4 dicembre 2007

Compagnia e silenzio

Del male, penso tutto il male possibile.
Cade a pioggia, a schizzo, sulla faccia della gente senza nessuna direzione precisa: gli basta creare disordine.
Il male conseguenza dei nostri peccati è una notazione teologica che di fatto significa, tu pecchi e il male si rafforza e colpisce ma non porta in sé la verità che se pecchi di conseguenza soffrirai proprio tu: chi fa il male campa benissimo, i suoi peccati gli procurano forza, quando muore, muore satollo.
E finora non ho visto che le conseguenze psicologiche sulla vittima, l'oggetto del male.
Il male non è logico, quindi non risponde alla legge di causa-effetto, sebbene gli uomini cerchino sempre di razionalizzare i processi storici dentro un simile rapporto.
Così se la mia amica Anna ha un tumore al cervello, le dicono perchè si è stressata troppo, che la sua vita negli ultimi anni è stata provocata da troppe tensioni e affanni: così se Daniela è ricoverata con una massa informe e galoppante, sempre nel cervello (posto prediletto del male), le raccontano che il crollo nervoso e dunque delle difese immunitarie avranno aperto la strada al drago.
Fatto sta che nè Anna, nè Daniela hanno trascorso un solo giorno fuori dalla legge di causa-effetto, hanno amato, si sono donate, hanno vissuto nella reciprocità, hanno riso e portato allegria e dunque il male le devasta, dimostrando come è conseguenza di una creazione senza legge.
Dicono che è l'inquinamento atmosferico: non ho ancora visto morire i carnefici di inquinamento atmosferico prima del compimento della loro vecchiaia.
E' piuttosto un disordine cosmico e l'unica certezza che abbiamo è che non corrisponde alla legge interna, scritta nelle nostre coscienze, di giustizia e verità.
Ho visto che i più "deboli" sono la prede agognate, dove per debolezza intendo le anime dell'infanzia, leggere, libere dietro un sogno d'amore, ignare delle maschere e dei giochi perversi, aperte al mondo che le trapassa lasciando dentro residui tossici oltre la rugiada e le nuvole. Le anime che non si difendono, che credono, sperano, provano: queste ho visto patire.
I bambini ,poi... del loro passaggio veloce è seminata la terra, una presenza e via: troppo belli e puri per tenerli in vita.
Giù in questo oceano senza fondo in cui nuoto, il mio amico teologo (a piedi scalzi, come si definisce lui) dice che non ho visto ancora, che questo buio e tutto ciò che il buio richiama non è che un velo da rimuovere dagli occhi. Nascosta dentro la fessura di una roccia, c'è una perla introvabile che acquista colore - lo stesso colore degli occhi di Dio - solo se impari a guardare nel buio.

Continuo a fluttuare nelle acque, tengo Anna e Daniela per mano, il movimento delle particelle dell'acqua mi dice che ci sono altre presenze, che siamo in tanti, in migliaia, immersi nelle acque scure in cerca di significato...qualcuno dice che l'ha trovato, su un libro, un documento a pagina...non so cosa...non sappiamo leggere, non possiamo leggere: siamo al buio e l'acqua sfalda ogni elemento materiale. Qualcun'altro urla il nome di un Dio, due nomi, tanti nomi ma la voce quaggiù non ha suono...non restono che bolle e di certo chi ha parlato senza prudenza muore soffocato dall'acqua.
Non resta che procedere e fidarsi, di chi è già sceso ed è tornato in superficie, con il colore negli occhi!

"tu parli di oblio e di non-oblio. Devo vivere senza appesantimenti su di me e sui miei problemi, lasciar cadere cìò che incatena, andare dove non si sa per dove non si sa...seguire la propria stella, ciò che si è intravisto e che ci fa progredire e attraversare la notte..."
Nicolle e Olivier Carrè-Luna di miele amaro- Servitium

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