16 maggio 2009

La normalità

Dall' Inghilterra mi chiamano scandalizzati: i nostri amici raccontano della corruzione nel Parlamento dove i deputati hanno preso per il naso il paese e si sono rifatti case, mutui, arredi, intrattenimenti con i soldi dei contribuenti.

I parlamentari di tutte le estradizioni politiche ne sono coinvolti ma in numero maggiore i laburisti. Purtroppo figli di Blair!
Non mi stupisce perché il devoto labour-radical chic, oggi in America a gestire corsi dal titolo angosciante, Globalizzazione e fede, abbia amato così tanto le serate sarde nella famigerata casa-ferie del ben più famigerato premier!
In sintesi, i parlamentari eletti hanno diritto a Londra ad una casa e dovuti arredi, spesati dallo Stato. Il dramma è che qualcuno di loro ha scaricato sulle spalle della già affannata società britannica il mutuo delle loro case di proprietà da tempo estinto o la ristrutturazione di piscine o il trasferimento nella casa londinese della figliola studentessa mentre si facevano pagare anche il mantenimento nella villa Manor della ricca campagna del sud-ovest.

Aspetto interessante della faccenda è che il popolo inglese gliela farà pagare tutta questa furbata: andranno alle elezioni e i suddetti deputati non verranno mai più rieletti. Vivranno come cittadini comuni, avvolti nel disprezzo: la rabbia della gente li perseguiterà a lungo.
Meraviglia, che ci fa sentire normali, è venire a conoscenza che nel mondo esistono popoli che ancora si indignano della corruzione e dell'essere stati traditi dai politici che loro hanno eletto.
La legge elettorale inglese infatti protegge i cittadini che considerano i deputati scelti degli stipendiati e come tale osservano, insieme alla stampa libera e ipercritica e senza misericordia, i movimenti e la coerenza dei loro rappresentanti.
L'elettore inglese nella propria circoscrizione elegge un deputato per nome e cognome e per la sua appartenenza ad una idea politica e non vota un partito i cui deputati sono scelti dal segretario.

Un candidato deputato si può candidare in una sola circoscrizione e non in più contee o liste e lì, nel suo territorio deve prendere i voti per poter agire e soprattutto, deve mantenere la parola data per essere credibile.
Gli inglesi non si fanno prendere in giro da una giacca e cravatta che la mattina va a Westminster a compiere il suo dovere.
Non vuol dire che gli inglesi non abbiano ladri e corruttori e corrotti: tuttavia, appena viene a galla la verità, quel politico è tecnicamente finito.
Ritornando alla questione "Expenses scandal", un giornale conservatore The Daily Telegraph sta pubblicando la lista nera dei laburisti e, ripeto e, dei conservatori.
Il pubblico del giornale filo-laburista " The Guardian" sta registrando senza mezze misure il terremoto di Londra e senza alcuna giustificazione del comportamento degli MP:

MPs' expenses: shoot them or jail them – public is after revenge.
A window is
smashed, a garden is vandalised and vengeance is demanded as taxpayers turn on their Westminster representatives over expenses scandal
(Scandalo spese dei parlamentari: sparategli o metteteli in prigione - il pubblico pretende la vendetta.
Una finestra è spaccata, un giardino distrutto e vendetta viene richiesta mentre i contribuenti se la prendono con i loro rappresentanti di Westminster).

La conseguenza politica: i leader supplicano il perdono dell'opinione pubblica e gli interessati, singolarmente, stanno già restituendo allo Stato in sterline tutto il denaro speso in maniera inappropriata.
Infine, le loro teste sono già rotolanti: qualcuno, appena appurata la responsabilità, è stato espulso dal proprio partito.

Un piccolo dettaglio: nella stragrande maggioranza di loro, non c'è stata alcuna infrazione nè della legge nè del regolamento parlamentare sulle spese.
Il peccato mortale è stato l'abuso del regolamento riguardante il diritto di rimborso spese, in quanto parlamentari in trasferta: il pubblico è scandalizzato perchè grazie alla stampa è venuto a conoscenza di un regolamento parlamentare che permette una simile facilitazione e che usa i soldi pubblici per questioni superflue.
E' bastato questo, scoprire una regola che è puro tornaconto per i deputati, per far saltare tutti i giochi.
Stampa e opinione pubblica e diritto all'informazione: alleati nel sostegno della verità e della trasparenza.
Nessun giornale sta difendendo i parlamentari.
Nessun parlamentare sta difendendo se stesso.
Nessuno sta parlando di complotto comunista o fascista.
Tutti parlano di schifo e chiaramente di rivisitazione delle regole.
Non c'è bisogno di alcun salotto televisivo per spiegare, da parte dei politici, il perchè di tutto il tumulto popolare.

