10 aprile 2008

Il divisore

Mi ha chiamato questa mattina presto. Suo marito candidato nel Pdl cerca casa a Roma, al centro, perchè vuole andare alla Camera a piedi.
L'ho conosciuta in un periodo brianzolo di cui porto ancora i segni sulla coscienza, ha insistito ad avere il numero di telefono perchè le bambine hanno frequentato la stessa classe ai tempi in cui credevo che la scuola cattolica fosse ancora quella di Don Milani invece c'era sempre il Don ma era Giussani...slittamento dalla profezia alla mercanzia che mi ha traumatizzato per sempre la fede e il senso di appartenza alla Chiesa.
Mi dice che ha pensato a me e che forse avrei potuto aiutarla a cercare casa per suo marito, al centro, con i costi assurdi... diecimila euro al mese di affitto...scherziamo!
Magari, dice, ho qualche amicizia che abita e affitta lì...
Le ricordo che Roma è altro: i miei amici non hanno doppie case, vivono nei quartieri di periferia o di Trastevere, ai tempi d'oro quando abitare lì voleva dire essere, appartenere, al popolo di Roma. Le ricordo che i miei conoscenti candidati alle elezioni vivono in case normali.
Mi inquieta sapere con quanta certezza si dà per scontato l'esito finale delle elezioni e come i vampiri si stanno già organizzando case, viaggi, famiglia, prole...
Ha chiesto dove abiterò nel prossimo anno.
Non ho voluto dirle che sarei tornata in Lombardia, dove J lavora da gennaio...un drammatico senso di non appartenza mi ha impedito di condividere con lei questa possibilità...a quale Lombardia apparterrò, se avrò la forza e lo stomaco di trasferirmi?
Se vincerà questa destra, avrò il coraggio di crescere le mie figlie in quel contesto socio-politico?
E come, se non da clandestina, extracomunitaria, illegale, appestata?
La destra di Berlusconi ha separato per sempre l'Italia e la gente. In questi anni, camminando nelle strade della Brianza, mi sono sentita sempre come un austriaco ai tempi dell'Anschluss: straniera in casa. Hanno fatto di me un corpo estraneo nel mio paese e sono riusciti a farmi sentire sporca nel calpestare il loro suolo.
Questa destra non merita nessuna definizione perchè sta oltre ogni possibile definizione: è Potere che si estende come magma sulle pendici di un paese e brucia ogni traccia di vita.
Ha colato per decenni materiale corrosivo, nel tentativo di cancellare residui di storia, di civiltà e di resistenza. Si è creato una sua chiesa che a suo uso e consumo, perdona le nefandezze e si perdona: una chiesa che ha una compagnia che si chiama delle Opere e ha milioni di proseliti. Ma nessun Papa la direbbe eretica.
Hanno insultato questo paese nelle viscere, evacuando parole di destabilizzazione in ogni angolo delle Istituzioni; la parola non i fucili è stato lo strumento di potere, infiltrata in ogni discorso e in ogni immagine televisiva. Bastava dire la menzogna, ripeterla due, tre, quattro volte che cominciava a diventare verosimile e poi possibile e poi reale...così si è arrivati a dire che i mafiosi sono eroi e che la Resistenza è stato un errore di trascrizione sui testi.
Gli elettori restano silenti, credono che dopo tutto sono delle menate del capopolo, è solo propaganda contro i comunisti, finirà a tarallucci e vino e ci vorremmo tutti bene perchè "meno male che Silvio c'è"...
Ma questa mattina ho sentito con un fiuto di cane che il pericolo è alle porte; la parola menzognera ha costruito una realtà parallela e in quella imprigionerà un intero paese che continuerà a credere ciò che non è, mentre l'Italia reale, l'Europa, il pianeta tutto affronteranno questioni enormi di energia, cibo, sopravvivenza, ma altrove in un altra informazione, in un altro sistema parallelo.
Non voglio finire in una fiction.
Non mi piace la trama. Qui i mafiosi sono buoni e i ricchi non piangono; le donne fanno da comparse e il talare è l'abito preferito; le scenografie sono immacolate e nessuno muore.
Scomparirà la monnezza di Napoli, i nomi dei clan camorristici, il debito pubblico, la morte degli operai, i call-center, i precari, i senza tetto, i rom...tutto verrà risucchiato nella macchina da presa che riprodurrà solo quello che già Porta a Porta e Matrix e Fede trasmettono da tempo: i giorni del Condor, ovvero dell'Avvoltoio che si è appollaiato da tempo sull'albero degli ideali fascisti per fare scempio del cadavere dell'Italia.
Oggi al telefono ho preso consapevolezza che esistono uomini e donne in questo paese che collaborano nella loro piccola e presunta normalità allo sbranamento delle nostre carni...
Oggi provo un immenso dolore.

