16 novembre 2008

Lettera a Shamsia

Il viso di Shamsia bruciato dall'acido, per le strade di Kabul, è il volto sfigurato di tutte le coscienze.
Mi riguarda da vicino: il volto di mia sorella che vuole andare a scuola a 17 anni e ridere sotto il velo, è il mio volto che vorrebbe, al contrario, nascondersi, chiudersi in casa, sotto un burqa di silenzio ostinato, non gettare più sguardi sullo spazio violento del maschio.
I maschi senz'anima hanno occupato il mondo e dettano il loro copione da recitare.
Esistono se gli altri fanno da comparse.
Ma Shamsia vuole un ruolo da protagonista perché lo merita: chiunque al mondo, merita di "essere".

Creatura bellissima, povera e ricchissima, sul tuo volto sfigurato si specchiano i popoli!
L'acido è una colata di distruzione che anche noi, a scuola, apparentemente liberi, subiamo nelle strade della storia quotidiana.
Ci negano il diritto di pensare, di scegliere, di gestire il nostro futuro.
Ci gettano sull'anima l'acido delle loro ipocrisie, dei loro giochi maledetti, della loro volontà di uccidere il pensiero.
Anche le parole sono acido sulle coscienze. Sapessi Shamsia, quante anime sfigurate!
I popoli si specchiano nel tuo dolore.
Qui in Italia, a nessuno viene negato di andare a scuola.
Viene negata la scuola, invece, direttamente. Viene negata la formazione, la qualità, la dialettica, i contenuti che fanno pensare arricchiscono, ti rendono libera.
Andare a scuola, qui in Italia, non è pericoloso ma non ci sarà più niente da imparare. Andare a scuola sarà come andare a fare il servizio militare.
Il Potere qui non è talibano ma gli è fratello: è ignorante, scostumato, volgare, vuole uniformare la cultura in un unico pensiero: quello del vuoto...niente pensiero...solo parole e ossequiose al Grande Signore di turno e al Mercato.
Vedi cara, il vetriolo è arrivato attraverso la televisione, i giornali, le ingiustizie, la immondizia napoletana, la latitanza di tutti i criminali, l'intoccabilità di chi comanda.
Qui nessuno ti costringerebbe a indossare il burqa. Tuttavia, se non la pensi come loro, guadagni l'attenzione dei clan che premono affinchè tu non possa più uscire a capo scoperto. C'è Saviano e molti altri che hanno il burqa mattina e sera.
Le donne poi si stuprano in tutto il pianeta con o senza acido, anche qui, dove le scuole sono aperte per tutti. Per tutti intendo i figli "loro": gli altri devono essere "scannerizzati" prima di passare il test e accettati come figli adatti alla scuola italiana.
Shamsia, qui per essere guardato male, basta essere nero e orientale e nord africano, sia se vai a scuola sia se vai al lavoro.
E l'aspetto cinico della faccenda è che la mia gente ha votato per una politica che vuole fare a pezzi i Talibani con la grande motivazione etica di liberare donne come te!
Ma ci pensi Shamsia che se fossi in Italia,invece, tu non solo con meriteresti una guerra ma addirittura neppure una pacca sulle spalle?
Ho amato leggere della tua resistenza e caparbietà: andrai lo stesso a scuola, a costo di morire. La tua resistenza apre una porta al futuro delle donne afghane.
Vorrei possedere un alito della tua bellezza, del tuo coraggio.
Ci insegni a portare il volto sfigurato delle nostre anime con ostinazione: ci hanno spezzato le ossa, sai, ci hanno succhiato il midollo, stiamo rischiando di credere che abbiano ragione loro, che il mondo gli appartiene, torneranno con l'acido, non riusciamo ad uscirne fuori! Ma tu dici: io continuo, io resisto.
Qui in Italia, nessuno ti costringerebbe a credere e a professare una religione.
Questo è perverso, lo sai: abbiamo già dato il nostro contributo per secoli alla perversione.
Sta tuttavia accadendo qualcosa di molto sottile, un pensiero latente che emerge su ogni questione: solo i cattolici hanno la verità, possiedono la carità, possono capire il valore della vita e difenderla.
C'è un'altra donna qui in Italia, Eluana, sul cui corpo sofferente hanno meditato - a distanza, sono maestri della distanza - teologi, filosofi ecc. Il quadro che ne è venuto fuori è deprimente: il corpo è una materia al servizio dei politici e del divino.
Della sofferenza della donna, del padre, della famiglia, non interessa a nessuno di loro: non ho visto nessun papa avvicinarsi alla creatura privata di tutto, prenderle la mano e sedersi vicino. Solo per dire: ci sono. Io ti amo.
I talebani pensano sempre di interpretare la Verità quando attaccano la carne dell'uomo.
Si nascondono dappertutto questi mostri del Divino.
Shamsia, tu se fossi qua, saresti con Eluana. Tu donna ferita, ameresti quella donna senza più volto, ridotta a chiacchiera da salotto e ne comprenderesti il dramma. Comprenderesti suo padre.
Bisogna aver l'acido addosso per capire il dramma delle persone.
Almeno le loro lingue si attaccassero sul palato e fosse loro dato modo non più di parlare ma di ascoltare!
Non ti dimenticare di noi, mentre con dignità riprendi i tuoi libri e i tuoi passi verso scuola, noi, gente senza più midollo, inariditi dalle nostre misere comodità: ricordaci con le tue forze che la libertà è un bene che ogni giorno siamo chiamati a scegliere, perchè ogni giorno può esserci sottratto.
Ti invio un bacio, Shamsia, volto divino apparso a Kabul!

