12 luglio 2009

Due pesi due misure

La sanatoria prevede, per chi aderisce, l'"esclusione di punibilità" per una nutrita serie di reati penali di carattere economico: dal falso in bilancio, alla bancarotta fraudolenta, dall'emissione di fatture false a tutti i reati tributari. Per chi ha costituito fondi neri all'estero c'è l'opportunità di farla franca.
Tremonti-Nuovo scudo fiscale

Soldi di proprietà criminale possono tornare in Italia con tanto di sanatoria.
Uomini chiamati clandestini se mettono anche solo un piede in Italia vengono buttati fuori come spazzautura.

Obama, perchè sei andato in Africa a dire ciò che avresti dovuto urlare qui?
"L'Africa deve mettere fine alle pratiche antidemocratiche ed alla corruzione, adottando le regole del buon governo".

"Development depends upon good governance, that is the ingredient which has been missing in far too many places, for far too long"

"And that is a responsibility that can only be met by Africans"

"Africa doesn't need strongmen, it needs strong institutions"


Perché l'Africa e non l'Italia?

11 luglio 2009

Vuoto cosmico

Al G8 non c'è stato nessuno scivolone di Berlusconi.
E tutti si congratulano.
Ci si congratula della normalità.
Ci ha talmente "educati" al delirio che ora tutti, compreso lui, osannano alla sua normalità.
Il controllo di se stesso e del proprio "pathos" dimostra che quando ciò non accadeva era strategicamente voluto, studiato, provocato.
Ora è conveniente giocare il ruolo dello statista.
Il problema è che oggi, lo ha dimostrato questo G8, di politica resta un grande vuoto mentre il convegno internazionale non è molto diverso dalla passerella degli Oscar.
Ho trovato piuttosto patetico tutto l'evento.
L'incrociarsi delle immagini tra Obama e Clooney mi ha rimandato più al glamour delle star che ad un progetto politico.
E non sono certo i giornalisti ad aver fatto accostamenti e dunque una narrazione patinata e superficiale. La verità è che la comunicazione politica attuale ha bisogno di utilizzare i canoni estetico-mediatici delle star di hollywwod e di far incrociare i due mondi: non a caso, una vip è finita in casa Sarkozy mentre di Michelle non resta che il tubino giallo!
Di questo Berlusconi è plurilaureato: dunque si mettano in fila tutti gli esperti d'oltreoceano.
La strategia internazionale di comunicazione (certo il cinema americano ha fatto da maestro) è dimostrare che i politici non sono dei fottuti nababbi che vivono di privilegi e escamotage ma un gruppo impegnato di belli e buoni che ha a cuore la gente.
Persino Gheddafi è andato a scuola di look!
Messo così sembra innocuo. Delle torture dei migranti, con la collaborazione dell'Italia, se ne parlerà in Paradiso quando Ratzinger insieme a Pietro farà entrare le Destre del mondo alla destra di Dio, purché non commettino un certo numero di aborti e matrimoni infranti e le Sinistre perverse nella bolgia cinese, attaccate a un tubo (il famoso naso-gastrico) e agli amuleti di varie religioni.
Il cinese Hu Jintao, piuttosto, è andato via: troppo sangue sporcava i vestiti e poteva disturbare la cena ma ritornerà con i morti, nell'armadio, indisturbato.
Il Mercato era il vero invitato al banchetto dei Grandi.
Silenzioso: il Dio vero di tutti sa bene che può nascondersi dietro abiti eleganti e buone maniere tanto quanto dietro le imbecillità e le parole violente.
Questa volta, ha preferito il volto dei politici commossi ai piedi dell'Aquila.
Strategie di melodramma nel paese dei mandolini.
Ciò che resta alla gente è che si parlerà di loro, i Vip...mentre gli altri continueranno a mangiare nelle "tende" del loro quotidiano mediocre.
Ho avvertito un gran vuoto.
Obama fa una gran bella figura.
Ma la faceva anche Michael Jackson.
Non so più se si avverte la differenza tra l'uno e l'altro, nell'immaginario mediatico e quindi della gente.
A Obama premono gli interessi dell'America e ricostruire un'immagine amichevole del paese che prima di lui era il più odiato al mondo.
Tuttavia, mentre con le belle bimbe felici torna a casa, noi restiamo con Gheddafi a pochi chilometri e un Premier di indiscussa "elevatura morale e politica" a pochi metri.
Il vuoto del linguaggio politico, il niente delle immagini ci dice che ogni paese ha da sbrigarsela per fatti propri, cerchiamo da andare d'accordo e non darci fastidio a vicenda.
Poi se parliamo di energia alternativa, al convegno, e poi l'Italia fa passare di nuovo il nucleare contro la volontà della gente, poco male...
Il grande spettacolo, per altro costoso, della politica mi ha lasciato un messaggio: si salvi chi può!
Ognuno ha da lavare i propri panni sporchi.
E l'Africa?
Un gioco di società, in cui si gioca sporco ( guardacaso è sempre l'Italia), un bel film da proiettare per i prossimi incontri.
Si può sempre chiedere a quel politico intelligente e impegnato, Bono degli U2, di occuparsene.
Tra spettacoli e cinema, si intrattengano le masse incazzate.
Nel frattempo noi italiani, torniamo al nostro noir!

9 luglio 2009

Comunicato

Comunicato sul film sui centri di detenzione per migranti in Libia, pagati da Italia e Unione Europea.

"Dopo decine e decine di proiezioni in tutta Italia Dopo il grande successo della campagna IO NON RESPINGO:

COME UN UOMO SULLA TERRA

finalmente in onda sulla RAI

9 LUGLIO 2009

RAI 3 ore 23.40 (trasmissione DOC3)

Un occasione di civiltà e informazione per tutta l'Italia. Finalmente anche chi non poteva sapere ora saprà.

Chiediamo alle migliaia di persone che da oltre 6 mesi sostengono il film, di diffondere ovunque la notizia:

con il passaparola, nei mezzi di informazione, via mail e con il Volantino che potete scaricare sul sito del film:

http://comeunuomosullaterra.blogspot.com

6 luglio 2009

In attesa del G-botto!!!

