26 agosto 2007

Viaggio a Crotone

L'Italia è un paese diviso in due: voglio dire in due piani.
Al primo piano il mobilio, al piano terra la cantina.
Ma il proprietario è uno solo: fa vita, rappresentanza sociale, lavoro e raccolta differenziata al primo piano, deposito, accatastamento, sporcizia al piano terra.
Sono andata a fare le vacanze, volutamente, in cantina.
Non la Calabria dei villaggi turistici che illudono gli ingenui di quanto sarebbe bello il sud se avesse il benessere, ma nella città senza più storia, abusata di case-scheletro mai completate, paese che si sdraia sulla costa come un cane randagio affamato.
Disarmonia e cemento: nelle palazzine di tre piani, in odore di abusivismo, senza finestre e porte, come un residuo bellico di Belgrado, il proprietario vive con famiglia dietro l'unica finestra rifinita e attende che le faccende si sciolgano al sole. Crotone aspetta di essere completata tra un condono e l'altro perchè, come dice il padre degli italiani -Giulio Andreotti-riguardo al processo contro di lui finito a gloria sua, "il tempo è galantuomo" e un giorno oggi e un giorno domani tutto cade in prescrizione, nell'oblio; le istituzioni hanno la memoria corta, il tempo scivola via portandosi dietro la legalità e il rispetto della democrazia.
Penso a Roma e Milano, ai quartieri dolorosi, con le case che erano abusive ma ancora resistono, al cemento piombato nelle borgate come le bombe degli alleati: volti sfregiati di città schiavizzate dagli imprenditori dell'edilizia. La matrice è la stessa, sembra di ritrovare la stessa mano, lo stesso gusto estetico. E' la vittoria di una nuova civiltà, niente a che fare con quella greca nè estrusca- romana: qui la civiltà è quella dell'homo economicus che dal Mediterraneo e oltre (dall'America mafiosa degli anni venti alla Germania dai Ristoranti delle cosche) ha fondato un nuovo modo di vivere e pensare: andate e sfregiate, costruite e intascate, arricchitevi e governate.
Così guardo Crotone che mi rimanda ai quartieri dormitorio della capitale, alle strade veri contenitori dell'immondizia, ai boschi bruciati come ai fondi pubblici...Italia un solo palazzo, uno stesso proprietario...neppure il mare blu smeraldo mi consola!

2 Comments:

Anonymous Silvia said...

Cara Angela,
oggi pensavo agli argomenti dei telegiornali: i casi di cronaca nera, la guerra ai lavavetri a Firenze; l'out-out di Cofferati ai writers; il rincaro dei prezzi e le tasse, le tasse, le tasse ...
Sono le priorità del Nord: l'ordine, la sicurezza, il benessere economico, la lotta all'inquinamento magari ...
Mi chiedo se sì è risolta l'emergenza rifiuti a Napoli e come.
Mi chiedo se sono stati individuati i colpevoli dei roghi, se ci sarà una campagna di prevenzione, che fine faranno i terreni bruciati.
Penso: la mafia non uccide più in Sicilia. Bene.
Chissà perché mi vengono in mente uomini in giacca e cravatta.
Non trovo traccia di questi argomenti nei telegiornali; magari sono io che non sono attenta
Però anche se non sono attenta, so per certo che la pressione fiscale è troppo elevata; che gli Italiani non vogliono più questo governo, e che un caso di malasanità ci sta semre bene(e l’OMS ritiene il sistema sanitario italiano il migliore al mondo dopo quello della Francia, ma pensa un pò!. So anche che Elisabetta Gregoraci ha ricevuto un anello mega-galattico da Briatore. So che Corona dice che è diventato ancora più ricco è famoso grazie a Woodcock. Che Lapo Elkann è stato nominato l’uomo più elegante del mondo da Vogue America.
Sono distratta ma queste cose importanti le so.

A volte da qui il Sud sembra lontano e incomprensibile.
Pensi agli incendi e ti chiedi come si può dar fuoco alla propria terra, come puoi incendiare fuori da casa tua ?
O all’emergenza rifiuti e ti dici: ma non era già successo, come è possibile che non abbiano fatto nulla ?
Nel salotto quelli che si indignano (qualsiasi cosa meglio dell’indifferenza), hanno varie teorie alcune delle quali penso ti farebbero arrabbiare, ma nessuna mi convince. Ma non riesco ad elaborare qualcosa di veramente risolutivo; sono ignorante e l’informazione che ho non mi aiuta a capire.

Se il Sud è malato, sembra malato da sempre:
a volte visto da qui sembra che non voglia guarire.

Ma quest’ultima è un’enorme sciocchezza e tutti dobbiamo esserne consapevoli.
E’ il dottore che non cura il malato.
E’ la politica che non si prende cura del paese. Che pensa a fare affari, proprio come dici tu.
Potere e danaro.
Chi detiene il potere e potrebbe cambiare qualcosa…

Gli uomini migliori che non sono stati difesi e che, loro malgrado, sono diventati eroi.
La politica che non si fa carico dei problemi della gente.
La capacità di essere guida e riferimento.
L’indifferenza.
La mediocrità.
Il coraggio.
I passi da gigante.
I piccoli passi.

Mi sto perdendo: i pensieri sono cani sciolti che fiutano, cercano, ma non riescono a trovare la preda.

Ciao.
Silvia

5/9/07 01:03  
Blogger angela said...

Forse non troveremo mai la preda, ma libertà è girovagare e fiutare nel mondo delle idee e nella coscienza, piuttosto che rassegnarsi ad essere legati al guinzaglio e serviti con la pappa pronta. Sì la politica è responsabile, anche l'individuo lo è. Non resta che esplorare, analizzare, smontare le tesi, non berla la pozione del menefreghismo somministrata da illo tempore.
Non cambieremo niente, ma almeno moriremo da "vivi".

5/9/07 09:09  

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