9 maggio 2006

stand by

Vado in stand by.
La storia incalza e mi chiede nuovo coraggio e nuovi abbandoni. Mi chiede di restare fedele al disegno che mi ha portato fin qui.
Io non chiedo niente oggi alla vita.
Tutto quello che ho e' abbastanza.
Tuttavia e' la vita che mi chiede, che mi cerca, che mi insegue.
Mi arrendo tra le sue braccia.
Mi portera' altrove nello spazio fisico e in quello interiore ma mi lascera' sempre nel tempo presente, del qui e ora, dove godo gia' di ogni realizzazione.
E' vero che ho guardato sempre al passato; ho guardato con angoscia che ogni movimento in avanti si traduceva in un processo di affondamento, in una iperbole negativa. Oggi ho occhi per vedere che solo scendendo si recupera il senso della salita e della rinascita.
Va bene cosi', anche se va tutto male, anche se la mia restera' una storia di possibilita'.
Ho pazienza oggi; non vivo per attendere neppure la crescita di quei semi gettati.
So che puo' arrivare la tempesta e disperdere ogni cosa, cosi' come puo' arrivare il sole e fare fruttificare la terra.
Lo sguardo di oggi non ha altro da dire che "cosi' sia"!
Cosi' le parole diventano davvero un peso, ultimo, di cui liberarsi.

3 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Per rimanere in metafore a te necessarie ti ricordo che "In principio erat Verbum".
Senza biasimo, ma per una cattocomunista la censura è ordinaria amministrazione, l'auto-censura addirittura ne innerva al il modo di essere: ogni retorica è la scelta di un dolore in sostituzione di un altro. Z.

9/5/06 13:41  
Blogger Valentina said...

Z., scusa, ma non si capisce niente di quello che vuoi dire. Specie il pezzetto "la innerva al il modo di essere"...

9/5/06 22:47  
Anonymous Anonimo said...

C'è un refuso: "al" è di troppo!

10/5/06 15:22  

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