentre mira bavosa al sedere delle figlie? Una classe politica che ha cura dei giovani figli nostri come la Banche hanno avuto cura dei soldi dei risparmiatori?

Sì, un bel Family day in cui si chiede alla Chiesa se preferisce convivere con l'ipocrisia del Re, dalle mamme Rosa confetto e dalle zie suore benefattrici o incamminarsi in strada abbracciando la fatica autentica e limpida di chi vive e ama in dignità, accettando l'umiliazione di sottoporsi anni e anni al supplizio di avvocati e tempi burocratici per divorziare da una vita che li ha resi infelici?
Mentre i Signori trafficano tra un letto e un altro senza imbrattarsi la camicia di sudore: anzi i loro divorzi passano inosservati ai distributori di acque sante e sacramenti.

Chiederei ai cattolici che hanno paura di allontanarsi dall'ala protettrice del Vicariato, se fa più male la connivenza dei cicisbei che si nascondono dietro le nefandezze del Capo per convenienza politica, approfittando magari delle sue disgrazie per acchiapparne la poltrona o la convivenza con atei e uomini e donne differenti nelle loro scelte sessuali i quali, tuttavia, vivono rispettando la comunità e il bene comune senza fingere di amare un Dio sconosciuto?

Sì un bel Family day, in cui si ribadisce che famiglia non è clan e che i valori non negoziabili siamo noi cittadini adulti ad imporli non certo le curie e i partiti.
Penso ad Englaro e ad altri padri che amano i loro figli, li incamminano verso una vita libera e pulita dagli inciuci con i potenti, ai padri che non si piegano per una raccomandazione e alle madri che preferiscono tenersi la cellulite e spendere i soldi per libri e università.

In queste ore di finzione e giochi in cui ci distraggono con i dolori del Re, piangono i padri e le madri e i figli dell'Aquila, gli uomini e le donne che hanno perso i cari nelle fabbriche, i lavoratori senza stipendio, i ragazzi senza futuro.
Sì, sono di parte, da una parte sola così come la Chiesa ufficiale e gli italiani contenti di far da gregge hanno scelto di stare dalla parte di Don Rodrigo e dei suoi bravi.

26 Comments:

Blogger dario said...

Angela, la vicenda del divorzio di Berlusconi e' cosa che davvero non mi tocca nemmeno lontanamente. E, scusa la mancanza di riguardo, nemmeno quella delle storielle con le sue donnette. Proprio no. Si potrebbe congetturare le caratteristiche del rigore morale di Berlusconi in una visione piu' ampia, ma francamente penso che il divorzio sia una gran bella cosa e che la vita erotica di una persona riguardi solo quella persona e i relativi partner.
Family day? Mah, penso anche che il concetto stesso di famiglia debba poter essere interpretato a piacimento degli individui coinvolti.

ciao
d

4/5/09 13:04  
Blogger Angela said...

ho sbagliato titolo del post, il riferimento al Family day era estremamente ironico...
i fatti privati di una persona sono privati, anche a me non me ne frega un tubo dei "suoi" ma mi riguarda se ha un'incidenza politica sul paese!
provo a cambiare titolo

4/5/09 13:13  
Blogger Angela said...

...comunque, non so se sono riuscita a trasmettere davvero quello che intendo, dalla tua risposta, Dario, non sembra, aspetto altri commenti!
baci

4/5/09 13:20  
Blogger dario said...

Angela, direi di si'.... e' solo che mi da' un po' fastidio l'utilizzo di questa vicenda come pretesto, e l'espressione stessa "family day" mi fa un po' rizzare il pelo della schiena, come un micio quando vede un cane...

,,,pero' credo che sia un problema mio, non ti preoccupare ;-)

4/5/09 13:42  
Blogger Antonio Candeliere said...

Ciao Angela come stai? Sono passato per un saluto. Comunque concordo con Dario.
A presto

4/5/09 14:40  
Blogger amatamari said...