Dal 2 luglio 2009 l’Italia potrebbe mutare nome e chiamarsi Cainolandia perché è la legge dell’odio quella che è stata approvata sotto il controllo governativo del voto di fiducia. Una vena di autentica crudeltà corre per i suoi articoli. Per farne qualche esempio: la puerpera clandestina la quale ricorra a una struttura pubblica sanitaria per partorire non potrà riconoscere anagraficamente il suo bambino (che potrà dunque esserle sottratto e dato in adozione, a questa ferocia neppure Hitler era arrivato!); l’entità delle multe che l’immigrato dovrebbe pagare è fuori dalle possibilità economiche di qualunque lavoratore “manuale”. Non devono arrivare nuovi stranieri e sarebbe bellissimo se anche gli altri se ne andassero o, nel caso rimanessero “ si decidessero a stare “al loro posto”.Benvenuto in Cainolandia, presidente Obama figlio di un nero; benvenuto presidente Sarkozy, figlio di immigrato…

Ettore Masina -Lettera

In attesa dei Grandi della Terra, l'Italia rimpicciolisce nella meschinità.

"A chi non è fedele nel poco, come affidargli il molto?" citazione del Vangelo.
Lacerata la Costituzione, mandate al macero le Carte Internazionali dei Diritti, sputato sul Passato, cosa resta da citare se non il Vangelo!
A chi interessa più il Vangelo?
Pare a Tettamanzi, emigrato nelle file dell'opposizione, a detta di Calderoli.
Dunque chi si oppone al Governo fascio-leghista ha a cuore il Vangelo.
Questa è una notizia rassicurante per i credenti non allineati.

Intanto, cosa avremmo da offrire noi dal nostro paniere avvelenato, ai Grandi della Terra?

Ho firmato l'appello delle Donne universitarie che invocavano l'aiuto delle First Lady: non partecipare al G8 come forma di protesta contro il nostro Premier e la corte, per l'uso e consumo delle donne.
Nessuna Michelle illuminata può arrestare i processi economici.
Neppure per le donne italiane.
Ancor meno per le immigrate disgraziatemente approdate qui.

Mai come ora sono grata alla stampa internazionale per aver puntato il cannocchiale su "La Finestra sul cortile".
Ci si sente meno soli, mentre ci chiudono in valigia, a fette.
Quando passerà il Lodo Alfano, anche i blogger italiani dovranno tacere: almeno dalla Norvegia qualcuno continuerà a scandalizzarsi.
Tuttavia l'abuso sulle popolazioni indifese riuscirà a mantenere alta tanta indignazione?

Le onde sismiche dell'Aquila mi sembrano le stesse del moto ondoso del mio cuore.
Anche Gaia sussulta e non si ferma la sua rabbia..

5 luglio 2009

Ronde romane

Qui siamo nel Centro Sud, dunque, ci si improvvisa.

Dal Nord Est ricco con tanto di divisa e bandierine e un passato da gendarme, scendiamo a Roma nei quartieri neanche tanto a sfascio ma con un potenziale umano a rischio di follia.
C'è una ronda improvvisata di tre uomini che pensa bene di suonargliele di santa ragione ad un congolese così come si prodiga di interventi depurativi e educativi un rondino solitario che sta girando in un quartiere della capitale a stuprare donne, secondo il buon insegnamento della nuova Scuola Antropologica "cellodurista", nascosta in una porzione involuta del cervello maschile.

I nostri rondini cercano di punire il colpevole accusato di crimini contro il loro immaginario, indistruttibilmente bianco e nemico del diverso, sia esso donna o nero o povero, e si improvvisano sostenitori di una nuova politica del rinnovamento.
A pensarci bene, qui di nuovo non c'è nulla.

Sempre la stessa scena.
Non solo di casa nostra, direi universale sul pianeta.

Le ronde non sono una piccola idea provinciale di quattro ignoranti diventati politici ma un bisogno a larga scala di una tipologia di essere vivente che non vuole e non vorrà mai sentirsi parte di un progetto "Uomo", a cui la Storia ha dato avvio fin dalla notte dei tempi.
Progetto ancora in corso, in una dilagante fase di arretramento e involuzione.

Dalla Prestoria non si esce.

In Italia infatti, se ne è sancito il ritorno glorioso tra ddl sicurezza, insicurezza sul lavoro, violenza animalesca del politico al potere, riduzione della donna a femmina da montare, negazione del patto sociale, sbracamento della res pubblica, azzeramento politico-culturale.

Quanto manca all'offerta legalmente riconosciuta di "carne vergine e bambina" al dio Priapo?
O è già in corso?

29 giugno 2009

Nomadismo del cuore

Quando la vita è appesa ad un filo, quel filo diventa d'oro.

Tutte le vite sono attraversate da questa metafora – penso al mito greco delle tre Parche - sebbene non si è sempre coscienti, durante il tempo della giovinezza o del benessere o della progettualità, dell' universale esperienza di precarietà così come non si riesce sempre ad osservare che quel filo d'oro disegna ricami.

L'ho inseguito a lungo in questi anni: é stata la Vita stessa ad obbligarmi a prenderne coscienza e, infine, negli anni della malattia, ad aggrapparmi ad esso come un bambino al suo aquilone.

Inseguirlo mi ha reso nomade e in cerca di continui segni e segnali per afferrare la mia storia e non farmela portar via dal non-senso, dalla depressione, dal dolore.

Il nomadismo del cuore che mi ha impedito di attaccarmi, non senza lacerazioni, ai progetti avviati e ogni volta dissolti a causa di una fragilità fisica che poi è diventata malattia aggressiva e poi “ presenza del rischio” e mi ha condotto dunque sui sentieri dell'abbandono e della fiducia.

Oggi contemplo degli splendidi disegni che il filo ha elaborato tra un evento e l'altro...e, dopo oltre trentacinque anni, ritrovo che la traccia del filo porta ad un antico punto di partenza, ad una antica domanda che da bambina undicenne mi è nata dal cuore: cosa è mai Dio e cosa è mai la Vita?

Sì, ho fatto, sto facendo esperienza di Dio perché vivo la Vita e la guardo fiorire anche nel deserto.

E nel deserto non ti aspetti certo fiumi e cascate...eppure che gioia quando un' oasi si apre alla vista e ti viene incontro la speranza.

Ho dovuto camminare anni per capirci qualcosa. Oggi che sono sull'orlo di perdere tutto, in tempi che non dovrebbero essere segnati mai da nessuno dio per una giovane madre con figlie giovanissime, ebbene oggi essa mi appare straordinaria.

