12 febbraio 2007

Prima dello scisma

Prima ancora, mia Chiesa, che tu possa aggiungere parole "irreversibili" che scavino più a fondo un tracciato tra gli eletti e la gente, tra la legge e l'uomo, tra i puri e gli impuri, prima dello scisma che attraverserà il cuore di noi anonimi slegati dai poteri temporali e religiosi, fammi dire una sola parola. Tu hai bisogno d'aiuto.
Permetti che siano i tuoi figli a prestare soccorso a te che invecchi con tremende paure, piegata dalle debolezze dell'età, a te che stai perdendo il soffio giovane e fresco dello Spirito.
Non credere che la giovinezza venga dai Papa boys perchè dietro ai questi boys c'è spesso l'ideologia dei padri arroccati sulle loro vecchie certezze. Non c'è ricerca, confronto, dialogo, apertura e voglia di rinnovamento. Questi sono invece gli effetti della giovinezza.
Mia Chiesa, di te si va dicendo che ti fai strumentalizzare da queste nuove destre pagane che si fingono cristiane per accaparrarsi un diritto e una investitura al potere.
Io credo il contrario, credo che tu stia strumentalizzando i politici e la loro debolezza, le loro contraddizioni, la loro vanità e il loro vuoto di valori e contenuti per farti strada nel mondo e ritrovare il tuo lustro antico. Hai capito che l'ora preme, è urgente, questo è il momento per fare la voce grossa nella babilonia del mondo, nella confusione dei tempi, nella caduta di tutte le ideologie, per far splendere alta la presenza della Croce e conquistare le masse.
Io ti assicuro che la Croce splende: basta fare un giro nell'Indonesia di questi giorni, nelle terre del Medio Oriente, negli ospedali, negli orfanotrofi, nelle case della gente comune che si impegna a vivere con onestà e decenza anche se abita fuori dai confini dello Stato Vaticano.
Ma tu ami le prime file, il posto d'onore.
Se tu non avessi così a cuore l'Idea, andresti incontro all'uomo con l'amore e la tenerezza di cui sudano i Vangeli: è più importante averla vinta e dire chi comanda oppure perdersi, farsi pane, per il bene comune?
Sei meschina quando accusi il popolo di Dio, ovvero tutte le persone senza distinzione, che si interroga liberamente sui diritti e sui doveri dei cittadini, si dibatte per una strada dolorosa ma necessaria alla giustizia e non accusi mai te stessa per aver portato, storicamente, l'uomo alla divisione da sé stesso.
La carne e lo spirito: una scissione che parla di eresia ma che ancora circola nei tuoi testi, nelle tue biblioteche, nei tuoi seminari.
Mia Chiesa, che ti interroghi fino alla scomunica sui "Dico" e non ti fermi un giorno a riflettere sulla tua visione antropologica dell'uomo che ha prodotto nei seminari maschi "alterati" e in via di decomposizione sulla strada della pedofilia!
Ti sei mai chiesta perchè tanta schizofrenia tra i tuoi sacerdoti che entrano giovani nelle case religiose e diocesane? Imparano presto che sono altro dall'umanità non prescelta, i sacerdoti dalle mani sacre, creature purificate dalla loro vocazione; stacchi loro la spina-altro che eutanasia-dell'affettività, dell'emotività, della fisicità per poi lasciarli soli e isolati nelle parrocchie e nei santuari dove perdono se stessi e il lume e si inabissano davanti a un video pedo-pornografico o peggio nelle carni innocenti?
Io ho pena per questi figli che tu poi dimentichi o peggio rimuovi da una diocesi all'altra: vorrei invece vedere te che ti inginocchi perchè hai fallito come madre ogni volta che non hai ascoltato il cuore e la vita.
Ti interroghi se è giusto o no avere preti sposati. Mai una volta che tu abbia chiesto direttamente a noi donne se avessimo voglia di sposarli! Noi ti seguiamo ma con diffidenza finchè non rimuovi quella millenaria educazione patriarcale che impedisce ai tuoi uomini di guardare il vero diverso - la donna- come parte del loro Sè da cui sono scissi!
Tuttavia oggi ci stai dicendo che dobbiamo rispettare la natura all'interno delle nostre relazioni affettive. Mia Chiesa, la nostra natura la rispettiamo proprio perchè la teniamo in osservazione e soprattutto la riconosciamo ferita e bisognosa di accoglienza.
Noi che siamo la Chiesa dal basso, quella che vive per strada insieme a tanti sacerdoti e religiosi e vescovi che hanno lasciato il potere a Cesare, sentiamo forte la responsabilità della comunità umana e lo abbiamo imparato proprio da te nei tempi in cui il Concilio ti aveva fatto bella e luminosa.
Non possiamo allontanare nessuno in nome della Legge.
E a tutti va riconosciuto il diritto di vivere nella dignità e nel riconoscimento giuridico.
Ma tu invochi la Paura e gli Spettri per dire che il mondo laico si sta dando in pasto alla perversione. Come se la perversione non ti appartenesse...
E come se lo Spirito non attraversasse anche noi, incurante del dove e del come...
Tu hai bisogno d'aiuto. Fatti prendere per mano, ancora una volta riconosci che hai bisogno dei laici per costruire una storia positiva per l'uomo; riconosci che quella paura di perdere non è sempre dettata dalla buona coscienza quanto dall'orgoglio ferito di un potere monco.
Chiediti, mia Chiesa, non quanto sia grande il numero di coloro che si allontanano, segno di tempi oscuri, ma quanto sia povera l'analisi compiuta, su di sè, su i modelli e contenuti annunciati dall'establishment, sulle alleanze politiche, sugli altari che celebrano santi e eroi di dubbia grandezza, sulle strette di mano a coloro che ti vengono dietro come lupi travestiti da agnelli.
Ti vedo invecchiare senza luce e senza grazia e neppure il Papa delle telecomunicazioni mi ha convinto della tua sanità. Vorrei abbracciarti come abbracciavo mio nonno seduto sulla poltrona, schiacciato dall'arteriosclerosi, spesso aggressivo e rancoroso e a cui offrivo la presenza e la parola.
Ti voglio dedicare le parole di un giovane uomo, Barack Obama, nero dalle radici islamiche (il padre) e cristiane, la cui nomination potrebbe risvegliare le forze belle e attive di un Occidente in via d'estinzione. Le ha pronunciate in un discorso importante per la sua corsa alla Casa Bianca: Take back America.
Io te lo dedico: Take back, my Church
"We are tired of being divided, tired of running into ideological walls and partisan roadblocks, tired of appeals to our worst instincts and greatest fears".

