16 ottobre 2007

Clima e alieni

Nei giorni precedenti l'intervento a gamba tesa del Signor (???) Storace contro la Levi-Montalcini (Signora, per davvero), ha confermato semplicemente in quale terreno si forma il pensiero di molti uomini italiani, quale degrado culturale alimenta le loro idee e quanto piccolo, mediocre e insignificante è il mondo visto dal punto di vista di un "alieno" al senso dell'umano. Mentre il suddetto deputato usava quel linguaggio da Bagaglino, altri suoi alleati nell'eversione, inneggiavano allo sterminio, durante una vacanza a Dachau.
Il mondo è troppo grande e importante per occuparci di quisquiglie storaciane eppure da questi streptococchi si può sviluppare un virus di non lieve portata. Nessuna infezione va trascurata e l'unica profilassi è la cultura, l'informazione vera, una visione della storia oltre il proprio recinto.
Per questo voglio occuparmi di Al Gore.
Ho sfogliato un giorno il suo libro riguardo all'emergenza clima; il linguaggio semplice e diretto non mi ha certo ispirato a riflessioni che già non avessi fatto da sola ma ho considerato il suo impegno una benedizione per l'America e il pianeta. Gli americani e, non solo loro, che hanno bisogno di parole semplici e efficaci per mobilitarsi, che hanno appoggiato Bush, sull'onda delle emozioni, nella guerra senza fine contro il terrorismo, sono gli stessi che oggi hanno bisogno di Al Gore il cui linguaggio e la cui chiamata alla consapevolezza di un destino-senza ritorno del pianeta "can reach their guts" ovvero può raggiungere le loro viscere, lì dove -scrive un giornalista del The Guardian - "risiedono le più profonde convinzioni politiche".
Osservate la differenza tra un alieno come Storace e altri capipopolo dalle cui viscere fanno salire i sentimenti più infimi e codardi e uomini come Al Gore che dalle viscere fanno sgorgare l'appartenenza alle radici, alla Terra, al destino comune degli uomini.
Il produttore del film-Oscar An Inconvenient Truth, premiato nonostante gli errori scientifici, ha confermato che la lezione del Nobel per Al Gore consiste nel diventare "la prova eloquente che non devi essere presidente dell'America per cambiare il mondo".
E il mondo va cambiato e così la quantità di emissioni di carbonio dell'aria. La storia finisce per dare ragione a chi si fa carico di questo tipo di cambiamenti: the Ozone Man, così definito sarcasticamente da Bush, ha vinto il suo spazio nella storiografia mentre Bush sarà ricordato come the Horror Man ovvero come colui che ha portato con sè la distruzione di una guerra inutile.
Non è solo Al Gore a darci la misura del disastro; Ocha, ovvero l'ufficio di Coordinamento degli Affari umanitari, evidenzia situazioni di grave emergenza per 66 milioni di persone senza casa e ridotte alla povertà e alla fame nel sud dell'Asia, in seguito ad alluvioni e siccità, provocate dal cambiamento climatico. La vita di milioni è stata sconvolta in Mozambico, Madagascar, Zambia: l'Africa è sempre più alla deriva.
Non sarà quindi l'aumento del pane in Italia a spingermi alla protesta: è la fame dei milioni a costringermi alla protesta e al rifiuto di politiche indifferenti alla salute e alla vita di tutti.
Giunti al bivio, scegliere tra il futuro delle generazioni o l'uso del pianeta fino ad esaurimento, non si può più fingere: i sostenitori della eliminazione della specie verranno allo scoperto, ora.
Sapremo almeno se siamo con coscienza schierati con gli alieni o con gli umani.

2 Comments:

Anonymous GRAZIA said...

Cara Angela, ho 50 anni, il cancro 8 anni fa, non ho figli, siamo soli io e mio marito, ma ciò nonostante sono quasi 15 anni che mangiamo esclusivamente biologico, che nel mio piccolo giardinetto non uso nessun prodotto chimico, e che faccio la raccolta differenziata dei rifiuti, ma quando porto il mio sacchettino nel bidone riservato all’”umido” cioè ai rifiuti organici, e dentro vi trovo polistirolo, sacchetti di plastica con indumenti, boccette di medicinali, lattine di birra e altro…. mi cascano le braccia, mi chiedo mille volte chi me lo fa fare! ma poi continuo: è la mia coscienza, il mio cuore verso la natura così maltrattata, che mi portano a continuare e ci stò male perché il menefreghismo di tutti è un’offesa;
vedere la storia altre al proprio recinto, parole sante, ma come si fa? oramai temo che l’infezione non sia più arginabile, quando famiglie con bambini piccoli se ne fregano di un piccolo gesto come cercare di non sbagliare bidone dell’immondizia vuol dire che la parola futuro dignitoso non entra proprio nel loro vocabolario.
Un grande abbraccio Grazia

17/10/07 10:46  
Blogger angela said...

Grazia cara, comprendo lo sconforto. Oggi i giornali parlano di Gussing, cittadina austriaca, modello perfetto di creazione e utilizzo dell'energia alternativa.
Passo, dopo passo, mattone dopo mattone costruiremo con una energia alternativa una società alternativa a quella attuale, vorace e individualista. Ho la stessa fiducia che avevano nel 1833 i Lords del Parlamento inglese nell'atto di abolire la schiavitù. Da quel momento, qualcosa è cambiato, sebbene la schiavitù vada ancora di moda, travestita in altre forme...La fiducia e la speranza sono il motore del cambiamento. Coraggio, amica, e grazie per la tua cura che fa bene a tutti noi!

17/10/07 14:04  

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