11 settembre 2007

La mistica del silenzio

Nel catalogo degli acquisti è già inserito il testo del professore Stuart Sim di cui oggi parlano i giornali e della sua analisi sulla necessità fondamentale dell'individuo di recuperare il silenzio.
Nel silenzio, sostiene il docente americano, si difende l'umano e la sua capacità di elaborare il pensiero. Sembra un argomento ovvio ma innalzarlo a livello di dibattito politico fa la differenza; il rumore viene dalla produttività e una società iperproduttiva ha prodotto un esercito di nevrotici, stressati. Di gente malata. E' un je t'accuse alle società industrializzate spinte fino alla devastazione dello spazio stesso dell'uomo:
"There's no doubt that here Sim has a point, and that there is a strong case for defending the right to be quiet. We are able to make better choices in peace. There is something especially noxious about the incessant white noise - a sort of culture-slurry of loud music, flash imagery and wild sloganning - that is deployed by advertisers, supermarket owners and pub-chain marketeers to drown out independent thought and to confuse us into spending more money".
http://www.newstatesman.com/200707120050
Quanto bisogno c'è in me di silenzio da quando ho perso la quiete! Vivo ora in un'area densa di traffico e commercio e devo aspettare le ore serali o quelle dell'alba per riuscire a vivermi quell'istante in cui anche il pensiero si acquieta.
Sono già innamorata di questa casa dove vivo, come ho scritto nel post di Imbrunire, tuttavia la settimana lavorativa porta traccie di follia.
Durante il giorno pensare e dunque scrivere e pregare e riflettere sono azioni faticose che devo strappare alla stanchezza di un corpo senza riposo che di notte ha dormito di traverso, di fianco, seduto, scioccato, in attesa del camion della spazzatura che viene alle cinque a ingoiare i bidoni e a triturare la pattumiera praticamente nella mia camera da letto.
Quanti milioni di cittadini in Italia soffrono di inquinamento acustico?
Ho già pronta la lettera al sindaco con riferimento alla Legge 26 ottobre 1995, n.447 recante il decreto sulla Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore e il decreto su Tecniche di rilevamento e di misurazione dell'inquinamento acustico. Servirà a riempire il tavolo del Sindaco. Non mi chiamo Joseph dalle bianche mani e dunque non ho un diritto di precedenza; anzi ora che ci penso non ho proprio diritti. Mi devo sciroppare tutto il rumore del mondo, il rumore prodotto da quel sistema di macchine e affari che ci garantiscono il lavoro e il benessere sebbene, ci dice oggi l'Enel, non è detto che ci garantiscano il riscaldamento nel futuro. Se io volessi la pace e la bellezza che viene solo dalla natura, dovrei possedere un capitale per potermele godere, insomma entrare nella rosa dei beati che possiedono case e appezzamenti e giardini e mettere un muro, un recinto tra me e i rumori. Sulla via schizoide dell'Appia invece domina il frastuono e la violenza acustica e colonne di automobili la abitano ogni giorno ad ogni ora. Qui certo il pensiero non crea, le argomentazioni dei mistici non hanno proprio presa: qui si muore rincoglioniti e si diventa dipendenti dal rumore, tanto da riprendere l'auto e incolonnarsi anche di domenica, così, per nostalgia del caos.
Ma io mi alzo la mattina alle sei, dopo che il camion ha eruttato l'ultima bottiglia di vetro e catturo al lago i suoi colori e il volo dei gabbiani. Non voglio farmi triturare l'anima.
Aspetto la sera l'arrivo del mio amore per aprire un bianco secco e goderci la verandina nell'attimo di quiete. Non voglio consegnare il giorno all'isteria.
Troveremo presto dei sistemi per difenderci dall'aggressione dell'esterno, sebbene la nostra affittuaria si rifiuta di fare lavori sulle sue finestre ottocentesche, in verità cercheremo
di applicare sempre una strategia per recuperare la calma e il ritmo lento: l'uomo è fatto per le ventiquattr'ore e anche per il dolce sonno.
L'uomo bionico invece è fatto per servire Mammona e l'unico sonno che conosce è quello della Ragione.

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