16 maggio 2008

Molotov

La migliore molotov l'ha lanciata ieri la Lettera di San Giacomo, alla coscienza di Bagnasco.
Deve averci riflettuto tutta la notte per ricordarsi stamattina che forse è il caso di evitare estremismi con i migranti e gli itineranti, altrimenti detti poveri, razza puzzona e scabbiosa con cui neppure i napoletani ridotti a pattumeria dai "padrun" possono sodalizzare.
Ieri, infatti, la lettura del giorno, per chi pratica la Bibbia e la considera una chiave di lettura sulle sofferenze del mondo, è apparsa come un fulmine, la voce tra le nubi, direi provvidenziale e ve ne riporto un frammento:
" Fratelli miei, non mescolate a favoritismi personali la vostra fede nel Signore...supponiamo che entri in un' adunanza qualcuno con un anello d'oro al dito, vestito splendidamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se voi guardate a colui che è vestito splendidamente e gli dite- tu siediti qui, comodamente- a la povero dite-Tu mettiti in piedi lì-oppure- Siediti qui ai piedi del mio sgabello-non fate in voi stessi preferenze e non siete giudici dai giudizi perversi?...
Voi invece avete disprezzato i poveri...se fate distinzione di persone, commettete un peccato, e siete accusati dalla legge come trasgressori..."
Sarebbe utile che domenica prossima, dagli altari cattolici si leggesse ad alta voce questa parola. Ad ascoltare ci sarebbero migliaia di militanti cristiani, vestiti in giacca e cravatta che hanno riposto la loro fede in un dio minore: quell'essere iracondo, violento, pieno di paure, demagogico, paraculo, se si tratta di scagliarsi contro il delinquere degli straccioni ma cieco e sordo al delinquere dei signori, quel piccolo dio che non conosce altro che il culto di sé e abita negli abissi delle loro coscienze.
Non sono io che giudico Bagnasco. E' la Parola che giudica e ci giudica. Tutto è stato scritto e tutto si compie.
Ho pena certamente per gli scugnizzi, camorristi, napoletani con le spranghe e le molotov. Ho pena anche per la gente comune che ha subìto furti e violenze dalle persone provenienti dalle comunità straniere. Ma non verso una lacrima per coloro chiamati a gestire le problematiche dell'integrazione e, occupati a viversi la loro ricchezza autistica e i loro privilegi infami, hanno lasciato questo paese affossarsi nella brutalità.
Non verso una lacrima per la chiesa ufficiale che con l'anello al dito dice a me di farmi buona, di sforzarmi a capire, mentre Assisi cancella l'esistenza della povertà sotto il tappeto dell'affare religioso.
Le ronde della negazione dell'essere si aggirano da tempo sulla nostra anima profonda e prendono a manganellate quel frammento di solidarietà, compassione, quello che una volta si chiamava carità, riducendo in briciole il nostro senso dell'umano.

3 Comments:

Blogger digito ergo sum said...

coscienza? bagnasco? ahahahahahahah

se avesse una coscienza avrebbe già lasciato la chiesa. lui e tutti i porporati affini.

16/5/08 14:44  
Blogger Angela said...

nella sua ipocrisia si possono rispecchiare milioni di italiani altrimenti detti "razzisti".

17/5/08 11:25  
Anonymous Aicha said...

Si fa sempre un gran parlare di tolleranza, di rispetto, di apertura all'altro, che per intenderci dovrebbe essere... QUELLO DIVERSO DA NOI... per etnia, fede, cultura e/o modi di pensare...
ma giorno dopo giorno mi rendo conto che sono e restano parole vuote.. un'impalcatura che si tiene sù sul niente perchè alla prima occasione ecco che viene giù come il più fragile castello di carte...
Aicha

20/5/08 17:47  

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