3 novembre 2008

Confessioni a un giovane amico

Mi sono chiesta in queste ore quale strada abbia intrapreso da tempo per arrivare a pensare ciò che penso oggi, pur essendo cresciuta in una famiglia di poveracci dalle idee più strampalate di destra democristiana e fascismo e pur essendo stata obbligata a completare gli studi liceali nelle scuole private delle Orsoline che hanno umiliato la mia gioia di vivere.
Vivendo, semplicemente vivendo, ho scoperto l'inganno delle parole e delle ideologie e ho fatto brillare nel buio solo il linguaggio che parlava al cuore.
E' stata sempre una scelta di cuore: come mi innamoravo del Vangelo alla sola età di undici anni, leggendolo clandestinamente nella mia camera da letto, di nascosto da i genitori - paradossalmente non credenti - e piuttosto preoccupati di certe letture sovversive, così a vent'anni mi innamoravo degli Scritti Corsari di Pasolini, delle Ceneri di Gramsci, della poesia di Montale e Turoldo.
Né rossi né neri...solo liberi pensieri...è stato vero per me che ho fluttuato nei giorni italiani con una fame mai sfamata, cosciente di un buco formativo e esperenziale, distanziata dalla mia storia personale e dalle mie radici famigliari per ritrovare invece in Inghilterra la visione di frammenti e la necessità di ricomporre un quadro.
E cominciando a leggere di Noam Chomsky, John Pilger, Tony Benn, che ho capito di essere stata altrove per troppo tempo.
Posso dire che oggi mi interessa portare a termine nella mia vita quell'unico cammino che mi è sembrato credibile e vicino ad un'incarnazione di umanità completa: il cammino della solidarietà, della legalità, del senso della giustizia, della perdita del privilegio, della sobrietà, dell'amore per la creazione.
Forse per questo troppo spesso, in questi giorni, supplico di andarmene dall'Italia e maledico il giorno del ritorno, perché ho visto la pioggia di acido cadere sulla nostra famiglia, sulla persona che amo e che paga il prezzo di non essere "come loro", di essere altro, di essere bravo, di non svendersi in un paese di puttanate.
Sono dolori che ti fanno abbandonare la strada intrapresa o la rafforzano e spingono sempre più in là verso una solitudine che è anche liberazione dalla necessità di difendersi.
Dopotutto, quando hai preso a cuore di essere te stesso, fatto male ma te stesso, tutto ti remerà contro e tutto ti chiamerà a scegliere di non seguire il richiamo alla tua profondità.
Ci sono due cose che questo paese detesta:
la tua bravura senza inganni e la tua più autentica libertà.

6 Comments:

Blogger sileno said...

Non piangere quando tramonta il sole, le lacrime ti impedirebbero di veder le stelle (Tagore)
Un forte abbraccio
Sileno

3/11/08 16:55  
Anonymous Anonimo said...

"Ci sono due cose che questo paese detesta:
la tua bravura senza inganni e la tua più autentica libertà."


Condivido questo tuo bellissimo post Angela !

Un abbraccio,
aria

3/11/08 19:09  
Anonymous Anonimo said...

un forte abbraccio
Stefi

3/11/08 23:44  
Anonymous Daniele Verzetti, il Rockpoeta said...

Se quelle due cose davvero sono detestate allora iamo messi male Angela.

Ciao
Daniele

4/11/08 14:03  
Anonymous Anonimo said...

quando ti leggo il cuore mi sorride ed ricomincio a tessere il filo della speranza :D
tartablu

7/11/08 12:40  
Anonymous Anonimo said...

Bellissimo...

Ricercare se stessi...

capire chi siamo e seguire a tutti i costi....

Sei molto orgogliosa. :)

Cherry
(http://sonocomelaneve.splinder.com)

20/11/08 16:49  

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