Tra qualche mese il Parlamento inglese sarà ripulito da capo a piedi: perchè la democrazia non è una barzelletta da piano-bar nel paese multietnico con pizza e kebab, con minigonne e chador, con chiese gotiche e moschee dove il diritto del cittadino è il vero potere riconosciuto.
A voi le considerazioni riguardo all'Italia.
Non c'è bisogno di una laurea in scienze politiche per arrivare alle conclusioni.

9 Comments:

Anonymous Daniele Verzetti, il Rockpoeta said...

Lampante la differenza tra loro e noi. Una differenza pesante da digerire per chi é italiano.

Ti abbraccio
Daniele

16/5/09 23:47  
Blogger Chiara Milanesi said...

Tu pensi che noi siamo geneticamente diversi? O semplicemente degli abbruttiti?
Mi chiedo se in realtà quel che ci manca non è aver frequentato una scuola di democrazia.
Una scuola di Res publica.

17/5/09 10:41  
Blogger Angela said...

Siamo geneticamente modificati da secoli di schiavitù e abusi da parte delle attuali democrazie europee. Infine, queste ultime hanno imparato qualcosa dai loro errori. Abbiamo bisogno disperato di democrazia: mai difatto posseduta. Pubblicherò al più presto stralci degli Scritti Corsari di Pasolini, a riguardo.
Ho speranza che fino a che ci sarà un solo italiano cosciente e vigile e libero, Sodoma non dovrà essere distrutta!

17/5/09 10:49  
Blogger evergreen said...

La democrazia è una parola vuota. In tempi di oligarchia e di sfacciata plutocrazia come questi, essa suona offensiva e quasi blasfema...come la vittoria di ungarettiana memoria.

17/5/09 11:34  
Blogger Franca said...

"...il popolo inglese gliela farà pagare tutta questa furbata..."Ilpopolo italiano, invece, la premia questa furbata...

17/5/09 16:18  
Blogger rom said...

In Italia, per quella che è la mia esperienza personale, anzi: il ricordo, della mia esperienza, il quale comprende chissà quante cose che non saprei dire - abbiamo vissuto anni, tanti, in cui c'è stata partecipazione attiva, di molti, quanti bastano, quanti sono bastati in altri paesi, quanti sarebbero bastati anche in Italia, se non ci fosse stato il grande inganno del partito comunista, che ha sistematicamente reso vana quella partecipazione. I dirigenti di quel partito sapevano che l'Italia, dopo gli accordi di Yalta, doveva restare sotto lo stretto controllo americano: un governo comunista era impossibile, la stessa partecipazione al governo del partito comunista era impossibile. Di energie per far andare le cose verso la democrazia ne abbiamo spese, eccome!, ma esse sono state sistematicamente annullate dal grande inganno.
I tentativi di correggere quell'inganno sono stati incompleti e, soprattutto, tardivi.

18/5/09 07:19  
Anonymous Stefi said...

ahimé, cara Angela, che ci vorrà mai perchè qui da noi la gente gliela "faccia pagare"??, che i giornalisti facciano effettivamente il mestiere cui sono deputati e che si alleino con la gente??..
Come ben dici, non ci resta che continuare ad essere coscienti, vigili e liberi... per lo meno nel senso che ancora non ci hanno incarcerati..:-))
Ti abbraccio resistendo con te

18/5/09 11:25  
Blogger amatamari said...

Bellissimo scritto che permette a tutti noi una serie di considerazioni.
Ovunque può accadere che la furbizia si trasformi in altro, dall'appropriazione indebita via via per gradi di diverso valore.
Ovunque stampa e media diffondono le notizie, ma già qua iniziano le differenze tra Stato e Stato, tra giornalismo libero o in libertà vigilata o peggio ancora prigioniero - di leggi, di interessi economici, etc. -
Ed ancora il tuo andare ci consente,tra le altre cose, di riflettere sulla sovranità del popolo, sullo stato di diritto e - attraverso il parallelismo con il caso inglese - sulla matrice culturale che determina i comportamenti sociali.
Grazie, il tuo post è un esempio di quello che potrebbe essere il giornalismo se solo l'Italia avesse voglia di cambiare direzione.

19/5/09 14:35  
Anonymous aicha said...

In questa dilagante amarezza scatenata dal sentimento d'amore/odio verso il mio caro Belpaese, vorrei trascinarti per qualche istante in una terra lontana in cui gli angeli non hanno ancora perso il loro sorriso...
Quando vuoi...
un forte abbraccio
Aicha

19/5/09 16:35  

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