30 ottobre 2008

Insieme ai ragazzi

Oggi anch'io torno giovane e abbraccio il grande corteo dei ragazzi che, come me, pretendono di vivere in un paese libero.
Ieri a piazza Navona, che nei giorni scorsi avevo visitato con tanta allegria insieme ad una giovane nipote inglese, hanno provato a ribaltare le cose, hanno portato a compimento la spedizione punitiva.
La stampa di regime racconterà la sua versione ma, grazie a dio, molti di noi hanno potuto ascoltare la versione di figli, nipoti, amici presenti e nel passaporola -in fondo il mondo è piccolo- capire meglio di quale coraggio e di quale forza e equilibrio è nutrito questo movimento.
Questi giovani sono migliori dei loro padri e certamente dei loro nonni.
Un miracolo, sprazzi di luce nelle tenebre!

«Né di destra, né di sinistra», così come il movimento si autopercepisce, significa innanzitutto una rottura radicale con questa storia, un rifiuto degli arroccamenti identitari e della prescrittività dei modelli politici tramandati. Ma non si parte da zero, da una ingenua spontaneità. Vi è ormai un cospicuo patrimonio di analisi, di riflessioni, di pratiche politiche che, nel corso degli ultimi anni, hanno smontato pezzo per pezzo, l'applicazione di una miserabile logica costi/benefici al mondo della formazione, della produzione e trasmissione del sapere. Vi è infine il vissuto della «miseria della condizione studentesca» nell'università riformata.
Può accadere allora che qualcuno desuma dall'assenza di bandiere rosse l'esistenza di uno spazio per sventolare quelle nere. Può anche accadere che un gruppo organizzato prenda la testa di un grosso corteo. Ma è un tentativo tutto strumentale e con le gambe corte. Lì dove il discorso razionale del movimento si sviluppa, l'ideologia della destra sarà costretta al silenzio. La diversità dei linguaggi, delle pratiche e degli obiettivi non tarderà a manifestarsi, al di là delle apparenze. Ma un pericolo reale c'è, sia pure vecchio e abusato. La carta degli «opposti estremismi», delle fazioni in lotta. Qui i gruppi della destra organizzata possono davvero dare una mano al governo, innescare la risposta repressiva. Da questo bisogna guardarsi
Marco Bascetta, da Il Manifesto, 29 ottobre

3 Comments:

Blogger marina said...

grazie, vado a vedere il video, ma non avevo dubbi
maledetti fascisti
marina

30/10/08 16:45  
Anonymous Anonimo said...

La storia si ripete, speriamo in forma diversa e migliore.

ciao,
aria

30/10/08 19:51  
Blogger Daniele Verzetti il Rockpoeta said...

ho visto un video dove si vede che c'era un poliziotto in borghese che si era infiltrato per far iniziare il casino.

E lo stesso Curzio Maltese di Repubblica ha parlato di cosa è successo.

2/11/08 02:51  

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