9 settembre 2007

Imbrunire

Il lago ha un colore limpido, a quest'ora, come il cielo.
Sono seduta nella mini-veranda di casa su una panca di bambù. L'ho arredata con cuscini orientaleggianti e tende di paglia. Tutto invita al silenzio e alla meditazione; invito anche l'ospite, quando viene, a sedersi con un calice di vino. E' l'angolo della sincerità, si può dire tutto quello che si ritiene giusto dire a voce alta. O si può tacere mentre si contemplano le oche che volano sullo specchio.
Ho faticato molto a ricostruire questo "corner", sono stati mesi difficili e così scarsi di allegria. Ora questo spazio è un nuovo rifugio. Chiusa la porta ci si sente al sicuro, avvolti dal tepore e dai colori di una casa che vuole solo dichiarare la sua ospitalità. Nel montarla, in pochi e frenetici giorni, ho pensato di farne un luogo di tenerezza e abbracci. Il dolore qui non entra. C'è spazio per pochi pensieri e non possono che essere pensieri di accoglienza.
Non ho tempo per la delusione, nè per la rabbia, nè per i ricordi che immobilizzano il pensiero creativo. Mi è stato concesso un tempo supplementare e mi è stato concesso questo spazio: qui sono chiamata a costruire un altro pezzo di strada per poter proseguire il cammino e permettere alle mie figlie di procedere senza angoscia.
Domani G comincia la prima media e ha paura. Ogni due anni ha iniziato un anno scolastico in un nuovo ambiente e ogni volta è stato un esame difficile e superato brillantemente. La paura è sempre la stessa. L'ho portata a passeggio ieri sera sotto la luna e i lampioni, tra la gente e i ragazzi che bivaccavano sulle scale della chiesa: volevo che sentisse la gioia di crescere e diventare adolescente e viversi il mondo. Non avere paura: la vita ti viene incontro se l'abbracci con amore.
Anche E ha lasciato la sua classe per completare la quinta elementare nel nuovo ambiente. Ma ha meno paura: a lei basta sapere che mamma e papà ci siano dietro l'angolo ogni minuto che ne richieda la presenza. Coraggio E, anche quel giorno che andrò via sarai ricca abbastanza d'amore per poter affamare il tuo cuore bambino!
J parte, per giorni in giro per l'Europa. Il suo lavoro sempre instabile: sempre alla ricerca di un lavoro che non rubi la sua dignità. Oggi l'angoscia si legge dietro i begli occhi pervinca e il sorriso invecchiato: che sarà di noi? mi ha sussurato prima...
Non lo so, amore. Potremmo perdere tutto. Ma abbiamo già perso milioni di volte: la sconfitta non ci coglie impreparati. Se pensiamo al futuro, al lavoro che si attende, alla casa che dovremo di nuovo cambiare, alla malattia, alla pensione...spostiamo lo sguardo oltre il reale che invece è quello di oggi, concreto e tangibile: siamo qui, vivi, tutti e quattro. Da domani tu andrai al lavoro, le bimbe a scuola, io cucinerò la cena per tutti, la sera avremo anche il tempo per vedere un pò di tv e discutere del Papa che va in Austria a dire strane cose agli austriaci, e riderci sopra.
Questo dolore sottile che morde un pò il cuore non viene dal futuro ma dal passato lontano, dalle ancestrali paure dell'anima, dal senso di abbandono e solitudine che l'uomo vive nello strato profondo della coscienza. Quell'abbandono che ha fatto gridare i santi, i poveri, come Madre Teresa verso l'Assente. Ma questo è un altro post.

5 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Amore mio...

9/9/07 19:34  
Anonymous Anonimo said...

Carissima Angela, ti sono vicina con la preghiera,possa il Signore concedervi una vita più serena.
aria

9/9/07 20:26  
Anonymous Valentina said...

Amica cara,
non c'è sconfitta nella tua vita.
E lo dimostra la tua piccola veranda.
Io ho avuto il dono grande di sedermici dentro con un calice di vino e le chiacchiere sussurrate e la magia di quella cosa che aleggia nella tua casa e che tu chiami accoglienza mentre a me viene più in mente l'immagine di una coperta grande e morbida che ti avvolge fino alle viscere.
Sei una persona coraggiosa e non ci saranno perdite, ma solo conquiste.
Piccole o grandi poco importa.
Spesso la tenacia si accompagna all'arroganza. In te invece abbraccia la delicatezza e l'umiltà e di fronte a questo sodalizio non ci saranno difficoltà che sapranno resisterti.
Ti voglio bene.

9/9/07 22:21  
Blogger tartablu said...

Porto una bottiglia di birra buona dal Belgio, un sorriso, un abbraccio e la coscienza di aver provato lo stesso senso di abbandono e solitudine... e lo stupore della consolazione da voci e mani inaspettate. Sul mio blog c'e' un indirizzo mail a cui scrivere... io sono a Roma e dovrei ripartire fra una settimana circa, ti va di vederci?
Un bacio ed un abbraccio.

10/9/07 16:04  
Blogger angela said...

commossa...
angela

11/9/07 11:07  

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