23 aprile 2009

Rita e il vecchio

I cento anni della Montalcini sono un trionfo della resistenza della mente quando essa è ricca e nobile e al servizio della collettività.
Gli -anta del vecchietto al potere del suo Governo sono un trionfo della degenerazione della mente quando è lasciata ai suoi sogni deliranti e all'autismo dell'anima.
Due modi di invecchiare e di vivere ovvero due modelli da osservare.

In Italia, per ora, ha prevalso il vecchio sulla bellezza e la grazia della prima.

La maggioranza si è riconosciuta per lungo tempo nel delirio: gli italiani scelgono di essere educati fin dall'infanzia al disprezzo della loro autonomia e al bisogno di un tutore da cui dipendere per mangiare e vivere che sia prete o padre.
Bisogna per forza avere una percezione di sé distorta e avvilita se si sceglie come modello di rappresentanza un uomo e una classe politica che nasconda istinti padronali, misogini, fallocentrici e culturalmente limitati.

Gli italiani che seguono il vecchio patriarca da telenovelas hanno coltivato il gusto della dipendenza, direi patologica verso colui che ti accarezza e poi ti violenta.
L'Italia è una fazenda e c'è chi è disposto a lavorare la terra e obbedire al padrone pur di avere da mangiare: il paese delle piccole cose che ancora rimpiange il mito dell'emigrante buono!

Non mi sorprende che il suo pubblico sia composto di donne anziane cresciute con il culto del padre e dei bei tempi del fascio, delle casalinghe che in genere affidano la loro crescita alla "prova del cuoco" sempre per un'innata disistima di se stesse, dei giovani rampanti che non hanno mai conosciuto la lotta per la conquista dei diritti essendogli serviti fin dalla culla come corredino e ora, sul punto di perderli, preferiscono fregarli al letto del vicino, della middle-class che si è arricchita tra evasioni e condoni e segue chiunque gli garantisca il portafoglio.
Chi sono dunque quelle persone che scenderanno in strada a condividere con il vecchio il 25 aprile come giorno della liberazione dall'evoluzione del pensiero, dalla vita adulta, dai valori per i quali sono morti e muoiono ogni giorno uomini e donne che cercano strade nuove per fare politica e società?

Non è più un distinguersi tra una destra e una sinistra ma una separazione irreversibile tra un passato e un futuro, tra paralisi e movimento, tra chi preferisce il bastone e la carota e chi preferisce strappare di mano all'altro il potere di umiliarlo.

Il vecchio umilia e usa i sondaggi per calpestare le proteste, per farsi baciare la mano come si fa nei paesi di mafia, come si fa nei corridoi dei vescovi, come si fa genuflettendosi davanti al padrone.
Ai sondaggi non ci credo: è un'astuzia seminare panico ogni giorno tra chi lo detesta, indebolire la forza di chi si oppone facendo serpeggiare nella sua mente un "tutto è inutile, lui è più bravo". Quei sondaggi sono truccati, ne sono certa, come tutto è truccato in questo sceneggiato da quattro soldi.
I paggi servitori stanno al gioco, conviene a molti, fa bene al loro senso di maschi e femmine dall'orgasmo facile di fronte al capobranco.

Come è difficile e faticoso essere responsabili, maturi, disposti a non cedere alla follia.
Chi resiste?
Rita, la donna, la giovane anziana bella e alta, altissima come tutti gli esseri liberi, ha resistito ai modelli culturali del suo tempo, ha resistito all'ignominia del nazifascismo, ha resistito alle lusinghe del successo, ha combattuto fino all'ultimo per dirci che scienza e valori si sposano benissimo.
Ha creduto e crede che gli italiani possono essere migliori di come li rappresentano.
Ha investito sui giovani e sulla cultura.
Non ha bisogno di andare tra i dolenti terremotati per rafforzare la sua immagine. A lei basta essere.
Moltissimi di noi si riconoscono nella sua evoluzione.

Il 25 aprile lo festeggio con lei. Con un pezzo, grande, di Italia uscita dal latifondo e dai confessionali. Un paese, quello di Rita e quello mio, in cui si è orgogliosi di non aver subito il fascino del nero e del cupo, delle trame ordite nell'oscurità contro i diritti dei popoli.
Non so bene quindi cosa ci starà a fare il vecchio tra coloro che hanno gambe per correre verso il domani.
Non so bene perché siano stati invitati colui e coloro che hanno odiato il 25 aprile dai giorni dell'allattamento e oggi sono uomini sazi, dalle lingue doppie.

Per segnare davvero questa data come giorno memorabile dovremmo scendere tutti per strada, compresa l'opposizione che si oppone, con la bocca incerottata o una benda sugli occhi: 25 aprile ridotto al silenzio e negato.
Mentre il vecchio si fa fotografare, piange e incorona e incensa gli alleati americani - ma solo quelli che da Nixon alla Rice hanno divorato l'America - la grande maggioranza dei partigiani, dei sopravvissuti, dei giovani che hanno creduto alle testimonianze degli anziani autorevoli non piange, non fa spettacolo, non pronuncia una parola.

In un tale assordante silenzio, le sue suoneranno stonate e insulse.
Le sue lacrime: acido sui morti.

8 Comments:

Anonymous Stefi said...

Ieri oltre che il compleanno di Rita Levi Montalcini si è celebrata anche la giornata mondiale della Terra.
Il mio pensiero ed augurio è andato a questa unica, esemplare e meravigliosa Donna e a Terra Madre...
Il 25 aprile lo festeggerò con loro ed anche con te nel cuore.
Stefi

23/4/09 15:21  
Blogger graz said...

Angela, ti ho trovata recentemente in rete, non ho ancora letto molto di te e non ti conosco, quindi non dovrei commentare per tema di essere inopportuna.

Non di meno lo faccio, per dirti che questo tuo post è bellissimo, vorrei essere stata capace di scrivere altrettanto. Grazie.

Mi permetto di puntarlo dal mio blogguzzo ombelicocentrico, se la cosa ti infastidisce dimmelo e rimuoverò il link immediatamente.

Un abbraccio
/graz

24/4/09 08:09  
Blogger amatamari said...

Grande scritto Angela.
Grazie per questo tuo essere una voce libera e forte.

24/4/09 10:05  
Blogger evergreen said...

Post ispirato e bellissimo che codivido interamente, finanche nell'interpunzione! Vorrei portarlo a conoscenza dei miei amici di FB. Se però non ti va, dimmelo che lo rimuovo.

24/4/09 18:08  
Blogger Angela said...

Grazie amici con cui cammino in tempi difficili ma lo sono sempre difficili e non di meno bellissimi perchè si riscopre la solidarietà e la vicinanza tra chi non ha perso il volto umano...

evergreen: sono onorata di questo tuo invito a condividere con tanti tuoi amici su facebook. Da facebook arrivano anche tanti "barbari" e "trolls" e potrebbe accadere quello che è accaduto al sito di Anna e l'Abruzzo...tuttavia sarà interessante prendere nota e fare un sondaggio su quanti imbecilli girano in rete!

25/4/09 12:35  
Blogger marina said...

le tue parole sono invece balsamo per molti di noi
grazie, marina

27/4/09 07:51  
Blogger Arnicamontana said...

cara Angela, irresistibile il paragone tra i due "vecchi"...Ma di fronte alla grandezza di questa donna, il "vecchio patriarca" scompare. Un abbraccio

27/4/09 18:47  
Blogger Daniele Verzetti il Rockpoeta said...

Davvero sempre unici i tuoi post.

Ti abbraccio
Daniele

27/4/09 23:47  

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