Io suggerisco di scendere in piazza da soli, a mostrarci per quello che siamo: single, coppie, separati, divorziati, famiglie, famiglie allargate, pensionati, che campano lavorando onestamente o cercano di sopravvivere con contratti a termine, prestazioni di opera in nero o con un assegno sociale.
Non ci meritiamo la classe politica attuale opposizione compresa, incapace di compiere un cenno o di alzare una voce di dissenso, un accenno ai valori reali condivisi che pure esistono. Siamo noi, e siamo tanti.
Grazie del tuo scritto.

4/5/09 14:47  
Blogger luposelvatico said...

Già, il velo dell'ipocrisia si squarcia e - ovviamente - dalla sponda medievale del Tevere non si proferisce parola: ma è giusto così, le leggi inflessibili, gli obblighi di vita e di morte e di infelicità eterna in matrimoni disgraziati son per il popolino bue, non riguardano papi ed imperatori che decidono di che morte morire ed in che letto dormire ogni sera. Già tanto che ci venga risparmiato lo jus primae noctis...

4/5/09 15:34  
Blogger Angela said...

eh già Lupo, che hai capito tutto!

4/5/09 15:41  
Blogger Arnicamontana said...

Non credo sia poi tanto sbagliato il titolo...del Divorzio di Stato non ce ne frega proprio un accidenti, ma l'ipocrisia imperante ci riguarda eccome! Solo che...cara Angela, tu puoi essere sola (e non lo sei) ma la chiesa ufficiale non è per niente sola. Sola senza gli umili certo, ma in buona compagnia nel mondo. Grazie di questo post

4/5/09 21:33  
Blogger Chiara Milanesi said...

Mettere al Parlamento le tettute veline reduci da un corso di 4 giorni su come governare il paese rientra nel disegno: sputtanare il Parlamento per poi esautorarlo dalle sue funzioni di controbilanciamento dei poteri...E presentarsi al paese come l'Unico...
Sono troppo dietrologa?

5/5/09 01:46  
Blogger Angela said...

no, il gioco è da tempo scoperto!

5/5/09 07:03  
Blogger dario said...

Mah... Angela, hai ragione... tutti 'sti commenti sono giusti... ma io francamente mi allineo meglio con quel che dice Chiara Milanesi.
Mi pare strano... voglio dire, Berlusconi s'e' appropriato dei tre poteri, e anche del quarto e del quinto. Nonche' delle finanze fino ad arrivare ai fianchi di ogni singolo cittadino con assicurazioni e banche e quant'altro, e ora su cosa si fa polemica? Sulla moglie che chiede il divorzio perche' lui se la fa con le tettute veline?
Io credo che, ad esempio nel caso della bella Mara, il problema non sia tanto che se la fa con Berlusconi. E' ancora da dimostrare, ma anche se fosse, sono solo fatti suoi e di Berlusconi. Il problema invece e' che quella sia stata messa li' dov'e' senza che la piramide gerarchica del popolo italiano potesse (o volesse?) fare qualcosa per contrastarlo. Cosa che avrebbe dovuto fare non perche' e' una velina dalle tette seducenti e il viso da imbecille, come piace al teleutente maschio italiano, non perche' gliela da' all'Unico, ma per manifesta incapacita'.

In tutto questo il divorzio preso a pretesto per dimostrare l'ingiustizia del potere mi pare davvero un pettegolezzo da circolo del bridge. Senza offesa, ne'!

5/5/09 08:10  
Blogger Angela said...

dario, il mio post non parla del divorzio di Berlusconi ma del linguaggio ipocrita di una destra che ha dietro cattolici feroci e spudorati che si occupano di "morale" eccezione fatta di se stessi, del potere che li lecca e del grande Capo che si fa leccare!
Volevo evidenziare il doppio gioco di una frangia di presunti credenti e comunque, l'assoggettarsi del gregge ad una classe politica che prova schifo per la sua gente.
Riguardo al divorzio, trovo che sia una delle poche cose democratiche rimaste in vigore!
Quindi i pettegolezzi da gossip non mi riguardano.

