24 aprile 2008

La Liberazione

La Roma di Alemanno mi sta aiutando ad abbracciare il nuovo trasloco senza troppi rimpianti.
Me ne andrò via dal Lazio sapendo che non c'è poi molto da perdere.
Qui le camicie nere, in Lombardia quelle verdi: grazie a Dio, faccio uso di un altro guardaroba!
Vivo con un sentimento di alienazione queste ore italiane, in attesa di ballottaggi, sapendo che neppure la sconfitta della destra potrà portare tanta consolazione.
La coscienza che nel cuore della gente la paura fa da padrona e la solitudine che rende egoisti e aridi popola i loro sogni, mi rattrista e mi invita alla preghiera.
Ho sempre scritto della mia scarsa voglia di mettere radici in Lombardia. Non ho stima del mondo partorito da una popolazione che ha idolatrato il lavoro, creduto negli affari come unica religione in grado di riempire il vuoto delle idee, la loro ricchezza spocchiosa, l'individualismo sfrenato che li ha isolati da se stessi, il cemento colato sulle città con disprezzo insieme agli ipermercati e ai centri benessere.
Tuttavia, ho incontrato lì gente bella e so che altri si nascondono tra le tangenziali con i loro bisogni inappagati. Saranno la mia forza.
Roma è la città che amo, sono cresciuta con gente semplice e solare, tra le bellissime basiliche e i giardini con fiori d'arancio, le colline sabine e le rocche medievali a pochi chilometri dal caos cittadino. Ma oggi anche il Lazio ha perso luce, la gente non ride più: una passeggiata al Nomentano incupisce l'anima, neppure il cielo e l'aria riescono ad alleggerire il grugno di volti giovani e arroganti. A Roma sognano le ronde e la pulizia, ma non dei bidoni della spazzatura.
Terra estranea e lontana dal mio sentire: la mia gente meravigliosa, gli amici che mi hanno aiutato a crescere nelle idee e nelle visioni, sono oggi l'unica speranza che mi resta per dirmi ancora "romana".
Il 25 aprile mi unisce a loro come agli amici del Nord.
Festeggiamo la liberazione.
Dal fascismo che è in noi, sempre latente, come un virus che si contrae e che ti resta nel sistema. Noi festeggiamo il vaccino che è memoria, conoscenza dei fatti, rifiuto della forza come forma di sopravvivenza, attenzione all'umano, allontanamento del fascino del potere fondato sulla negazione dell'altro, un' economia della decrescita che tiene conto di chi non ce la fa, il diritto alla critica e all'opposizione, il rigetto della sacralizzazione del capo.
Festeggiamo la coscienza che fiorisce ogni dove, che più la neghi e più ti spunta da qualche parte, l'allegria di chi non ha niente da perdere perchè non ha recinti.
Festeggiamo la liberazione dal male che è la violenza travestita da ordine, disciplina, famiglia, stato, religione.
Il 25 aprile dichiariamo che siamo liberi, persino dalle nostre radici, dalla preoccupazione del territorio, dalla patria-madre se questa diventa carnivora e divora i suoi figli.
Ci riappropriamo delle parole.
Libertà, giù le mani da questo suono che fa cadere le catene e in cui scorre il sangue millenario di popoli soggiogati.
Popolo, che non appartiene a nessun partito ma a se stesso.
Ci riprendiamo i colori.
Nero, come la notte piena di stelle e come l'Africa bella e sognata dai viaggiatori.
Verde, come lo stelo dei fiori e la distesa delle colline.
Azzurro, come il mare e il cielo nello splendore del giorno.
Italia, come luogo ancora da inventare, puzzle da ricostruire con tanti frammenti di valore e di bellezza che devono trovare la loro giusta collocazione.

ps ci riprendiamo anche il rosso che è sole al tramonto, labbra di donna capaci di vero amore...

13 Comments:

Anonymous Aicha said...

Tra le altre cose, devo ringraziarti poichè con le tue parole alimenti quei viaggi interiori da cui quasi sempre si tenta di fuggire ma che prima o poi ognuno di noi deve affrontare per definirsi Persona...

