24 marzo 2009

Gli alchimisti

I potenti investono ogni giorno energia e soldi e acido per difendersi.

Il refrain della nuova era è paradossale, quando pronunciato dai Signori: i media alterano la "realtà" e manipolano l'opinione pubblica.
Viene da ridere al solo pensiero che i proprietari assoluti dei media - dal paparè al presidente di un paese costruito nei sotterranei invisibili - si accusino involontariamente di manipolarsi.
Bagnasco ha lanciato il suo tormentone sui canali televisivi e internettiani: il papa è perseguitato.
Incompreso, denigrato.
Ed io che penso ai poveri o alle famiglie sfrattate dalla nuova crisi!
Io, stolta manipolata dai media, che non so riconoscere un martire teologo da un insignificante bambino rom a cui un municipio più nero della pece della nerissima Roma, vuole sottrarre il diritto di bere dalle fontane pubbliche!*
Un municipio non proprio distante dalle camere vellutate della sede che hanno battezzato "Santa..." eppure i santi e i saggi non sembrano accorgersene...

I maestri della comunicazione non sanno comunicare? Interpretiamo in maniera aribitraria gli interventi stile "condom" o le battute da avanspettacolo dei nostri manipolatori?
Dietro le righe si vuole inniettare una grande bugia: la stampa è libera, così libera che può colpire democraticamente il potere.

Invece no, agiscono con facce di bronzo i padroni della parola; l'informazione è la loro e la usano per depistare, elaborare mondi paralleli, tuttavia sempre guardinghi.
Nella grande melassa mediatica in cui si dipingono da eroi e salvatori dei popoli, gli esperti della alterazione genetica del linguaggio, sanno bene che può scapparci anche un barlume di luce!
A loro insaputa.
Così le nostri menti, nonostante il gas dell'indecenza, si aprono un poco e respirano: osservano la mancanza di nesso tra una dichiarazione e l'altra, tra una battuta e l'altra, tra un concetto e la sua negazione.
E restiamo a bocca aperta, tra l'ilare e il disprezzo, nell'analizzare i metodi di annacquamento e impoverimento, regolarmente scaricati sulle nostre anime bucate.
Dovremmo credere che si occupano della nostra salvezza?
Dei nostri bisogni di casa e lavoro?
Della giustizia nelle terre violate d'Africa?
Del diritto delle donne e delle persone a provvedere alla loro salute?

Emerge al contrario la trama della loro sete: avidità di imporsi sul mondo. E nessuno che chiuda loro le fontane!
Emerge come pubblicità occulta che sono loro quelli che mangiano, bevono, godono, negano i guadagni, si fingono benefattori, annullano sentenze, sottraggono materiale informativo all'opinione pubblica, non si fanno intercettare, gambizzano politicamente chi scopre la verità, coprono, sotterrano, uccidono con le parole.
Per il corpo, si fanno aiutare.
Emerge chiaro che non vogliono cedere il diritto di pensare e di emancipare la coscienza: la coscienza libera non paga l'otto per mille e non riconosce il sacro se non nella vita in tutte le sue manifestazioni.
Il Dio da negare è colui che fa dell'uomo un essere autonomo, svincolato dalle dipendenze, amante di un Creatore e non servo di un Legislatore: "io non vi chiamo più servi ma amici" (parola di un certo Gesù).

Di questa lettura della stampa e dei media, gli alchimisti hanno paura.
Lo stesso potere mediatico che li ha posti nella cabina di comando e sempre sarà al servizio di chi paga bene può infine implodere nelle loro mani e far saltare i circuiti.
E' sufficiente una piccola scheggia, un bambino rom incastrato tra il sindaco e la tanica dell'acqua, per capire di quali pensieri e desideri si nutre questo potere.
E' sufficiente una colata di cemento per sapere di quale amore e attenzione al territorio si nutre il palazzinaro Re Mida.
E' sufficiente una meticolosa spiegazione che da Ratisbona passi per gli apparati ultraconservatori fino alla gestione privata e collettiva del corpo delle donne sofferenti, per comprendere che sono indifendibili e incastrati dal loro stesso livore.

La pozione degli alchimisti mediatici sembrava perfetta ma qualcosa non ha funzionato...

*http://www.unita.it/news/83080/roma_il_municipio_vieta_le_fontanelle_ai_rom

9 Comments:

Blogger luposelvatico said...