5/5/09 08:41  
Blogger luposelvatico said...

Mah, la tesi di Chiara mi convince solo se la leggo al contrario: non le veline PER sputtanare le istituzioni, ma le veline perchè le istituzioni SONO GIA' sputtanate, ed il posto in uno qualsiasi dei parlamenti disponibili è ormai come un posto a Mediaset...

Il dibattito sulla "doppia morale" che esce da questa storia banale invece non lo eluderei: questi fanno il family day per imporci il punto di vista clericale più retrivo sulla famiglia e sullo stare insieme, e poi si fanno - legittimamente, peraltro - gli affari loro.
Sono loro ad aver messo al centro dell'iniziativa dello Stato un moralismo d'accatto di cui non sentivamo minimamente il bisogno, sono loro ad impedire che in questo paese si riconoscano i diritti delle coppie di fatto, gli affetti "fuori standard papale", sono loro ad essere entrati con la delicatezza di un caterpillar sul tema della vita e della morte delle persone.
Ed allora su questa questione non possiamo fare gli eleganti: che tu, Berlusconi, vada a letto con chiunque sia consenziente non me ne frega assolutamente niente, è una tua questione privata (ed un problema di chi lo fa con te) e mi astengo da qualsiasi giudizio; ma che voi, moralisti da quattro soldi nascosti sotto abiti talari o parlamentari, ora tacciate invocando la privacy, mi permette di urlare che siete falsi, schifosi, ipocriti, bugiardi, pavidi, mendaci, e che non voglio mai più sentire da voi una parola sulla mia vita, sui miei affetti, sul mio modo di essere, perchè se osate pronunciarla vi mando a cagare assieme al vostro padrone... (scusate il francesismo:-))

5/5/09 09:13  
Blogger Angela said...

Lupo, t'amo!

5/5/09 09:20  
Blogger Angela said...

pubblicato da Giulietti su Micromega, questa mattina:

Quello che ci sorprende, e lo diciamo con grande rispetto e con un certo imbarazzo, è il silenzio quasi assoluto di quanti, e tra questi non pochi esponenti della Chiesa cattolica, hanno trovato il modo di far sentire la loro voce contro il papà di Eluana Englaro, contro Prodi che non difendeva la famiglia italiana, contro il cosiddetto relativismo etico e ora non trovano il tempo di dire una sola parola contro il relativismo dei comportamenti degli atei non più devoti.
da Papi, Veronica e l'ipocrisia della Chiesa

5/5/09 09:35  
Blogger luposelvatico said...

Chi tace ora, taccia poi per sempre:-)

5/5/09 10:44  
Blogger luposelvatico said...

Urca, sembra che ora stiano parlando (http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/berlusconi-divorzio/berlusconi-avvenire/berlusconi-avvenire.html)...il vecchio satiro dirà ora che si tratta di un complotto universale plutogiudaicomassonvaticano?

5/5/09 10:49  
Blogger Angela said...

sì ho letto dell'articolo su Avvenire, ma non mi basta: affondo su Berlusconi vuol dire chiederne la testa! Come hanno chiesto quella di Eluana e di molte altre vittime del "burqa" ideologico.
E nessun intervento sul buon mussoliniano Dell'Utri?
Ai cattolici di questas destra non sconto più nulla, neppure la loro buona coscienza.

5/5/09 12:08  
Blogger Artemisia said...

Capisco il tema del post e non aggiungo nulla perche' sono completamente d'accordo.
Semplicemente pero' temo che tutta questa attenzione mediatica sui fatti familiari di Berlusconi serva ad distrarre l'attenzione da qualche altra notizia scomoda.
Avro' forse ho letto troppo Travaglio?

5/5/09 12:47  
Blogger dario said...

Scusate la stupidita', ma continuo a non capire.