ps Cliccare sull'articolo di Lirio Abbate, please, http://www.articolo21.info/editoriale.php?id=3488&table=editoriali

dedicato a Dario

10 Comments:

Anonymous Mauro1971 said...

A me sembri un po' esagerata.

Tutta sta differenza tra questa destra e questa sinistra non la vedo.

Sono tutti esseri con una cannuccia quale apparato masticatore e succhiano tutto quello che gli capita a tiro.
Personalmente sono straconvinto che in questo tra un Berlusca ed il Veltroni, o tre un D'Alema ed un Maroni cambi davvero molto poco, se non nulla.
Personalmente sono favorevole ad un onesto revisionismo, perché la storia viene sempre descritta dai vincitori ed in quel periodo maledetto non tutti gli eroi stavano solo da una parte, e neppure i mostri stavano solo dall'altra.
E comunque questo di oggi non é neppure più Fascismo, quello é morto da molto. Quello che c'é oggi é molto peggio: consumismo clericale!

E' che pure dall'altra parte é lo stesso.

Penso gli unici voti sensati sarebbo quelli agli estremi, se uno e di destra che voti l'estrema destra, se di sinistra che voti l'estrema sinistra.
Per quanto ci sia del bel marcio pure lì é già più facile trovare qualcuno che si muova davvero in base a degli ideali e non solo per il proprio tornaconto.

10/4/08 12:11  
Anonymous Aicha77 said...

Eccomi di nuovo qui, ospite inatteso che si accoccola con coraggio tra le tue parole.. Eh si, hai letto bene, Coraggio!Perchè ce ne vuole davvero tanto per guardare in faccia la realtà ed affrontare la vita così come tu la presenti, senza mezzi termini, senza giri di parole... Naturalmente il relativismo qui è d'obbligo, direbbero i benpensanti, ma il bello è che questa visione è intimamente sentita e pienamente condivisa. Ed ecco che il timore per il futuro si fa ancora più concreto perchè hai l'amara consapevolezza che questo stesso timore non è più solo il frutto della tua insicurezza, ma è purtroppo condiviso da tanti...
Quanta poca memoria si ha del fin troppo recente passato e delle Chiacchiere che abilmente offuscarono la ragione generando quei mostri sociali che oggi più di ieri ci dannano ancora l'esistenza.
Vedo il tuo dolore fondersi con il mio...

10/4/08 15:35  
Blogger dario said...

dedicato.... a me?

10/4/08 15:41  
Blogger Angela said...

sì, perchè condividi le paure...

Mauro, certo esagero, ho scritto di pancia, ho cancellato un paio di espressioni troppo colorite...ci sono tornata su un pò di volte...no, la pancia non ha sempre torto!
Comunque dici il vero, nessuno può scagliare la prima pietra ma lasciami dire che il rincoglionimento culturale e politico operato da quella classe dirigente ci ha tolto il respiro.

Grazie Aicha

10/4/08 16:38  
Blogger Maddalena Cavalleri said...

cara angela, dici bene, in questa "padania" verde inizio a sentire un clima da guerra civile.
Oggi a scuola ho consegnato le verifiche in una delle mie due prime. Una ragazza è scoppiata a piangere. Non riuscivo a capire: la verifica era andata bene, aveva preso un bel voto, insomma non c'era ragione di piangere. Poi si è sfogata davanti ai compagni: era stufa di essere chiamata "terrona": "si perché D. scherza, - ha iniziato a dire piangendo - ma non c'è momento che non mi dia della terrona e quando gli ho detto che terrone sarà lui, lui mi ha risposto con molta aggressività che non dovevo insultarlo in quel modo!etc... etc...!"

