22 aprile 2006

fraternita'

Quindici anni fa a Spello, ho cominciato a maturare l'idea di una casa-luogo di amicizia, incontro, ospitalita', in cui chiunque riceva l'abbraccio, la consolazione, il bisogno di andare e propagare questo saluto di benedizione.
L'healing dell'amicizia fraterna mi viene anche da Francesco che ben conosce le mie lacrime tra i boschi dell'Eremo delle Carceri con le quali lo interrogavo sul perche' li' e non altrove e dovunque anche nella citta' nemica...
Di casa in casa, di porta in porta, ho tracciato piccole prove di questo progetto. Cosi' sono approdata a Collevecchio, a Sant'Andrea. Ho incontrato e amato tanti volti che ricercano lo stesso stile di relazione; personalita' eterogenee, anche non empatiche anche conflittuali certamente da strade diverse ma con il medesimo sogno. Questo mi lascia la tensione della ricerca e la speranza di approdare un giorno a quanto cantato la notte della celabrazione del mio decimo anniversario di matrimonio (2004):
"...che dalle case sparisse tutto e restasse solo un grande focolare; a terra delle stuoie fatte a mano dalle nonne, un grande tavolo di rovere con del pane fresco e una terrina di miele ", case che siano abbraccio, vite che siano popolo, terra, liberazione.

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