Se io penso che loro abbiano il diritto di fare i fatti propri con chi e' consenziente, e' evidentemente perche' anch'io mi sentirei altrettanto autorizzato a fare i fatti miei con chi e' consenziente, nel caso lo desiderassi.
Per quanto mi riguarda, Lupo, anche se tutto questo gossip su Berlusconi non ci fosse stato, li avrei comunque mandati tutti a cagare, se avessero messo il naso sulla mia vita e sui miei affetti e sul mio modo di essere, perche' questa non e' loro competenza. Quindi sono con te nel tuo mandarli a cagare.

Quel che contesto pero' e' che questi giusti argomenti nascano da queste vicende da romanzo rosa, che mi pare dovrebbero non essere di alcun interesse per nessuno. Non per rispetto della privacy, ma perche' mi pare cosa priva di interesse in se'.
Quando quei falsi schifosi ipocriti bugiardi pavidi mendaci puntano il dito contro di noi allora si' che bisogna ribellarsi, non perche' loro siano moralmente migliori o peggiori, e chi se ne frega!, ma perche' non hanno autorita' di puntarci il dito contro. La mia morale e' mia e tu non la giudichi. A prescindere. Nemmeno se fossi un santo in paradiso.

Un fascista e' un fascista a prescindere, anche se non mette mai il piede in fallo. Un po' sono d'accordo con Artemisia. 'sta storia sembra pilotata. Perche' quindi stare a quel gioco?

5/5/09 12:59  
Blogger evergreen said...

Cara Angela, leggo sempre con molto interesse i tuoi indignati ed infuocati post. Li condivido quasi sempre. Anche quello di oggi è splendido. Non potevi scrivere meglio e non potevi descrivere più efficacemente di come hai fatto l'attuale situazione: inganno, lustrini, lavaggio del cervello, droghe mediatiche da un lato; ipocrite e colpevoli sopstensioni di giudizio da parte di chi ha interesse a blandire il Re. In primo luogo la Chiesa la quale sembra aver dimenticato - tra le altre cose - che i cristiani hanno più di tutti l'obbligo di dire senza mezzi termini e senza circonlocuzioni di comodo il loro secco "sì,sì, no,no!". Altri linguaggi s'appartengono al demonio. Con stima.

5/5/09 13:00  
Blogger Angela said...

Grazie a tutti per aggiungere le vostre posizioni sempre intelligenti ai miei post.
Quello di oggi vi chiama in causa per dire no oppure non voglio saperne perché-comunque- chiama in causa il paese costretto a infangarsi di fatti altrui.
Il bigottismo del mondo è tale che il Lodo Alfano non merita il giro del mondo come notizia.
Ma noi abbiamo sempre denunciato tutti questi fattacci.
Artemisia, è ovvio che c'é dell'altro: il pil per esempio così al di sotto delle fanfare mediatiche, il terremoto in Abruzzo che non è gestito con dignità...la morte della 13enne in Afghanistan da coprire subito...vigliacchi! Il governo fa acqua ma a noi passano lo champagne delle notizie!
Eppure anche lì c'è da riconoscere il veleno nascosto...

5/5/09 13:12  
Anonymous Anonimo said...

mi unisco al tuo commento Angela ed anche a quello di lupo.

ciao,
aria

5/5/09 16:30  
Blogger marina said...

questa storia potrebbe non interessarmi se non fosse per l'insopportabile ipocrisia di chi predica e impone la sua pseudo morale agli altri e la sua la tiene al cesso.
pardon
marina

6/5/09 17:39  
Anonymous Lucia said...

Ho avuto un incubo: Berlusca e Benny16 che decidono "in nome della famiglia" di rivedere la legge sul divorzio...e Bruno Vespa che si strofina le viscide manine pensando a quanti figli di divorziati potrà portare nel suo studio per mostrare gli effetti deleteri di questa pratica incivile......

6/5/09 20:19  

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