Sono rimasta senza parole. Ho chiesto a D. se aveva realmente intenzione di offendere la sua compagna (tra l'altro una gran bella ragazza). Era sorpreso per la reazione della compagna: non aveva capito che gli insulti che ormai viaggiano tra gli adolescenti "padani" sono pugnali veri. Epiteti quali: arabo! marocchino di m...., frocio, terrone, sporco negro e via dicendo...

D. forse è semplicemente un po' innamorato della bella "terrona" e non smette di punzecchiarla. Lui è un po' goffo, sgraziato e non troppo chic e, forse, senza volere ha usato "le nuove armi" senza rendersi conto di ciò che stava facendo e della loro potenzialità dirompente.

Tutto ciò anziché tranquillizzarmi, mi ha messo ancora più in allarme. Sicurmante tornerò su questa cosa, troverò il modo e spero tanto, le parole giuste, ma mi sento una goccia nell'oceano

10/4/08 22:28  
Blogger Angela said...

cara Maddalena, sono stata insegnante a Monza nel 2001 ma erano altri tempi...oggi, anch'io mi sentirei una goccia nell'oceano di un pensiero estraneo dove ancora si parla di nord e di sud e dove l'odio per colui che sento diverso è considerato un gioco da ragazzi! Spero che le elezioni aprino ad un nuovo linguaggio e le prossime generazioni vivano di altri bisogni e valori...
Aspetto in preghiera le prossime ore...

10/4/08 23:34  
Blogger dario said...

;-) grazie per la dedica, ne sono lusingato.

Io sono lombardo (non e' un vanto ne' una onta, solo un dato di fatto. Sono nato nell'alto milanese, i miei genitori sono anche essi nati nell'alto milanese, e cosi' i loro genitori. Credo che devo risalire alla quarta generazione per trovare un antenato non lombardo - nel caso particolare veneto). Abito in Lombardia e ovviamente qui non sono discriminato.
Pero' francamente io tutto questo razzismo nei confronti del meridionale non lo vedo. Cioe', si', alcuni miei colleghi sono siciliani, e noi giochiamo con loro esaltando i luoghi comuni, cosi' come loro giocano con noi. Anzi, forse loro sono i primi a farlo nei nostri confronti.... noi non sappiamo cucinare, non sappiamo cos'e' il sole, diamo troppo peso alla carriera, loro invece sono tutti mafiosi, hanno freddo quando la temperatura e' inferiore ai 20 gradi e non sanno rispettare gli orari. Pero' rimane tutto sul livello dello sfotto'. Immagino che loro non si offendano cosi' come io non mi offendo quando tocca a me.
Certo episodi di razzismo ce ne sono, ma non credo davvero che ce ne siano di meno al sud. Ricordo ad esempio anni fa durante una vacanza a Maratea, in una discoteca frequentata da napoletani. Migliaia di persone a saltellare all'unisono al tempo scandito dal dj urlando, piu' forte della musica "chi non salta milanese e'". Credo che fossi l'unico a non saltellare.

No, non sto dicendo che il razzismo non c'e', ma che quello che prevale non e' il razzismo, ma l'idiozia, la pochezza culturale e la mancanza di valori impartiti dalle famiglie. Non credo che D. del racconto di Maddalena fosse realmente razzista perche' odia i meridionali. Credo piuttosto che abbia copiato un atteggiamento chissa' perche' diffuso tra persone che non sanno nemmeno cosa sia il razzismo, e che quindi non ci si identifichino. Tant'e' vero che come indovina Maddalena, D. e' innamorato della bella terrona.

Poi invece c'e' la capacita' della gente di farti sentire fuori casa in qualunque posto ti trovi che non sia in effetti casa tua. Ricordo di aver subito questo tipo di emarginazione quando ho vissuto per lavoro a Torino. Anche questo non ha molto a che vedere con il razzismo. Cioe', anche gente che mi voleva sinceramente bene non faceva che notare la mia diversita', come se me la fossi scelta io. Ad esempio mi si diceva che noi Lombardi, con Malpensa 2000 avessimo rubato in qualche modo il primato dell'importante scalo aeroportuale del sud europa a Torino Caselle. Capisci? Dopo che io ho combattuto (solo a parole, invero) lo scempio del parco naturale del Ticino per costruire quella cattedrale nel deserto, questi mi vengono a dire che io ho rubato il primato a loro. E gia' il fatto che ci si etichetti ("noi torinesi", "voi lombardi", "io/loro") e' gia' indice di scarsa integrabilita'.