Gli orientali direbbero che la vedo con il “terzo occhio”, i cristiani con la “luce della Grazia”, gli atei con il coraggio e la forza di un adulto. Infatti così mi sento: un adulto, una persona cresciuta che non ha bisogno di rimuovere la coscienza dalla Realtà. So bene quale sia la realtà di un malato, il dolore di un bambino, la fine di un progetto ma so che c'è altro da conoscere e esplorare...il nomade non mette su casa e non definisce le mura e gli arredi.

Ecco, io non voglio proprio definire nulla, neppure la morte. Mi apro al rischio.

Ho sperimentato negli ultimi anni che il filo d'oro conduce alla pienezza dell'esperienza se lo lasci fare.

Non solo all'amore di un uomo o di un figlio, ma all'amore gratuito dello sconosciuto.

Così seguendo le tracce, sono giunta a costruire delle relazioni con molti cuori, attraverso la scrittura o semplicemente lasciando la porta aperta alla relazione, con uomini e donne in cerca del divino o pregne di divino proprio perché intensamente umane, con inaspettate presenze che mi hanno fatto regali solo ed essenzialmente per generosità e voglia di vivere.

Se si guarda senza attenzione, l'incontro con gli altri sembra ordinario se non un accidente o un urtare di corpi.

Costretta a volare con l'aquilone della fragilità, esposta al grande dolore della fine della vita, ho visto quegli stessi uomini e quelle stesse donne come un dono inestimabile da non perdere, in mezzo agli “affari” del mondo.

Ho chiesto a loro, nel cuore, di diventare portatori di un messaggio. E così, come dice Raimon Panikkar, lo sconosciuto può essere un angelo.

Potrei raccontare tante avventure fatte di incontri, parole scritte, libri regalati, inviti inaspettati...tutto è stato rilegato in un filo, il mio filo e, in cui emerge con chiara bellezza che le oasi ci attendono ad ogni passo, ad ogni cammino, nonostante il penare e il perdurare della fatica e dell'arsura.

Quel che resta per me è quel filo d'oro che lega tutti gli eventi e che mi conduce, oggi lo comprendo, alla chiarezza e alla percezione sana della vita: ma qui ed ora non nell'eterno.

Anzi l'eterno non è un mio problema, non mi riguarda, io sono una creatura di finitudine: semmai riguarda un Dio che vorrà farmene dono. A me interessa la vita qui, dove sono ora, viverla bene, viverla dignitosamente e rafforzarla di relazioni che mi insegnino a resistere e mi accompagnino nell'esperienza.

Ed è la mia un' esperienza di guarigione. Ed una richiesta che faccio ogni giorno alla Vita.

Lo chiedo a tutti, con un sorriso, con allegria: aiutatemi a mettere in moto l'energia che “muove le stelle” come direbbe Dante, energia che sono arrivata a implorare anche e persino ai poveri che avrebbero molto da chiedere.

La mia guarigione è insieme a loro perché tutti riscopriamo la voglia di amare e di riconoscere il valore di ciò che abbiamo.

Il nomadismo del cuore mi ha portato il mondo.

Volando appesa all'aquilone della fragilità, ho conosciuto la leggerezza...ci muove la brezza leggera dello Spirito.


dedicato a Claudio, autore del video Liberamente Angela, longwayfactory.org

* suggerisco la lettura del libro di Bede Griffith -Il filo d'oro- Ed Appunti di viaggio

24 giugno 2009

Volta pagina

Uscita con Harry per una passeggiata mattiniera, rabbrividendo di piacere alla freschissima aria del lago, godo del mio cane gongolante di correre e urinare su tutti i pneumatici parcheggiati e in cerca ogni volta di nuovi e vomitosi scarti alimentari!
A guardare gli alberi mi cresce un desiderio di ciliegie e fichi e benedico la stagione che mi coccola di frutti sensuali.
Esce la vicina di casa a riempire la brocca alla piccola fontana di acqua fresca del paese e mi chiama: mi porge un vassoio di fichi raccolti ieri dall'albero del suo piccolo appezzamento di terra che cura ogni giorno.

Non c'è desiderio che non sia stato ascoltato.
Non c'è miracolo che non sia avvenuto, nel mio peregrinare.
Tutto è buono e bello per chi non guarda altrove se non l'attimo in cui la Vita si manifesta.
E i miei occhi sono oggi sulla manifestazione costante del prodigio.

Ritorno da giorni incredibili in cui hanno danzato la speranza e l'energia vitale.

Devo cominciare da qualche settimana fa, da quando ricevo una chiamata dall'Inghilterra.
Un pastore evangelico di origine indiana mi cerca, venuto a sapere della mia situazione fisica, da amici seriamente preoccupati...come dar loro torto...spesso di notte mi assale il terrore di un tempo scaduto...!
Mi sussurra con umiltà che vuole pregare con me e operare non un preghiera di intercessione ma di vera e propria guarigione: per una come me, il miracolo è già che qualcuno straniero e estraneo si prenda cura della mia vita.
Accetto di raggiungerlo in Inghilterra dove mi accoglie Liverpool Strett con un pullulare di uomini e donne che scendono di corsa dal treno e dalla metro: inglesi bianchi, pachistani, africani, asiatici in movimento.
Il mondo mi viene incontro con forza, irruenza: mi avvolge un' eccitante voglia di vivere.
Sussulti, energia, spirali di occhi e braccia, spinte, slalom tra la folla, una tazza di caffè lungo, il traffico tantissimo, un salire e scendere: Vita, mi dico, vita mia, quanto sei bella!!!

La Milano troppo africana di Berlusconi mi ritorna alla mente come un pozzo di acqua stagnante.
La Vita è presa a sberle, a pugni, a coltellate nel paese della morte civile...come soffrono i miei fratelli in Italia, che dolore sapere che sono esclusi dalla vista e non osservano che è possibile risvegliarsi dalla paura...

