8 gennaio 2008

Resistere

La democrazia non può arrendersi.
I buchi per sotterrare il marcio di Napoli sono colmi. Questo è oggi il luogo dove siamo: nel buco di Napoli! Sotterrati da quintali di immondizia di storia italiana...ora, finalmente, la verità viene fuori, pressata com'è dal liquame delle sozzure politiche e collettive.
La reazione naturale è l'anarchia, la guerriglia, la mannaia.
Ma prima della forca, prima di dire che la parola " a morte" abbia la meglio, voglio ascoltare se ci sia qualche politico ancora in grado di guidare questo paese verso una lentissima ma agognata rivoluzione che poi sarebbe normalità, in altri luoghi europei.
Vorrei invitare Prodi ad uscire, all'inizio di questo 2008, dalla camera dei numeri e guardarsi intorno. Gli direi che mentre con onestà, si spera, metteva a posto i conti, e gliene siamo grati, fatti inquietanti sono accaduti.
Tutto è cominciato con l'indulto, una storia assurda di alleggerimento delle carceri perchè il nostro è un Ministero di "grazia" e poi di giustizia, in verità era una furbata per tirare fuori dalle pattumiere i residui di uno stato corrotto e mafioso. Non a caso, ancora oggi, il Ministero si schiera per la grazia a Contrada...la stessa grazia che in tutti questi anni ha protetto nomi illustri e parentado...perdona di qua, perdona di là abbiamo il Parlamento e le Istituzioni piene di recidivi!
Poi si è proseguito con il silenzio sulle leggi ad personam, sulla vergogna che si è distesa a gambe aperte sul nostro paese sempre pronto a fornicare con gli interessi di parte: dalla Cirami al conflitto di interessi...sta ancora tutto lì sotto il naso. Puzza come Napoli, ma nessuno ci manda l'esercito a rimuoverla!
Infatti sempre il Ministero, che ribattezzerei di "misericordia" e "vulemose bene", sospetta sui giudici e questi vengono rimossi: giudici che non hanno brillato nella visibiltà, perchè oggi come appari sui media, sei fottuto. La televisione è un tritacarne che rende tutto poltiglia e fango: la Forleo si è giocata la faccia ma il Ministero si è parato non posso dire cosa!
Andiamo avanti; la gente di Torino e la Tav, gli speculatori delle discariche e inceneritori...il conflitto tra la gente e gli affari è così macroscopico che oggi dare retta agli affari è un pò come dire a chi attendeva un governo che promuovesse la salute pubblica: morite in pace perchè tengo altro in agenda! Il tempo a disposizione non è infinito: è ora di saltare il guado e passare dalla parte delle migliaia e migliaia di persone laboriose e pazienti...la chiatta dei Signori sta andando alla deriva! Consiglio a Prodi, se quello è il suo vero volto, se gli scheletri del passato che conserva nell'armadio non sono i suoi ma di altri, di passare all'opposizione: di là loro, di qua noi.
Noi abbiamo voglia di resistere, ancora.
Crediamo nella legge, nella magistratura, nello Stato.
Consideriamo le mafie, le camorre, le 'ndranghete figlie tribali di un potere feudale che ha vissuto parallelo all'idea di Stato moderno. Li vogliamo escludere per sempre dalla storia contemporanea.
Crediamo nel benessere della gente non in termini economici ma di qualità di vita e salute.
Non sappiamo che farcene di un treno superveloce se poi ci viene tolta la gioia di una terra che è fatta anche di acque pure e alberi frondosi e spazio comunitario!
Vogliamo essere educati al sacrificio e all'impegno civile: la raccolta differenziata deve essere una regola quanto il vaccino per il morbillo!
Solo uno Stato autorevole può convincere le persone a diventare cittadini: le discariche illecite, Pianura, ci raccontano del disprezzo e dell'odio che le Istituzioni hanno verso la gente. Il grido di Locri, dunque, è una constatazione: adesso, ammazzateci tutti!
Infine, torno a me, voglio unirmi al pianto e alla voce di quella donna di Pietralata, massacrata di botte durante una rapina, capace ancora di dire: voglio continuare a credere nella bontà della gente!
Ecco, voglio continuare a credere che qualche frammento di verità sia rimasto nel cuore di qualcuno. Anche di un politico.

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/13-Gennaio-2008/art7.html

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