31 marzo 2006

sophie

Pero' di Sophie voglio lasciare memoria...
Sophie e' icona dell'Inghilterra libera e senza menzogna; chi potrebbe arrivare a quella trasparenza e innocenza che ho conosciuto nella persona di Sophie!
Sophie e' priva di qualunque afflato religioso; ha scoperto la Bibbia come testo sacro e dunque presa in mano e sfogliata solo oggi a quarant'otto anni, dopo studi di filosofia e antropologia a Cambridge; l'ha trovata difficile e straordinaria ad un tempo e decisamente e' infiammata dalla figura sovversiva di Cristo.
Si muove tra la gente e la natura con un anima entusiasta, piena di stupore; come scrive Colette: e' una donna che ha "coltivato il fiore della meraviglia". Un anima cosi' e' animata da un dio.
La sua casa e' un tributo al paganesimo; angeli e demoni un po' rappresentati dovunque, gedi e gatti d'orati come si conviene ad una estimatrice dell'estetica egiziana, stoffe damascate e ciondoli e cianfrusaglie gotiche da rigattiere che pendono dovunque e coprono e rivestono divani sfilacciati su cui i cinque gatti, veri padroni della casa, si fanno le unghie (e non solo!), muri spesso colorati fino a meta' per ovvia carenza di materiale da Do it yourself, ragnatele che sorprendentemente riescono a fare da pandant e aggiungere quel tocco scenico da casa-teatro.
Sophie ti circonda di abbracci mai dati, perche' la cultura acorporale vittoriana ha cancellato il bisogno di vicinanza fisica tuttavia riempie di gigli la sua casa se ha amici a cena e non si risparmia nel vino e nel cibo sebbene io sappia quanto rosso ci sia nel suo conto bancario. Nei miei vaggi in Italia, al ritorno, trovavo la casa con fiori e pacchetti di bentornata, ali da fate per bambine e dolcetti.
Sophie ti accoglie con una solarita' sempre intensa, non sai mai se e' la natura o il prosecco che regge in mano, con abiti lunghi e stoffe che vogliono richiamare Jane Austen e una certa aristocrazia decaduta; in fondo l'eccentricita' non ha potuto nascondere il sogno recondito e conservatore di Sophie: essere una Lady!
La sua fedelta' alla Regina e' sorprendente: una creatura cosi' fuori dalle etichette e se vogliamo ordinaria normalita' la pensi rivoluzionaria, non integrata, dissociata. Invece la storia inglese e' scritta nei suoi modi e nelle sue maniere, nei biscotti e tazze da te', nelle danze del linguaggio che e' sempre composto, mai fuori dalle righe, mai critico o oltraggioso; tuttavia nella tolleranza e nella passione civile, nella emancipazione in quanto donna e nel pensiero, Sophie da' prova della sua individualita'. Ma lei e' abbastanza grande da contenere anche la Regina e tutte le sue paranoie, la Chiesa Anglicana e i Christmas Carols anche se ne ignora il significato religioso, la storia inglese e i suoi misfatti. Salvare la Regina e la storia per lei significa salvare questa identita' di homo britannicus illuminato e laico.
Di questa amica ne sento la mancanza. Una notte mi sono svegliata e ho sentito nostalgia di liberta': devo vedere Sophie.
Sono andata a trovarla. Quando vado, sono io la Regina. Mi ha portato a Norfolk per farmi vedere il mare, freddo immensamente grigio oceano, da spiagge chilometriche dove la barche attendono in solitudine le alte maree. Ha voluto mostrarmi i gabbiani che vengono dalla Norvegia e atterrano una sola volta l'anno su quelle spiagge.
Due ore di macchina per vedere il prodigio della natura e l'insolito. Tutto il viaggio un dire e riconoscere il valore di ogni cosa.
Cara Sophie, abitata dallo Spirito!

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