3 Comments:

Blogger giuliana said...

Angela, questo post è bellissimo. per favore, fanne qualcosa, fallo arrivare alla chiesa, in qualunque forma (intendo qualunque forma assuma il post e "chiesa" in qualunque forma, dal vaticano alla parrocchia), perchè una testimonianza di cristianità così umana non l'avevo mai sentita, e l'umanità è una cosa così lontana dalla chiesa...
grazie
giuliana

13/2/07 14:56  
Blogger angela said...

Giuliana, grazie, sei sempre incoraggiante. Sono linkata da Cani Sciolti e alcuni amici sacerdoti sono lettori del mio blog.
chi vuole, diffonde...

13/2/07 15:15  
Anonymous Anonimo said...

Cara Angela,

leggerti mi fa ritrovare immersa in un profumo di ore distillate nel silenzio; il profumo pesante di misteri mai toccati…scrivi con questa delicatezza, questo rispetto dei sensi, questo rispetto dei profumi. Riesci a vedere nei dettagli penetrando sotto la superficie,collegando esperienza individuale a verità universali…vivere è il movimento costante verso la rivelazione, un movimento dinamico di mistero in mistero…si avverte la trasparenza dell’anima, un luogo dove non si può andare ma che ci portiamo dentro.

15/2/07 09:59  

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