3 novembre 2007

Amici libri

Qualche mattina, un pò frequentemente a dire il vero, mi sveglio con un pensiero: spingere il tasto del "delete", cancellare questa mole di pensieri e non esistere, non domandarsi più niente, non proporre più niente, svuotare la pagina e quindi la testa e lasciare che le cose siano...
Non ripetere più a se stessi quel "non è giusto" che mi ha spinto spesso a espormi e ad agire per poi tornarmi indietro come un boomerang, sui denti, lasciandomi dolorante e interrogativa sul significato delle proprie azioni e sull'inutilità del proprio pensiero.
Mi tiene in vita, invece, un filo d'oro invisibile che mi lega a persone senza volto ma presenti che vengono a intrufolarsi tra le righe e vanno via con rispetto, come quando si entra in una libreria, si sfogliano i libri e si va via contenti anche se non si compra nulla.
Talvolta ho cercato di interpretare il ruolo del libraio e vi ho proposto di andare a guardarvi qualche pagina di autori non noti che parlano con parole nuove che non si odono mai dalle piazze ufficiali. I libri sono una delle più grandi consolazioni. Sapere che qualcuno è riuscito a scrivere parole che non sai dire e sono proprio quelle che avresti inventato e esplorato e fatto fiorire se la mediocrità verbale non ti avesse incastrato nell'ovvio, ecco sapere questo mi ha fatto amare le persone in cerca come me di libri e pagine che siano oltre l'intrattenimento.
Leggere è un atto di crescita, un momento di evoluzione, per me che non ho altro che le piccole azioni poco edificanti del giorno, nascoste e utili solo per le bambine e il compagno: leggere e raccontare. Non è sempre possibile essere protagonisti ma certamente è costruttivo essere propagatori di immagini e intuizioni intraviste in altri.
Fino a che resisto, fino a che lo terrò necessario allaccerò il discorso a parole d'oro di altre pagine incontrate perchè ognuno esplori e cerchi quello che è chiamato a capire e farne tesoro.
Questa sera quindi mi viene da prendervi per mano e condurvi tra le pagine di Maddalena, la cui sensibilità ha condotto all'attenta lettura di uno scrittore francese: Cristian Bobin. Maddalena vi consegnerà meglio di me la prosa poetica di Bobin ma per spiegarvi il senso della mia scelta di un blog come questo o di Lorenzo Gobbi o il sito di Ettore Masina vi cito proprio Bobin, forzandolo un pò alla mia lettura, nel suo piccolo testo di La parte mancante (Servitium):
" Noi amiamo questa donna (o libro, o pagina, dico io). Perchè l'amiamo è evidente , quasi infantile. E' come una pietra che rimbalza sull'acqua: si ama colei che ama...si ama l'uccello-luce che entra dalla finestra, dalla sottile apertura del libro nel buio della vita..."
Si amano i libri che hanno risvegliato la vita, spesso accartocciata o sospesa, e si ama parlarne ad altri, usare la parola-pietra come sasso che rimbalza...e anche se qualcuno di noi sparirà, la pianterà con la scrittura, il blog, le parole sue, la propagazione dell'onda continuerà e avrà portato energia altrove.

2 Comments:

Blogger Maddalena Cavalleri said...

cara angela, ti ringrazio per l'attenzione che hai dedicato al mio nuovissimo blog.
Condivido pienamente ciò che scrivi sulla lettura, e non posso non inviarti una delle innumerevoli frasi di Bobin sulla lettura!
alla prossima
maddalena

"Leggere, non per sapere, non per imparare, non per accumulare, per ammassare, per acquisire. No, nulla di tutto ciò. Leggere piuttosto per dimenticare, per liberarsi, per perdere, per perdersi. Tornare solo, infinitamente solo.

Abbastanza solo per non esserlo mai."
Souveraineté du vide (Ed. Fata Morgana, 1985 ; Gallimard/Folio 1995)

10/11/07 17:23  
Blogger angela said...

Maddalena grazie a te. I tuoi riferimenti a Bobin, nei vari post, sono sempre commoventi. Letto asttraverso i tuoi occhi diventa immediata la sua comprensione. Buona scrittura

12/11/07 07:41  

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