L'amico Ash mi abbraccia con gli occhi scuri e penetranti dell'India: la sua preghiera è semplice e il suo linguaggio obsoleto eppure mi abbandono alla sua fede e alla sua forza...essere amata, già mi basta.
Mi lascia tanta pace all'addio e il desiderio di circondarmi ancora di India e di culture dell'altro.
Ci aspetta a Barcellona, Padre Raimon Panikkar con un gruppo di fratelli: il monaco zen Jean, Amal sacerdote gesuita di Madras, Milena dolce donna milanese padrona di casa e vera compagna di studi e traduzioni dei testi di Raimon, Luisa vivace e brillante testa italiana dal bilinguismo tedesco e la permanenza a Parigi e infine Germana con Andrea, cantori di musiche tibetane e corsiche, irachene e siciliane. Cantori dell'anima e della grazia di un Dio padre di tutti, viventi in tutti, manifesto in tutto.
Il regalo: la Sanghama a Miralupa, sul mare roccioso della Costa Brava, ovvero ore di meditazione e preghiera comunitaria, piccoli gesti di solidarietà nel lavoro, lettura e analisi della scrittura e del pensiero di Panikkar.

Ananda, ananda!!!

Questa è la parola risuonata ogni volta dai commenti ovvero gioia, la gioia di vivere, la zampillante presenza di un Dio di gioia nel cosmo, corpo di Dio in cui galleggiamo come bimbi ancora da farsi, da partorire nelle acque -oceano d'Amore -in cui viviamo le esperienze dissociati da noi.
Convinti come siamo che Dio vada trovato oltre noi, fuori noi, mentre siamo immersi nel Santo e il Volto lo esploriamo nascosto negli occhi del nostro prossimo, nel passaggio del vento tra le foglie.
L'induismo e il buddismo hanno regalato a Raimon le chiavi di letture e la ricchezza del linguaggio.

Il nostro pensiero è andato alla Chiesa sclerotizzata nelle sue paure di perdita di identità, nei valori non negoziabili, nel silenzio codardo che la spinge a salvare la piramide di privilegi intellettuali e economici.
Scandalo per le nazioni, durezza di cuore, cecità interiore...fuori dalle stanze rosse delle mediocrità tutte romane, la Spirito aleggia nello spazio circostante e lo ascolto vibrare tra le parole di Raimon e il canto di Germana mentre una medusa pulsa dentro le acque calde della baia.

Silenzio e suono: tutto si è fatto armonico.
Ho cominciato a sperare che il cancro non ce la avrebbe fatta ad affermare la sua voracità.
Se la morte entrava nell'esperienza sarebbe dovuta essere la sua, di morte.

C'è una danza nel mondo che va dall'India all'America di Yogananda, ad un piccolo villaggio del Salvador, nelle stanze laiche degli amici inglesi, ai monasteri della Sicilia e dell'Umbria, alle parrocchie vive della Puglia, alle piccole chiese sparse nel nordest, nel cuore vivo della rete e degli amici che non sono più anonimi, una danza che alza all'unisono una voce di richiesta e di preghiera: guarire Angela.

Ed io sollevo lo sguardo sui tigli di Collevecchio, dove sono raccolte sessanta persone venute per ascoltare l'Africa e le lacrime e il canto degli amici rifugiati eritrei, ospiti graditi, che risponde alle onde del mondo con un grido alto: guarisci l'Italia!

La paura è sconfitta.
Nessuno e niente può fare del male. L'angoscia non è più cosmologica e antropologica, scrive Raimon.
L'angoscia è prodotto del sistema e la paura è figlia dell'assenza d'amore e di cuore: marcisce l'uomo che nega se stesso.
Come ho scritto all'amico Ettore ho ballato tutta la notte la musica argentina di Hilario, riscoprendo la vita di un corpo femminile monco di bellezza che non osava occupare lo spazio perchè dalla forma stanca e insicura.
Invece ho girato tra le molecole dell'acqua amniotica mentre Dio mi avvolgeva del suo abbraccio sensuale.

Dunque nonostante i dolori alle ossa e la stanchezza abissale ci sono momenti miracolosi in cui le energie della gente, l'affetto degli amici, mi sollevano su un piano di benessere e il corpo fisico finisce per essere sostituito da un corpo spirituale in cui tutto può accadere!

Questa forza sollevi la nostra gente tutta che vedo scivolare nella melma delle loro ambiguità, nello spirito ottuso che rende arida la terra.
L'Italia oggi è una terra arida, pietrosa: si muore di niente.
La paura cresce tra le immagini distorte di una nazione assopita.

Eppure, ho visto nel volto degli italiani emozionati dalla danza della Regina, l'amica Saba, le testimonianze di Aryel sul Sudan o di Elisa Kidanè sulla grandezza del suo continente nero, ho visto un mondo parallelo.
Quello reale.

Non sarà l'innocente colui che non ha paura del nulla?
R. Panikkar

6 giugno 2009

Riposo

Noi ci abbiamo provato!
In tanti.

Con la forza della scrittura, con le scelte di vita concrete e non virtuali, con lo schieramento verso i più deboli non solo a parole: tuttavia se ci si allea con la giustizia o si compie un'azione giusta non si diventa giusti.
Si è solo scelto di non affamare la bestia che ci abita: anzi si è ritenuto urgente cooperare alla cura della ferita profonda da essa provocata.
E qui, nel nostro paese, come nelle nostre vite relazionali, c'è una ferita profonda.

Le parole che andavano pronunciate sono state già lanciate nel vento, da secoli, da molti Illuminati...come polline hanno fecondato o sono cadute sulla pietra..
Noi non abbiamo aggiunto e tolto niente a queste parole.
Solo tentato di balbettare una possibile chiarezza.

Ormai, chi ha compreso la strada la persegue.
Chi la cerca ancora, ha il diritto di camminare e esplorare e, se è voluto, anche perdersi.

Guardo al mio paese con amore e disperazione, un po' come guardo al mio corpo che sembra aver riprodotto in sé la frattura e lo scontro che oggi ci attraversa collettivamente.
Cosa sarà tra poco tempo dell'Italia e cosa sarà tra poco tempo del mio corpo?

Ad entrambi auguro la guarigione e di passare con coraggio la notte...

5 giugno 2009

Meno male che Obama c'è!

È più facile dare inizio a una guerra che porle fine. È più facile accusare gli altri invece che guardarsi dentro. È più facile tener conto delle differenze di ciascuno di noi che delle cose che abbiamo in comune. Ma nostro dovere è scegliere il cammino giusto, non quello più facile. C'è un unico vero comandamento al fondo di ogni religione: fare agli altri quello che si vorrebbe che gli altri facessero a noi. Questa verità trascende nazioni e popoli, è un principio, un valore non certo nuovo. Non è nero, non è bianco, non è marrone. Non è cristiano, musulmano, ebreo. É un principio che si è andato affermando nella culla della civiltà, e che tuttora pulsa nel cuore di miliardi di persone. È la fiducia nel prossimo, è la fiducia negli altri, ed è ciò che mi ha condotto qui oggi.