24/4/08 18:36  
Anonymous Anonimo said...

Cara Angela,il tuo è anche il mio rammarico per questa Italia ridotta in questo stato.
Ti auguro un 25 aprile pieno di speranza.
un abbraccio
aria

24/4/08 19:34  
Anonymous Anonimo said...

una parola per la festa: RESISTENZA.
una parola mica tanto forte, poi: resiste la pianticella al vento furibondo, resiste il marmocchietto alla voglia di piangere, resiste la mia sedia vecchissima e sgangherata, che tanto quando s'è rotta la sua compagna non ne ho comprata un'altra...
sono le cose deboli che debbono scegliere se schiantarsi o resistere. e oggi RESISTERE, per noi tanti deboli che ancora mostriamo facce disorientate invece di ghigni violenti, significa qualcosa di ancor più essenziale.
RESISTERE è accettare ancora di ESISTERE, ESISTERE, ESISTERE.
per consegnare ad altre generazioni l'esistenza, sempre da ricostruire. come hanno fatto con noi. come fa Angela, con tutti i suoi amici e i suoi colori.
buona festa a tutti. paola

25/4/08 00:01  
Blogger digito ergo sum said...

ma te ti rendi conto di cosa scrivi e come lo scrivi? perdonami il termine colto che ti costringerà ad usare il dizionario:... sticazzi!

25/4/08 17:58  
Anonymous Jago said...

In questo giorno tutta l'Italia è unita...almeno simbolicamente...che questo giorno possa ricordare agli uomini del nostro paese quanto abbiamo sofferto per conquistare la libertà...e quanto siamo vicini a perderla di nuovo...perchè chi dimentica gli errori è destinato a ripeterli. Ad ogni modo la speranza rimane viva...speriamo che possa realizzarsi il sogno di un paese migliore.

26/4/08 11:17  
Blogger Angela said...

no, digito, non mi rendo conto di cosa scrivo e di come lo scrivo...riguardo al termine colto, non è riportato sul mio dizionario dell'Accademia della Crusca!
stammi allegro!

26/4/08 18:14  
Anonymous Aicha said...

Forse è vero, del tuo essere quotidiano, quello che trascende l’impalpabilità di questo luogo di comunione di pensieri ed intenti, conosco in realtà poco o nulla ma credimi quanto ho scritto con il cuore oggi è rivolto anche a te…
Aicha

28/4/08 17:18  
Anonymous Aicha said...

Un abbraccio caldo come questo preludio di estate...

28/4/08 17:34  
Blogger stellavale said...

Ti scopro ora e continuerò a seguirti.
Che sia davvero ogni giorno il 25 aprile, perchè bisogna resistere, resistere.

29/4/08 02:03  
Blogger luposelvatico said...

Dio mio, hanno vinto davvero come temevo...anche Roma è perduta. E poi cadranno le province e le regioni ancora in mano al buonsenso, e l'occupazione sarà totale. Su Repubblica di domenica leggevo un reportage sull'occupazione russa di Praga nell'agosto 1968. Là i carrarmati hanno occupato le strade, qui le tv hanno occupato i cervelli; lì chi ha fatto resistenza è morto, qui sono morti tutti senza fare resistenza.:-(

29/4/08 08:41  
Anonymous Anonimo said...

Qui si tratta di cambiare stato altro che città..

Un abbraccio solidale da un Romano in lutto elettorale

http://struzzonero.splinder.com

29/4/08 09:58  
Blogger Angela said...

buongiorno amici, ho le ossa rotte, a spezzarmi non i manganelli ma l'indifferenza di chi non doveva cedere...
struzzonero, sei vero??? anche una sola anima rimasta in piedi è una carezza...a voi superstiti del day-after, il mio amore...vi linko subito!

29/4/08 10:06  
Blogger marina said...

Cara Angela, sono subito venuta a conoscerti e mi sono ritrovata nella tua amarezza e nel tuo dolore.
Forse lasciare Roma può dare sollievo oggi
Eppure bisognerà ripartire. Io ho bisogno di tempo.
intanto ti abbraccio
marina

29/4/08 12:19  

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