27 settembre 2007

Santi

Protestano rivestiti solo della tunica porpora.
Non hanno scarpe, nè sassi in mano.
Camminano e protestano solo con la forza della loro preghiera.
E muoiono sotto il calcio del fucile con la testa frantumata.
Altri in carcere, a morire di umiliazione.
I Santi marciano sulle strade povere dell'oriente e innalzano un canto puro che non si ascoltava da tempo.
Quella carità e quel perdono di cui parlava in modo edotto e sterile il Papa, risplende altrove, tra le tuniche sporche di uomini non cristiani.
Il mio calendario oggi cambia nome del santo del giorno e si popola di martiri buddisti.
" Noi li ricolmeremo di amabile gentilezza" hanno detto i monaci parlando dei militari.
Si sono consegnati al nemico per colpirlo con la grazia della loro compassione.
Tuttavia si sono mossi, hanno riempito le strade, affrontato i militari con gli scarponi, loro scalzi, per annunciare il bisogno di giustizia. Hanno offerto la vita per i fratelli, si sono fatti concime per la terra degli altri, si sono andati a incuneare tra il Potere e gli uomini, immergendosi lì nel punto di frattura, dove scorre sangue.
Sapevano del rischio di morire ma conoscevano anche il rischio di vivere, pregare, credere inutilmente. Hanno scelto di dare carne alla loro idea di amore.
Cristo è andato a morire con loro.
Ora, chi oserà più parlare di superiorità delle radici cristiane?

2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Semplicemente, non si può né aggiungere né togliere una parola, una virgola, da quello che hai scritto. E' tra i tuoi post più belli. Complimenti e un abbraccio.
M.

27/9/07 20:56  
Blogger angela said...

ti ringrazio tanto, anche se non sono sempre lucida, scrivo di corsa, digito male e scambio la porpora con l'arancione!
abbracci a te
angela

27/9/07 21:10  

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