Noi abbiamo la possibilità di creare il mondo che vogliamo, ma soltanto se avremo il coraggio di dare il via a un nuovo inizio, tenendo in mente ciò che è stato scritto. Il Sacro Corano dice: "Oh umanità! Sei stata creata maschio e femmina. E ti abbiamo fatta in nazioni e tribù, così che voi poteste conoscervi meglio gli uni gli altri". Nel Talmud si legge: "La Torah nel suo insieme ha per scopo la promozione della pace". E la Sacra Bibbia dice: "Beati siano coloro che portano la pace, perché saranno chiamati figli di Dio".

Sì, i popoli della Terra possono convivere in pace. Noi sappiamo che questo è il volere di Dio. E questo è il nostro dovere su questa Terra. Grazie, e che la pace di Dio sia con voi.

Discorso di Obama, Cairo, 4 giugno 2009.

(Il migliore regalo di compleanno che abbia mai ricevuto!)

4 giugno 2009

Dedicato al Paese dell'Oblio

Ottobre 1912.
Ispettorato dell'Immigrazione del Congresso degli Stati Uniti d'America.
Relazione sugli immigrati italiani.

"Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane.
Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in due e cercano una stanza ad uso cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Parlano lingue incomprensibili, forse antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina, spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".

31 maggio 2009

Magia nera

"Il calore, l'entusiasmo, l'affetto, la passione delle migliaia di persone che oggi sono arrivate a Bari da tutta la Puglia per abbracciare il Presidente Berlusconi dimostrano che esiste un mondo virtuale fatto di falsita', cattiverie, calunnie, bassi pettegolezzi ed un mondo reale composto da milioni di italiani che continuano ad amare Silvio Berlusconi e ad avere fiducia in lui".
Lo afferma Raffaele Fitto, Ministro per i Rapporti con le Regioni.

Meditare sulle parole che si inseguono da un giornale all'altro, da un ragionamento all'altro, mi ha dato in queste ultime ore la misura del male che ci ha mangiato il cuore.
La realtà suona falsa e sinistra.
Le uniche parole che rimangono nell'aria, da respirare giorno e notte, sono parole violente, aggressive, minacciose. Non autentiche.

Il Governo, padrone dei telegiornali e dei quotidiani, Governo che usa contenuti e immagini da gossip, linguaggio scadente, minacce velate, accusa i giornali dell'opposizione di falsità, cattiverie, calunnie.
Il capo del Governo che mima mitragliate ai giornalisti o ha nelle sue file politici che annunciano legnate all'avversario (la Lega contro Casini), che svergogna se stesso vendendo ogni istante l'immagine e le storie private (le foto su tutti i giornali di "formazione" da Chi e Gente), un capo che espone la propria persona in una vetrina e ha cura di far passare le sue idee sul femminile, sulla moglie, sulle donne degli altri, un capo che vive di immagini e solo immagini, capovolge i fatti e descrive l'avversario guardandosi allo specchio: falsità, calunnia, gossip.

In quel quadro c'é tutto se stesso, un'immagine di sé proiettata sull'altro perché l'altro ne assumi le fattezze e come il famigerato Ritratto ne porti i segni più deleteri.
Niente del "diverso da sé" risulta più libero di esistere, degno di rilevanza; sull'avversario si cuce addosso la "stella di Davide" e mentre si lavora sul suo scardinamento dal mondo, si narra di un mondo parallelo dove il potente è vittima dell'invidia del debole.
Il debole diventa un delinquente, insieme a magistrati e giornalisti.
Diventa il male da annientare senza sporcare vestiti: basta cancellarlo dall'immaginario collettivo.
Averlo infangato fino alla negazione.

Come un mantra, come una credenza religiosa, come magia nera si ripete la formula del meleficio: "non esiste, non esiste, non esiste" e diffonde il suono dovunque, in ogni sfera del visibile e udibile. Rafforza ogni giorno il dubbio fino a che questo non diventi certezza: l'avversario non "é".
Molti di noi, invece, sanno chi è l'avversario e quanto potere distruttivo abbia, che per sconfiggerlo è necessario ammetterne l'esistenza, l'ingordigia, il sogno famelico di crescere, le tattiche e le strategie usate per costruire consensi.

Tace la Chiesa postwoityliana, cresciuta all'ombra di questo potere, esperta di negazione dell'altro, capace di denunciare i diritti dei migranti ma senza denunciare chi li ha ridotti in bestie; alza la voce sul degrado morale ma non dice chi degrada, chi imbratta.
Generiche affermazioni annunciate per non cadere in contraddizione, così generiche da calare come acqua fresca sul corpo deforme del potere.

Mentre scrivo, provo tanto malessere, incredibile disagio: mi sento avvilita, insozzata da ciò che accade nel paese dei sortilegi.
Dove hanno sotterrato la verità e il bene?
Cosa resta, nella carneficina di vicende e parole meschine, della nostra storia collettiva?

Stiamo per andare a votare, nei prossimi giorni, una politica che non c'è, un futuro che non c'è, un'idea d'Europa che non c'è, un referendum che non scioglie i nodi ma li ingarbuglia: noi italiani sappiamo cosa invece c'è e ci resterà attaccato addosso per anni.
Il terrore di una scossa tellurica interminabile.

Se anche avesse fine l'oscillazione, resterebbero visibili le macerie e il dolore...a lungo.

25 maggio 2009

Tesfa e l'Ingenuo Ingegno

Nella lingua etiope vuol dire Speranza.
In italiano non si può più pronunciare senza essere presi per pazzi e illusi.
Allora la invoco in amarico, con la lingua di un paese povero, per esorcizzare l'incantesimo delle parole rubate alla gente, sottratte dal quotidiano, tradite dai mistificatori della lingua.
I fatti in Italia parlano di di-sperazione.
Di negazione dell'evidenza.
Di impossibilità di un cambiamento.

