6 novembre 2007

Parole libere

Muore Enzo Biagi.
Ecco un anziano che non è mai stato vecchio, uno spirito coraggioso e vitale, una giovinezza del pensiero e della parola.
Ci ha insegnato a resistere alla mediocrità e ai servilismi.
E' stato maestro della perseveranza e della fiducia nelle forze migliori di questo paese.

Tra quarant'anni, avremo l'età di Biagi, ma non so quanti potranno essere ricordati come migliori cronisti o uomini della resistenza al fascismo cronico della razza umana. Chi si ricorderà di noi e chi ci rimpiangerà? Cresciuti con le banalità e i reality televisivi e parlamentari, avremo modo di diventare uomini e donne di spessore, cultura, analisi critica?
Formati sui libri ma non dalla vita, spaventati di perdere quel poco che resta, perduto ogni senso di solidarietà, poco resistenti all'impegno e alla parola data, proiettati più sull'intrattenimento che sulla conoscenza, lasceremo qualche traccia di noi oppure come nei migliori racconti storici sulle epoche passate, finiremo nelle ultime righe della pagina?
"...e da quella crisi iniziò un periodo buio per la civiltà italica..."
Vi prego amici coetanei siamo ancora in tempo per invertire la rotta e scrivere una altro finale.
L'insegnamento dei veri "saggi" che ci hanno preceduto e che ancora ci accompagnano sia la lanterna per individuare la strada.
La difficoltà sta nel riconoscere dove è andata a maturare la sapienza.
Ci possono essere di grande aiuto i Libri Sapienzali che racchiudono gli insegnamenti per l'uomo perchè " la sapienza è facilmente conosciuta da quanti l'amano e si lascia trovare da quanti la cercano...Suo principio è un sincero desiderio di educazione; la cura dell'educazione è l'amore; l'amore è osservanza delle sue leggi; il rispetto delle sue leggi è garanzia di incorrutibilità e l'incorrutibilità ci fa stare vicino a Dio..." Sap 6, 13-19
La sapienza ci è vicina così più di quanto crediamo: si esprime nell'uomo-donna giusto che non ha arroganza negli occhi, che non è sopraffatto dalla paura ma apre il proprio pensiero e le sue mani alla comprensione delle cose e all'accoglienza dell'altro uomo su cui non vuole dominare. L'uomo-donna sapiente è mosso da sentimenti di giustizia sociale e dalla chiarezza che nessun valore, come la libertà, si sostiene senza il compimento di quella. Il profitto non è la sua ambizione ma approfittare degli eventi personali e collettivi per impersonare ruoli e regole comportamentali integre in contraddizione con la disonestà e la doppiezza che accompagnano sempre i "profittatori" della res-pubblica. Questo individuo vive la sapienza nel nascondimento dei suoi giorni così che la sua figura pubblica non faccia fatica a diventare la luce che si mette sul tavolo per risplendere meglio: non ha bisogno di spot pubblicitari per convincere i simili del suo valore. Lui-lei è: la parola, il gesto, il silenzio, parlano della sua sapienza.
E' un incredibile miracolo incontrarli sul nostro cammino, condividerne le idee e i progetti...
Restiamo svegli in attesa di altre meteore di luce...

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