4 maggio 2008

Il regno a soqquadro

Dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono.
Matteo, 11 v.12

Comparazione tra le parole del Maestro e le vicende di questo paese.
Per ascoltare la voce non è necessario essere credenti nè convertirsi, sarebbe sufficiente essere uomini e avere il coraggio di affinare l'udito; come il caro Gesù, ormai ridotto a santino, dice: "chi ha orecchi intenda".
Ogni volta che ho dei dubbi torno a riflettere su alcune sue parole e rimango meravigliata della sua intelligenza: aveva capito tutto sulla collusione tra poteri forti e religione, tra sistemi e finanza.
Non potevano che farlo fuori.
Giovanni, suo cugino, non era da meno. Grande oppositore di Erode, non cerca strade di mediazione o un dialogo per costruire un equilibrio tra le forze. Intollerante, rifiuta ciò che Erode rappresenta: corruzione, svendita di Israele ai dominatori, ipocrisia, religione come apparato, idolatria di se stesso. Se ne va a vivere nel deserto, non si trova un loft a Gerusalemme e nè si procura, con la sua fama di profeta e il suo seguito, una vita alternativa ma comoda.
Il deserto, la solitudine, sono la strada di chi non si allinea al sistema e l'amarezza è il suo cibo.
Quando Gesù pronuncia questa frase in Matteo 11, Giovanni è già in prigione, i giochi sono fatti, da lì a poco perderà la testa. Il potere vince sulla profezia: il regno dei cieli soffre violenza.
Storicamente sarà Erode ad avere ragione.
Penso alla storia nostra: non è così nel mondo?
Le destre virili e muscolose, preoccupate dell'esistenza di se stesse e dei loro miti, avanzano con la loro logica di mercato, con la loro collusione con i sistemi corrotti perchè il fine giustificherà sempre i mezzi, con le loro banche e i loro investimenti, gli eserciti, gli apparati, i sacerdoti farisei sempre pronti a benedire l'arma e a stracciarsi le vesti di fronte ai giusti. Le destre violente che vogliono ordine, pulizia ma non in se stesse e nelle loro coscienze...quanta sinistra è a destra, ha incarnato questa visione del mondo, e non ha il rigore di lasciare un'aula presieduta da un senatore inquisito per mafia, non ha l'integrità per rifiutare i giochi di potere e i brindisi con gli erodiani perchè ci sta dentro coinvolta fino al collo.
La sinistra non sarà mai sinistra fino a che non sceglierà il deserto.
E' ovvio che non tutte le persone che hanno consegnato questo paese alla destra sono fans di Erode; magari credono nella giustizia, nella pace, nel disarmo che ormai sono valori acquisiti dalle coscienze tutte. Tra la gente di destra che conosco, nessuno toglierebbe il voto alle donne, per dire, e approverebbe una spedizione punitiva in un campo nomadi. Eppure non ci si può definire liberi e democratici e accettare che uomini come dell'Utri e Schifani ci facciano da rappresentanti.
Ecco perchè era necessario ripulire le nostre liste affinchè nessuno ci accusasse di avere in pole position persone come Bassolino.
Insomma, prima di guardare la pagliuzza nell'altro, cercarsi la propria trave.
E' drammatico pensarci ma ogni volta che l'idea si fa politica concreta, si sposta inevitabilmente a destra, ovvero lì dove risiede il bisogno di mantenere in vita il sistema stesso e l'uomo è trasformato solo ad una funzione.
Gesù è l'uomo reso debole dalla sua stessa forza di collocarsi al di sopra di tutte le dispute e le ideologie e rimettere al centro il valore assoluto dell'uomo e la sua libertà dal mercato e dal culto.
Ma questo messaggio è arrivato alle coscienze?
Duemila anni di catechismo dei religiosi ha agito come i servizi segreti deviati: costruire un Regno parallelo al sogno del fondatore, un Regno eversivo, una sorta di cristianesimo che sceglie come suo crocifisso Licio Gelli.
E le masse? Tutti questi milioni di elettori che con coscienza lasciano il voto ad un Borghezio e poi vanno a fare il ponte di primo maggio come se comprare, vendere, consumare fosse la stessa cosa, perchè è vero che è la stessa cosa: persino Borghezio deve fare i conti con Dio-Mammona più a destra di lui...ebbene le masse, anche di loro è stato scritto.
Sceglieranno Barabba.
Sia chiaro che se avesse vinto Veltroni o la Sinistra l'Arcobaleno, non vuol dire che avremmo avuto un'Italia da Vangelo secondo Matteo! Ma lasciatemi dire, senza equivoci da parte mia, avremmo potuto sperare, almeno solo sperare, di cominciare a smontare a livello di coscienza, gradualmente, la tracotanza di un potere che crede di avere ragione. E' il numero dei crimini a negargli la ragione. Sono le parole che escono dal loro cuore a negargli la ragione.
Ci saremmo riusciti sul piano concreto?
No, ma la speranza è una virtù teologale che va di pari passo con la fede e la carità. Se smettiamo di sperare smettiano di vivere, di amare, di rischiare.
Ed io, oggi, mi sento come gli apostoli all'indomani del massacro sul monte: non ho voglia di mettere il naso fuori dalla porta.
Ci sarà la pentecoste anche per me, per noi, che abbiamo sperato in un mondo nuovo?

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

sì, ci sarà una pentecoste, e prima ancora una resurrezione, ma non è detto che noi si sia lì a vederle. che peccato, eh? Paola

4/5/08 21:22  

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