Tesfa! Tesfa! Testa! Ossigeni il cuore di chi è nel buio!
Il buio in Italia non viene dalla fame, né dalla mancanza d'acqua, né da una guerra a pochi metri.
Il buio viene dal male profondo delle anime, dall'ambiguità dei loro pensieri, dalla morbosità dei loro desideri, dall'odio e il disprezzo verso la moltitudine che non ha altro nome che "pubblico", "platea", "sondaggio", "percentuale."

A Palermo hanno portato in caserma degli insegnanti che protestavano con striscioni contro la scuola.
Sui teli una denuncia che andrebbe scritta sulle porte di tutti gli Istituti scolastici: "La mafia ringrazia lo Stato per la morte della scuola".
Hanno portato in caserma le donne e gli uomini che si occupano dei nostri figli e della loro evoluzione da una condizione di servi e schiavi e hanno lasciato liberi coloro che della mentalità mafiosa ne hanno fatto cemento per costruire questa Italia.
Tesfa! Ti nascondi nel coraggio degli insegnanti, nello sguardo attonito di genitori e ragazzi che ricevono, oggi nel 2009, in un paese considerato una potenza mondiale, una potenza di nefandezze!, una lettera dal Preside che annuncia la nuova Democrazia:
-a cinque mesi dall'inizio del 2009 non abbiamo avuto neanche un euro di finaziamento quotidiano delle scuole
-non abbiamo i soldi per pagare i corsi di recupero che sono obbligatori
-non abbiamo soldi per pagare le supplenze
- le scuole statali devono avere dallo Stato circa un miliardo di euro per spese legittimamente affrontate negli anni passati e mai rimborsate
-circa il 52% degli edifici del Lazio (potrebbe essere anche la Sicilia, la Calabria) non ha le certificazioni relative alla sicurezza.
Le conseguenze sui figli:
-niente cartaigienica e fotocopie
-alunni senza docente per un gran numero di ore
-riduzione del recupero scolastico e altri progetti educativi
-aule chiuse perché inagibili e aumento rischi incidenti.

Tesfa! Assurdamente ti riveli proprio nella negazione della vita e della gioia. Ho scoperto che non tutto si perde in tempi di colera. Si riscopre la solidarietà e la bellezza degli esclusi dalle grandi strategie dei vigliacchi.

Sono stata in una scuola di Orbetello a presentare il mio blog o meglio il mio bloggy-book e a parlare ai ragazzi e alle famiglie. La suddetta lettera di denuncia dello sfascio ci ha ricordato che i diritti si possono perdere in un nanosecondo e che niente è scontato nella terra dei Dinosauri, dei
cannibali mentitori, degli sgraziati onnivori che dominano la Storia.
Ma tutti sanno che fino hanno fatto i Dinosauri!
Mentre le formiche sono rimaste in vita per millenni e continuano a proliferare con il loro lavoro e la loro dignitosa fatica.
In questa scuola ho incontrato formiche laboriose, ragazzi maturi con una voglia di crescere e di "adottare" diritti perduti e sogni sfregiati da svastiche invisibili.
Ho incontrato professori che ancora leggono i quotidiani e parlano con coscienza dei metodi e delle analisi critiche da passare ai giovani.
Ho stretto la mano a genitori che sono turbati dalla nuova antropologia che impone androidi senza circuiti, utili soli a coprire un posto per fare numero, per saziare di gloria il Padrone di turno.
La disumanizzazione del paese inquieta il cuore e le notti di chi il cervello ce l'ha ancora e non intende prostituirlo. Tutti consapevoli che il momento è drammatico e si sta spesso con il fiato sospeso....le madri si stringono ai figli e gli insegnanti alla loro sapienza e agli ideali a cui hanno dedicato la vita...

Tesfa! Ti ho ritrovata nei loro occhi pieni di Resistenza.
Non sono i politici che fanno un paese: è la gente, libera e sapiente, che risveglia le energie di lotta e passione.
Se solo riuscissimo a prendere, come primo atto, il "telecomando" e lanciarlo come una lama nel cuore del servo dei servi, dello strumento dal contagio virale, del luogo di tutti i deliri e liberati della "cosa", riprendere in mano ciò che ci appartiene: la vita, la scuola, il lavoro, la politica, i diritti.

La speranza è nella Scuola che sa reagire e senza carta igienica sa dimostrare a se stessa che la merda è proprietà del Potere!

Io credo nella gente che ho incontrato. Loro non sono una fiction da cesaroni: sono persone in carne e ossa che patiscono una storia di malcostume e pagano la scelta di chi avrebbe dovuto difenderli invece è rimasto a guardare il proprio profitto.
Credo nei ragazzi che vincono ogni giorno una guerra interiore tra il loro diritto a esistere e la "materia" informe che vuole impossessarsi della loro carne e spodestarli da se stessi per farne merce, consumo, corpo artificiale, vuoto psichico.
Questi ragazzi mi hanno regalato Tesfa, donandomi un video che hanno loro stessi girato: immagini commoventi, richiamo di una storia che accade tutti i giorni nelle scuole e nelle strade, il bullismo che si annidia nelle relazioni.

Tutti noi siamo vittime del bullismo politico, economico, culturale.
Chi ci tenderà la mano per difenderci?
La mia tesi era: i più deboli sono i più solidali.
Parallelamente, quelle giovani teste arrivavano alla stessa conclusione.

20 maggio 2009

Complotto comunista?!?