11 Comments:

Anonymous annarita said...

..ricordaci con le tue forze che la libertà è un bene che ogni giorno siamo chiamati a scegliere, perchè ogni giorno può esserci sottratto.
Ti invio un bacio, Shamsia, volto divino apparso a Kabul!


Cara Angela, mi associo con sincerità e commozione profonde in un abbraccio a Shamsia.

Un post bellissimo, intelligente, vero. Ne condivido ogni rigo e ogni parola.

Grazie.
annarita

17/11/08 15:02  
Blogger digito ergo sum said...

ecco. davanti a cotanta bellezza, resto zitto, applaudo e ti abbraccio

17/11/08 16:39  
Anonymous Daniele Verzetti, il Rockpoeta said...

Senza parole davvero. Commovente, amaro, sarcastico, vero.

Un post magistrale ed emozioni che non possono non toccare la nostra anima.

17/11/08 21:26  
Anonymous Anonimo said...

Un post meravigliosamente vero.
Grazie Angela,per le emozioni che ci regali con la tua sensibilità.

ciao,
aria

18/11/08 09:04  
Blogger sileno said...

Analisi spietata, ma perfetta del mondo prigione che ci siamo creati.
La mia solidarietà a Shamsia, Eluana e ai milioni di donne sconosciute che soffrono e muoiono in silenzio.
Sileno

18/11/08 09:30  
Blogger Farfallaleggera said...

Grazie cara per questo scritto, è bello, toccante, veritiero. Ti abbraccio con tutte le mie forze giò

18/11/08 20:42  
Blogger luposelvatico said...

"Bisogna aver l'acido addosso per capire il dramma delle persone."
Ahimè, questo è il guaio. Se solo chi soffre, chi è debole, chi è ultimo riesce a capire la sofferenza, il dolore, l'emarginazione, significa che chi è privilegiato ha rinunciato a capire chi non lo è, si è distaccato, lo ha abbandonato.
Torneranno i tempi in cui chi era forte e privilegiato lottava per chi non aveva voce, invece di limitarsi a rinchiudersi nella torre d'avorio inorridito o indifferente all'orrore del mondo?
Torneranno i giusti, da Schindler a Perlasca, ma anche solo gli Adriano Olivetti, capace di capire che il valore è in chi produce, prima ancora che in chi guadagna?
Torneranno i tempi in cui si facevano gli scioperi di solidarietà? Torneranno uomini e donne a dire a dire: "ecco, quel che ho appartiene non solo a me ma al mondo, ed il privilegio è insostenibile fino a quando ci sarà chi non ha nemmeno l'indispensabile, e le mie energie e le mie risorse hanno valore non solo per me, ma anche per gli altri..."?

19/11/08 10:21  
Anonymous Aicha said...

sempre ammirabile il tuo grande impegno di sensibilizzazione delle coscienze...
un abbraccio forte
aicha

19/11/08 20:49  
Blogger giorgio said...

E' bene che Angela esista e continui ad esistere. Faccio miei tutti i commenti di chi mi ha preceduto.
Ti linko subito.
Grazie, Giorgio.

25/11/08 10:54  
Blogger marina said...

bello e vero. Del resto come dubitare di te?
un abbraccio, marina

25/11/08 12:32  
Blogger l'incarcerato said...

Riesci a commuovere anche la persona più squallida del pianeta.

Provengo da farfalla leggera...

27/11/08 17:05  

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