Diverso e' invece il caso del razzismo nei confronti dell'extracomunitario. Avendo una moglie extracomunitaria (per la verita' e' americana, e quindii non un target classico di discriminazione, pero' ha i tratti somatici filippini, visto che la quasi totalita' del suo sangue ha quelle origini), vivo questa esperienza sulla mia pelle. E' vero. Succede. E paradossalmente ho visto che succede piu' frequentemente in citta' piuttosto che in provincia... mi sarei aspettato il contrario!
Ma questo tipo di razzismo secondo me e' fisiologico (anche se cio' non lo rende piu' accettabile). Non si tratta di razzismo anche in questo caso, secondo me. Non c'e' odio nei confronti del diverso perche' viene ritenuto inferiore per motivi genetici. E' che l'immigrante in genere e' povero, altrimenti non sarebbe immigrato. E in genere uno povero e' piu' propenso a commettere atti di microcriminalita'. Io stesso sarei furioso nei confronti di chi mi ruba il portafoglio, anche se lo fa per fame. Ed in genere chi mi ruba il portafoglio e' un immigrante, perche' mediamente l'immigrante ha piu' fame dell'italiano, essendo piu' povero.

Secondo me state parlando del fenomeno Lega. Io conosco parecchi leghisti. Ce ne sono tanti purtroppo, e cio' e testimoniato oggettivamente da gran parte dei consigli comunali (soprattutto di provincia) che sono a maggioranza leghista. Ma i leghisti che conosco io sono solo degli ignorantotti, non dei razzisti. Quelli che conosco io vanno d'accordo con i meridionali ormai perfettamente integrati in questa zona. Conosco addirittura parecchi leghisti di origine meridionale.
La lega fa leva sulla difesa della ricchezza. Se uno e' un "borghese", ricco arricchito, sa che quella ricchezza la deve difendere. E per difenderla bisogna che non paga le tasse, che non accoglie i poveri... in una parola, che non condivide. Sei meridionale? Ti voglio bene finche tu stai a casa tua e non mi rompi le scatole. Questo e' l'atteggiamento del leghista.

Oh... ecco che sono andato fuori tema. Scusa, Angela. Pero' c'e' una cosa che mi da' fastidio tanto quanto il razzismo. Cioe' quando mi si etichetta di razzista. Sono lombardo, sono contento delle mie radici non tanto perche' ci sia niente per essere contenti, ma perche' e' importante averne, di radici. Ma dire che gli extracomunitari sono ladri equivale a dire che i lombardi sono razzisti. Io sono lombardo ma non razzista.

Ciao

11/4/08 08:33  
Blogger Angela said...

Dario, io non ti do del razzista, stai certo. Inoltre, in Lombardia ho amici che amo moltissimo e gente davvero in gamba mi ha sostentuto negli anni. Sono i mistificatori che hanno trasformato quella regione in un pozzo di lacerazioni e odio...la gente è in uno stato di ipnosi e segue il demiurgo senza capacità critiche. Ma hai detto bene te: i ricchi arricchiti devono difendere il loro tesoro. E per questo sono pronti a vendersi anche la madre: pensa alla signora Rosa svenduta al buon mercato delle cianfrusaglie berlusconiane. Spero che l'anima matura e libera della Lombardia si faccia sentire in queste elezioni.

11/4/08 09:20  
Anonymous Aicha said...

Aumenta la consapevolezza e con essa quel dolore che si fa via via più acuto fin quasi a toglierti il respiro... Forse è un bene: l'aria si è fatta ora più pesante... gli avvoltoi hanno iniziato il loro pasto...

14/4/08 19:53  
Anonymous Anonimo said...

Dariuz, il dualismo Torino/Milano è cosa ahimè assai antica: l'antipatia per la capitale economica che "si frega" tutto quello che inventa la capitale del lavoro è un mito consolidato.
Direi che a noi torinesi i milanesi stanno sulle palle tout court per quel che rappresentano, non certo per quel che sono:-)))
Le recenti storie di fusione (SanPaolo/BancaIntesa) o di incorporazione (Italgas->Eni) forniscono materiale abbondante per perpetuare l'idea che "quelli là", presuntuosi e antipatici, rovinano tutto quel che di bello e di storico abbiamo costruito qui.:-))))

Chettedevodì?:-)

Luposelvatico

17/4/08 13:52  

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