Pasolini scriveva su Scritti Corsari parole amare ai tempi delle stragi e dell' "era di piombo", la crudele era che ha preceduto quella attuale di "amianto".
" Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una
prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti, che con l'aiuto della Cia...hanno prima creato una crociata anticomunista a tamponare il 1968 e in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista...
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede..."
14 novembre 1974 - Il romanzo delle stragi
Lo Stato parallelo a quello che ha finto di governarci dal dopoguerra è in verità sempre stato al potere: credo di aver capito siano queste le posizioni di Pasolini.
Berlusconi è figlio di questo anti-Stato, dunque, secondo Pasolini.
Da decenni infatti si è riattivato il linguaggio della tensione: da decenni il signore che chiamano Premier ha attivato una campagna anticomunista, grazie alla collaborazione dei conniventi "comunisti" che hanno governato Stato, comuni e province con una politica di affari e abusi, tradendo mortalmente l'elettorato.
Per dirla alla Pasolini, ora siamo tornati alla crociata anticomunista mentre i vari Fini e associati cercano di ricostruirsi una verginità antifascista.
Parole vuote di senso, lavorano tutti per lo stesso padrone: preservazione del potere.
Il caso Mills è la prova di quanto il genio negli anni 70 andava dichiarando, inascoltato: i magistrati rossi, la stampa rossa, cercano di distruggere la democrazia, si dice ora.
Democrazia?
Per distruggere qualcosa bisogna assicurarsi che esista.
Di quale democrazia sta sparlando l'uomo delle telecomunicazioni?
La democrazia dei privilegi, delle leggi ad personam, il comunismo che in questi ultimi quarant'anni ha permesso a Berlusconi&friends di arricchirsi, fare affari illeciti secondo il magistrato Gandus, governare con un mega conflitto di interessi?
Non esiste nessun complotto comunista.
Ho sempre pensato infatti che le brigate rosse fossero parte di un progetto unico, insieme alle brigate nere: mantenere il paese schiavo, piegato, ridurre al silenzio i pochi deputati puliti, assoggettarsi la stampa, oscurare per alimentare le oligarchie tra loro imparentate senza alcuna visione politica o ideologica se non quella di servire se stessi e il loro patrimonio.
Quando serve sono comunisti, quando è opportuno sono fascisti, quando conviene sono laici, quando hanno bisogno di voti sono cattolici.

Guzzanti ha parlato di "mignottocrazia": è uno stile di vita, un pensiero, una scelta politica.
Dal dopoguerra, ha dominato un solo Stato di cui la democrazia cristiana è madre.
Ha scelto il cattolicesimo come " fenomeno culturale omologatore". Fino a che è servito.
La Chiesa, ascoltata e riverita dai potenti, finirà per essere messa da parte: i preti che parlano a favore dei poveri e dei deboli li hanno già eclissati nel buco nero del silenzio.
Si sono illusi, i Vescovi, di avere diritto di parola e di azione. Solo i collaborazionisti, vedi i vari Baget Bozzo, che dio lo perdoni, scaleranno i vertici e avranno visibilità.

La lettura che ne dà Pasolini nell'articolo del 9 dicembre 1973 - Acculturazione e acculturazione, riassume le intuizioni che noi oggi, a distanza di trent'anni, viviamo e denunciamo con la stessa disperazione:
"Il nuovo fenomeno culturale (concorrente alla Chiesa) è l'edonismo di massa...avvolarano la vita solo con i suoi Beni di consumo...gli italiani hanno accettato che la televisione impone loro secondo le norme della Produzione creatrice di benessere...non c'è dubbio che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo...il fascismo non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione, non solo l'hanno scalfita, ma l'hanno lacerata, violata, bruttata per sempre..."

e prosegue in un altro articolo sull'Europeo del 26 dicembre 1974
"questo nuovo fascismo, ha profondamente trasformato i giovani, li ha toccati nell'intimo, ha dato loro sentimenti, altri modi di pensare, di vivere, altri modelli culturali. Si tratta...di una irregimentazione reale che ha rubato e cambiato loro l'anima. Il che significa, in definitiva, che questa civiltà dei consumi è una civiltà dittatoriale...gli uomini di potere, e potrei forse fare addirittura dei nomi senza paura di sbagliarmi tanto, alcuni degli uomini che ci governano da trent'anni hanno gestito la strategia della tensione a carattere anticomunista...sono le stesse persone che hanno gestito la strategia della tensione antifascista...".

Anche per questo non credo più ai fenomeni di massa come i "no global" che vanno a sfasciare vetrine a Genova e a Torino ma non tirano un pomodoro in faccia ai politici che passeggiano indisturbati in discoteca e nelle strade piene di claque.
Come non credo ai politici che ancora parlano di antifascismo, come direbbe Pasolini, di maniera, in verità ipocrita e subdolo, utile al regime.
E' un potere affermato e cementato che permette ad un premier di fare il suo comodo.
Un magistrato che lo accusa complotta mentre noi dovremmo credere al suo legale che dice che è innocente.
Finirà per salvarsi anche questa volta?
Mah, in Italia lui è al potere da trent'anni mentre Pasolini, assassinato, fa concime alla terra.
Così va il mondo, da queste parti.

16 maggio 2009

La normalità

Dall' Inghilterra mi chiamano scandalizzati: i nostri amici raccontano della corruzione nel Parlamento dove i deputati hanno preso per il naso il paese e si sono rifatti case, mutui, arredi, intrattenimenti con i soldi dei contribuenti.

I parlamentari di tutte le estradizioni politiche ne sono coinvolti ma in numero maggiore i laburisti. Purtroppo figli di Blair!
Non mi stupisce perché il devoto labour-radical chic, oggi in America a gestire corsi dal titolo angosciante, Globalizzazione e fede, abbia amato così tanto le serate sarde nella famigerata casa-ferie del ben più famigerato premier!
In sintesi, i parlamentari eletti hanno diritto a Londra ad una casa e dovuti arredi, spesati dallo Stato. Il dramma è che qualcuno di loro ha scaricato sulle spalle della già affannata società britannica il mutuo delle loro case di proprietà da tempo estinto o la ristrutturazione di piscine o il trasferimento nella casa londinese della figliola studentessa mentre si facevano pagare anche il mantenimento nella villa Manor della ricca campagna del sud-ovest.

Aspetto interessante della faccenda è che il popolo inglese gliela farà pagare tutta questa furbata: andranno alle elezioni e i suddetti deputati non verranno mai più rieletti. Vivranno come cittadini comuni, avvolti nel disprezzo: la rabbia della gente li perseguiterà a lungo.
Meraviglia, che ci fa sentire normali, è venire a conoscenza che nel mondo esistono popoli che ancora si indignano della corruzione e dell'essere stati traditi dai politici che loro hanno eletto.
La legge elettorale inglese infatti protegge i cittadini che considerano i deputati scelti degli stipendiati e come tale osservano, insieme alla stampa libera e ipercritica e senza misericordia, i movimenti e la coerenza dei loro rappresentanti.
L'elettore inglese nella propria circoscrizione elegge un deputato per nome e cognome e per la sua appartenenza ad una idea politica e non vota un partito i cui deputati sono scelti dal segretario.

