27 ottobre 2008

L'incompiuto

La speranza non è che tensione verso il futuro: non si può sperare ciò che è già accaduto o si sta già realizzando.
Nella speranza, c'è il sogno di un cambiamento e un'evoluzione della realtà che non sarà mai completata...l'opera è sempre in atto, la creazione non si arresta.
Così oggi io spero che nel cuore dei politici che dicono di rappresentarci sia nato un bisogno di non fermare il processo di cambiamento attivato da ogni parte, nelle coscienze vigili.
Sono felice di poter osservare come siano le coscienze più giovani a mobilitarsi per fermare la deriva di uno Stato che non conosce la speranza della crescita ma la stasi del nanismo, l'immobilismo cieco, convinto com'è di essere perfetto, di non aver nulla da imparare e capire, di sé e del resto della nazione.
Veltroni ha molto da imparare.
Nel suo bel discorso non abbiamo sentito la critica al Lodo Alfano, nè al conflitto d'interessi, nè allo strapotere economico dei Berlusconi (gli mancava Mediobanca,nella collezione di casa!), nè all'ipocrisia del Vaticano.
Infatti non c'era tra gli invitati al comizio nessun rappresentante della Chiesa dissidente.
Mi chiedo come farà Veltroni a difendere la scuola pubblica e poi considerare irrinunciabili i diritti della scuola cattolica. E in materia di "etica della vita", come potrà schierarsi con i diritti dei più deboli e poi proteggere le lobbies dei più forti.
Guardando i volti di quei migliaia di ragazzi oggi in strada per fermare un decreto-disprezzo del mondo della cultura, mi chiedo se tra questi ci siano migliaia di quei ragazzi "facinorosi" altrimenti detti papa-boys!
Temo che le fiumane dei cattolici cellini e opusdeiani siano in secca: la Chiesa ormai è un club di privilegiati...persino a un cattolico ortodosso, privato del diritto di accedere allo studio perchè squattrinato, passa la voglia di andare in giro a predicare!
Il mondo si divide tra i pochi al banchetto e i tanti esclusi.
La Chiesa ufficiale con il suo silenzio omertoso sta scegliendo da che parte stare: come sempre, come ai tempi di Galileo o dello Shoa. Il silenzio della coda di paglia. Il silenzio di mammasantissima.
Mentre il decreto Gelmini ammazza il sostegno e le famose berlusconate di anni fa, le tre "i" di inglese, impresa, internet si trasformano in tre "t" di tagli, la Chiesa dorme tranquilla con le sue due ore di religione assicurate!
Veltroni non uscirà vivo dagli equilibrismi da circo: ormai è chiamato a scegliere o Dio o mammona, dove per Dio intendo la gente, l'umanità che non siederà mai a tavola nè delle disquisizioni teologiche nè dei giochi della finanza nè degli intrallazzi dei banchieri.
Incompiuto è il cammino della politica e anche della Chiesa, da dove escono teologhe illuminate, tanto da abiurare, come Roberta da Monticelli: di lei potete leggere sul blog di Lorenzo Gobbi e sulla rivista di Micromega.
La sua decisione di uscire da questa Istituzione cattolica è solo un segno che qualcosa si muove sotto la coltre di polvere e di ragnatele...un'energia vitale che alita sugli uomini e li chiama a scegliere sempre e dovunque il rischio di vivere piuttosto che la certezza di morire.
L'inamovibilità non è dello Spirito che penetra in qualunque spazio in cui si apre una contraddizione.
La vista di tutte queste crepe illuminate dall'interno mi fanno sognare una rinascita.

2 Comments:

Blogger sileno said...

Come sempre hai la capacità di illuminare gli angoli in ombra e di far riflettere su nuove prospettive.
Ciao
Sileno

28/10/08 09:14  
Anonymous Anonimo said...

Veltroni oltre al resto che tu Angela hai chiarito nel tuo commento,gli manca pure il carisma.
La lettera di Roberta è molto significativa ma il cammino lo vedo ancora lungo,speriamo che in tutto questo possa al più presto rinascere una società più democratica.

Grazie,
aria

28/10/08 19:18  

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