20 febbraio 2008

La speranza è una scelta

Sì, avevo scritto un dovere. No, niente doveri o obblighi. Solo scelte.
Scegliere di procedere sulla strada delle possibilità ancora da realizzare e ricominciare ogni giorno il lavoro della tela, disfatta a causa del male e della morte, per ricostruire un disegno che abbia un senso.
La fiducia in me stessa e nel futuro è ai minimi termini.
I fatti mi dicono che non ho molte chance di farcela a trovare la forza di vivere, l'attesa gioiosa del domani, il fiorire del cambiamento in vicende che sembrano fotocopiarsi ogni giorno e immalinconire la speranza. Fiducia e speranza aprono all'amore: rinsecchite e devitalizzate, anche l'amore si impietrisce.
Riesco a vedere una parte del mio cuore perdere fluidità e incrostarsi.
Ha contribuito la storia personale, la radice malata su cui sono andata per casualità ad innestarmi, la "ferita" con la quale si nasce. Poi gli eventi di cui si è artefice o di cui si è vittime. Il male proprio e quello degli altri che si avvinchia in un unico fusto e produce frutti immangiabili. L'ascolto di altre devastazioni, la sconfitta dei sommersi, milioni, l'assoluta mancanza di creatività della storia umana, la banalità del male.
Sono passati molti anni da quando prendevo per la prima volta in mano il Vangelo e credevo che tutto fosse possibile di fronte a quella Parola. Oggi lo leggo in silenzio. Non aggiungo altro ai miei pensieri che uno sguardo di interrogazione...dove sarai, grande Assente della storia? Se ci sei...
Dalla Genesi, tu chiedi ad Adamo, dove è e dove è andato a nascondersi.
No, io Adamo, chiedo a te dove sei e dove sei andato a nasconderti in questi secoli di confusione e in queste vite senza logica. Se è vero che esisti e che sei l'Amore...
Una donna sarà presa e una sarà lasciata. Un bimbo conosce la speranza, un altro conosce la notte della vita. Un uomo mangia, l'altro si scarnifica. Alcuni vivono, altri vegetano.
Si sono inventati la meritocrazia, le buone azioni, il sacrificio e il lavoro duro per giustificare la lista di chi ce la fa e chi no. Ma i conti non tornano. Di fronte ad un bambino violato, le idee, le morali, le teologie si frantumano.
Perchè ti sei nascosto?
Allora ti nego.
Poi lo sguardo si posa sulle acque del lago che ingentiliscono la mia finestra e un volo di gabbiani diretti al mare rompe l'aria statica e pervinca delle acque. Quanta dolcezza dentro quei colori!
E il pensiero va alla creazione che ho incontrato e agli uomini e alle donne, splendore dell'amicizia!, che hanno consolato i miei anni e saranno con me fino alla fine a dire parole-semi. Amici che tessono la mia tela quando le mani sono stanche e cadono infelici sul grembo e raccolgono i frutti buoni che insieme abbiamo coltivato, negli incontri.
In nome loro, non posso negare la vita. Nè la bellezza. Quando stringo tra le braccia un neonato, l'odore buono del suo corpino e gli occhi spalancati a meraviglia, non posso negare la santità.
Non mi resta che da dire con la Weil che pure chiuso in carcere, si può contemplare un pezzo di cielo.
Così sia per la mia vita.
Così sia per voi.

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

... con te fino alla fine
Cinzia

21/2/08 19:17  

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