Un candidato deputato si può candidare in una sola circoscrizione e non in più contee o liste e lì, nel suo territorio deve prendere i voti per poter agire e soprattutto, deve mantenere la parola data per essere credibile.
Gli inglesi non si fanno prendere in giro da una giacca e cravatta che la mattina va a Westminster a compiere il suo dovere.
Non vuol dire che gli inglesi non abbiano ladri e corruttori e corrotti: tuttavia, appena viene a galla la verità, quel politico è tecnicamente finito.
Ritornando alla questione "Expenses scandal", un giornale conservatore The Daily Telegraph sta pubblicando la lista nera dei laburisti e, ripeto e, dei conservatori.
Il pubblico del giornale filo-laburista " The Guardian" sta registrando senza mezze misure il terremoto di Londra e senza alcuna giustificazione del comportamento degli MP:

MPs' expenses: shoot them or jail them – public is after revenge.
A window is
smashed, a garden is vandalised and vengeance is demanded as taxpayers turn on their Westminster representatives over expenses scandal
(Scandalo spese dei parlamentari: sparategli o metteteli in prigione - il pubblico pretende la vendetta.
Una finestra è spaccata, un giardino distrutto e vendetta viene richiesta mentre i contribuenti se la prendono con i loro rappresentanti di Westminster).

La conseguenza politica: i leader supplicano il perdono dell'opinione pubblica e gli interessati, singolarmente, stanno già restituendo allo Stato in sterline tutto il denaro speso in maniera inappropriata.
Infine, le loro teste sono già rotolanti: qualcuno, appena appurata la responsabilità, è stato espulso dal proprio partito.

Un piccolo dettaglio: nella stragrande maggioranza di loro, non c'è stata alcuna infrazione nè della legge nè del regolamento parlamentare sulle spese.
Il peccato mortale è stato l'abuso del regolamento riguardante il diritto di rimborso spese, in quanto parlamentari in trasferta: il pubblico è scandalizzato perchè grazie alla stampa è venuto a conoscenza di un regolamento parlamentare che permette una simile facilitazione e che usa i soldi pubblici per questioni superflue.
E' bastato questo, scoprire una regola che è puro tornaconto per i deputati, per far saltare tutti i giochi.
Stampa e opinione pubblica e diritto all'informazione: alleati nel sostegno della verità e della trasparenza.
Nessun giornale sta difendendo i parlamentari.
Nessun parlamentare sta difendendo se stesso.
Nessuno sta parlando di complotto comunista o fascista.
Tutti parlano di schifo e chiaramente di rivisitazione delle regole.
Non c'è bisogno di alcun salotto televisivo per spiegare, da parte dei politici, il perchè di tutto il tumulto popolare.

Tra qualche mese il Parlamento inglese sarà ripulito da capo a piedi: perchè la democrazia non è una barzelletta da piano-bar nel paese multietnico con pizza e kebab, con minigonne e chador, con chiese gotiche e moschee dove il diritto del cittadino è il vero potere riconosciuto.
A voi le considerazioni riguardo all'Italia.
Non c'è bisogno di una laurea in scienze politiche per arrivare alle conclusioni.

15 maggio 2009

No all'Italia con questi italiani

Non ci sto a fare dibattiti sulle ultime leggi razziali della Lega e del loro premier assatanato di visibilità.

Non ci sto ad assumere il colore grigio cristianuccio perché non ho il fegato per scegliere di stare da una parte o dall'altra. Non voglio discutere sulle motivazioni valide che hanno spinto la destra a dire basta ai flussi migratori.
E' come chiedermi dopo uno stupro le ragioni che hanno spinto l'assalitore a uccidermi l'anima. Certo che la società italiana è ben capace, nei baretti e nei salottini bavosi dei "papi", di empatizzare con le ragioni del carnefice.

L'Italia, così come va navigando sulle acque sulfuree del Governo e dell'opposizione che non si oppone fino a perderci in voti e in abiti stirati, è l'unica realtà alla deriva.
Non sono gli infelici che tornano nelle loro terre di tortura a viaggiare sui barconi fatiscenti: è l'Italia che si allontana dalla civiltà umana, dalle conquiste politiche e sociali dei secoli, dal senso della religiosità che significa humanitas.
Ricordate il pio Enea? La sua compassione e il suo rispetto per i Penati e per il dolore anche del nemico? Oggi, in Italia nessun Virgilio, sebbene cantore di Augusto, potrebbe nascere nell'Impero della Feccia.
Nessun poeta di corte potrebbe partorire immagini da epoca d'oro: è così evidente il marcio, così sapientemente rivalutato come composto fertilizzante per il paese, che viene scelto in maniera strategica come fondale alle azioni governative.
L'azzurro che vedete sui cartelloni pubblicitari è il gas anestetizzante e criminale della loro politica.

Rinnego questo paese maligno. Rinnego il pensiero degli italiani che lo hanno appoggiato, nutrito, assunto come modello.

Siamo occupati da uomini e donne che portano nel cuore la lebbra e nella mente la scabbia dei loro sogni razzisti; siamo scandalizzati dal falso scandalo dei migliaia di poveri che approdano nella terra velenosa e dalla benedizione da parte dei poteri politici-religiosi del vero scandalo di un governo bugiardo che inventa numeri, percentuali, sondaggi, amicizie, terremoti sotto controllo, nemici africani scalzi e malati mentre il vero criminale si specchia ogni mattina nella vallata del Po e mangia e gozzoviglia nelle case della Casta intoccabile.

Hanno rovesciato tutta la logica: i pazzi della cultura della morte e della violenza chiamano bene il male, saggio lo stolto, ateo il credente, religioso l'ateo-devoto, le cortigiane donne di politica, le minorenni figliocce, il mafioso una brava persona.

Si chiama attacco neurolinguistico.
Modificazione dei neuroni.

No, non ci sto all'Italia di questi "immigrati" dalla Terra della cattiveria.
E' il loro pensiero il nostro unico nemico, il sabotatore della civiltà umana.
Non ci sto al compromesso storico: è l'ora della croce, l'ora che si scelga o Barabba o Cristo.
Noi esseri umani che non abbiamo creduto alla "Teleserva"* gridiamo più forte come non abbiamo urlato per duemila anni.
Non ci sto a guardare le vittime morire di abbandono e compatire e cercare le ragioni di Caifa, il codardo, mentre si straccia le vesti!

*bellissima espressione di Curzio Maltese