Il riferimento sindaco-bambino rom-fontana non mi suggerisce nulla, nè ho trovato nulla su Repubblica edizione Roma: di che si tratta?

24/3/09 15:30  
Blogger Angela said...

ecco, Lupo, ti ho linkato il riferimento! baci

24/3/09 16:27  
Blogger Chiara Milanesi said...

Ciao Angela, ho letto con attenzione il tuo post.
Se c'è qualcosa su cui non concordo con te è la visione del potere come dicotomia tra un noi escluso da questo potere e un loro detentore dello stesso.
In questo sono profondamente foucaultiana e il potere mi fa paura perché parcellizzato, suddiviso, multiforme, quasi senza testa. Coltivato in noi anche, nostro malgrado, o a nostra insaputa. Una microfisica del potere che deve imporci di chiederci non chi siano i dominanti e perché vogliano dominare, quanto piuttosto, quale sia la strategia globale cui anche noi siamo partecipi in un involontario assoggettamento, attraverso i gesti che compiamo quotidianamente, i compiti che svolgiamo, i modi di vita che ci definiscono materialmente come soggetti, come sudditi.
Ne parleremo un giorno?

24/3/09 16:54  
Blogger Angela said...

sì Chiara, parlarne con te è importante...è vero porto spesso questa dicotomia, infantile se vuoi, perché sento il graffio feroce della bestia e il senso di non appartenenza dai loro sogni torbidi. Tuttavia hai ragione: c'è connivenza voluta o no, nostra, mia, con la strategia di cui parli...e certo che fa paura sentirsela dentro!

24/3/09 17:15  
Blogger Angela said...

eppure quando penso al potere che elimina le masse, per quanto conniventi con le forze dominanti, vedo sempre lo scontro dicotomico tra la fionda del piccolo Davide e la forza bruta di Golia...non riesco a superare la divisione tra noi che restiamo per scelta o per casualità fuori dai giochi e loro che vi entrano e ne sposano tutte le regole...sì mia cara, dobbiamo parlarne.

24/3/09 17:31  
Blogger marina said...

cara Angela la storia delle fontanelle mi ha fatto talmente incazzare! Sembra che facciano a gara verso il gesto più spregevole!

Ho riletto i miei appunti sul tuo libro e ne ho trovato uno che vorrei fosse la mia cosiddetta recensione per la prossima edizione, come tu ci hai chiesto: "Invettiva d'amore". Solo queste due parole che mi sono spesso venute alle labbra leggendoti.
ti bacio con affetto grande, marina

25/3/09 10:16  
Blogger Arnicamontana said...

mi ritrovo sempre nelle tue analisi, usi le parole giuste per descrivere il nostro tempo.."indifendibili e incastrati dal loro stesso livore",è proprio così. Un abbraccio cara Angela

25/3/09 14:30  
Blogger Franca said...

"...i media alterano la "realtà" e manipolano l'opinione pubblica..."

Ecco, sono d'accordo con loro.
Magari non nel senso che intendono, ma sono d'accordo...

26/3/09 16:48  
Blogger luposelvatico said...

Finalmente ho avuto il tempo di leggere l'articolo dell'Unità che segnali. Che dire? Ai non-umani va tolto tutto, dall'assistenza sanitaria all'acqua: non devono esistere, tantomeno essere visibili. Stanno bene sotto le botole, in cui devono rinchiudersi quando escono dalla fabbrica o dalla badanza. Tra un po' i razzisti chiederanno di contingentare l'aria per evitare che si respiri la stessa dei non-umani.

Sul potere: è innegabile che, pur avendo ben chiaro il concetto di "noi" e "loro", anche noi siamo inseriti in meccanismi di propagazione della sopraffazione economica da cui non possiamo uscire con facilità.
Eppure io credo che sia possibile "contaminare" questi meccanismi con elementi di diversità e di resistenza, anche se è difficile prevedere gli effetti delle nostre azioni; credo che piccoli gesti, piccole azioni quotidiane - sommate in migliaia di individui - possano produrre effetti, alla lunga, che sono comunque antagonisti rispetto al pensiero dominante (e questo sta facendo la Compagnia di Collevecchio, e le mille piccole reti che "vivono" in modo "diversamente umano"). A questo è corretto affiancare progetti di riforma globale e organica dell'esistente, ad esempio militando in un partito.
Che cosa tutto questo produca, è difficile dirlo. Ma comunque va fatto.:-))

27/3/09 10:06  

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