17 aprile 2009

In piedi, come un imputato

Invece resto in piedi, a schiena dritta, a guardare negli occhi i miei avversari.
Nessun cedimento, nessun cambiamento avviene nei loro cuori sbriciolati come segatura: dunque dimentichiamo parole di incontro.
Solo vuoto di contenuti dell'avversario e parole di denuncia, le nostre.
Fino allo sfibramento.
L'opposizione, parlo di quella della gente sana di mente non di quella politica, è ridotta al silenzio nella più becera presa in giro mai raccontata.
Povero Vauro, fatto fesso, epurato, biasimato, diventato protagonista suo malgrado, con la sua provvidenziale satira che viene a rafforzare le anime pie della politica.
Ora il tema non è Vauro: serve solo a giocare da distrazione.
Il tema è il referendum, gli interessi di parte, Berlusconi che appare il salvatore del buon senso, della patria stretta tra crisi economica e opportuno terremoto; tutti giocano volenti o no a rilanciare il personaggio equilibrato che domina i sondaggi, da Franceschini a D'Alema, da Fini a Mercegaglia.
Non credo ad una sola parola dei loro ombrosi stati d'animo: la preoccupazione dello spreco di denaro in tempi di crisi non è mai venuta a galla negli ultimi quindicianni.
Eppure di crisi ne abbiamo da decenni: ora gli ipocriti dicono di non voler sciupare più denaro pubblico, davanti ai cadaveri.
Spero che almeno la loro vergogna di guardarsi allo specchio la mattina, sia sincera e non li abbandoni.
Non credo a nessun denuncia neppure del Pd: se c'è tra voi qualcuno che sappia spiegarmi a chi conviene il rinvio del referendum che piace anche a D'Alema di cui mi fido quanto del Signore di Arcore, prego di illuminarmi.
La stampa rilancia accuse, oppure spreca pagine e pagine su Santoro..intanto i giorni passano e gli equilibri in Abruzzo tra amministratori, governatori della provincia si ricompongono.
Noi dietro a Vauro, loro dietro alla "normalizzazione".
Il re della nebbia va a regalare magliette del Milan per i bambini terremotati; dell'uomo politico ci interessa poco, anche perché la Politica non abita da quelle parti, ma resta il sogno mitico del calcio con cui si è rincoglionito il paese nei tempi di magra.
Per non disturbare il gioco delle parti, anche il Papa si è tirato indietro e aspetta il suo turno: il 1 maggio festa dei lavoratori precari e dei senza lavoro, sarà tra gli infelici per portare la consolazione della croce ma mai quella della resurrezione, se non un domani, nel futuro prossimo, nell'eterno...
L'Udc accusa Vauro di essere blasfemo per le vignette che fanno coincidere il Dio crocifisso con un precario.
E' vero la teologia della liberazione è stata condannata come blasfema.
Con le nuove correnti preconciliari, Cristo si identifica con il Potere vilipeso e la Parola con i media.
E così mi resta l'amore per la verità che ho perduto.
E il disprezzo per la menzogna, veleno dentro la mia carne.

4 Comments:

Blogger sileno said...

Quante riflessioni amare nel tuo post e, purtroppo, quanta verità.
Ormai siamo assuefatti al peggio e lo viviamo senza nessun moto di ribellione, tutte le notizie che ci arrivano sono infarcite e deformate dalla pubblicità, importante è comprare ed arricchire sempre di più i soliti noti.
Il referendum, che mi rendo conto di quanto sarebbe pericoloso se passasse, poiché darebbe il potere assoluto ad un unico partito,(e in Italia abbiamo scordato quanti lutti e sciagure ha causato il partito unico guidato dall'uomo della provvidenza), ora si parla di posticipare di un anno la votazione per poter modificare la legge, ma nei due anni precedenti, come mai la legge non è stata modificata?
Ora arriviamo all'assurdo che piuttosto del partito unico, è ancora meglio l'attuale legge elettorale definita una porcata dal suo relatore, "mala tempora currunt!" e la democrazia è sempre più in pericolo.
Sileno

17/4/09 12:10  
Blogger l'incarcerato said...

Cara Angela, del referendum ne ho parlato nel mio penultimo post e sono abbastanza polemico...con il vergognoso PD.

Bella l'analogia con la teologia della liberazione, considerata blasfema dai vertici della Chiesa Cattolica...

Un grande abbraccio!

17/4/09 13:00  
Blogger amatamari said...

Da sempre la politica pensa ai propri interessi e da sempre la gran parte degli italiani se ne disinteressa - pare un dato di fatto, una realtà inamovibile, un dogma -
Di diverso oggi vi è la spudoratezza con cui le cose avvengono, la violenza sempre più alta a cui siamo quotidianamente esposti.
Reggere a tutto questo è obiettivamente difficile: i nostri pensieri ed emozioni vengono sollecitati e non troviamo una voce forte che ci rappresenti.
Ma dobbiamo riprendere fiato solo il tempo necessario per non annegare e continuare a nuotare.

17/4/09 19:11  
Blogger Lara said...

Noi stiamo subendo una grande violenza e neppur ce ne accogiamo.
Stiamo subendo l'onta del rifiuto, della non-considerazione e non proviamo dolore.
Vincono loro, i maledetti, li facciamo vincere con la massima indifferenza.
Ciao, hai un blog bellissimo!
Lara

18/4/09 18:37  

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