10 febbraio 2009

Vedo

Dalla casa di Padre Turoldo mi giunge un dolce messaggio:

"Tenerezza è anche saper trarre dal marciume perle preziose e farle sorridere".

Ne abbiamo visto di fango spalmarsi sul paese e persino sul corpo di una donna sospesa tra cielo e terra.
Abbiamo visto gli uomini che scelgono di diventare una sottospecie della creazione pur di affermare il potere che li ingrassa e li tiene in superficie.
Sono nudi di fronte al paese: il loro tallone d'Achille è inevitabilmente in mostra.
Presunti semidei dell'olimpo parlamentare, intoccabili difensori della "vita": senza la mitologia che vanno narrando di sé sarebbero di cartapesta!
Senza la bolla papale, Pipino il Breve che da noi è Lungo di secoli non potrebbe diventare Re dei Franchi!

Eppure ho visto un' incrinatura, una sbavatura...qualcosa di impercettibile tra le file dei vincitori...
Una donna ha aperto un cratere nel palazzo del Re.
Oh cara Eva, oh dolce Elena nei loro miti e leggende del sacro Po, del sacro Re, del sacro corpo, del sacro suolo e seme italico avevano dimenticato che il femminile porta un suo percorso, direi sovversivo, rispetto al potere patriarcale-sacerdotale.
Ed ora liberata dal falso mito, fatto saltare il racconto manipolativo del maschio sopito nel sonno della Ragione, torna ad essere donna di carne...

Amo sognare che il suo spirito leggiadro sia rientrato ridente nel corpo offeso e l'abbia abitato di nuovo dopo 17 anni per portarlo in fuga, lontano da sguardi morbosi, verso i mondi conosciuti solo ai puri di cuore.

Lunghi anni di silenzio: la mia fede mi spinge a credere che ora le è dato parlare.
A noi resta il fango, la materia senza anima della ferocia umana.
Ma io ascolto la parola nuova di Eluana.

Dal marciume, traiamo pietre preziose.
Il paese è spaccato: dal guscio rotto nascerà l'anima viva di una nazione moribonda.
Siamo di nuovo in contatto con la speranza di rinascere.
Non crediamo alle iettature, agli anatemi: nessuna parola più ci ferisce. Tutto il male possibile è stato detto ma ha concimato il terreno.
Se riusciamo a non innaffiare la loro pianta preferita - la zizzania - noi raccoglieremo grano e pane per sfamare la nostra povera storia di sangue e volgare meschinità.

Facciamoci trasportare oggi nella leggerezza del suo volo oltre i confini di questo mediocre recinto di lupi...
Tocchiamo il lembo della Tenerezza che abita la creazione: tutto il dolore di questo paese è l'acqua con la quale idratiamo il presente.
Da ora, ognuno di noi che ha lottato e pensato un nuovo modo di essere cittadini-viventi, può urlare in faccia alle loro fauci che la cultura della vita non è possesso idolatrico del corpo ma è cultura del pensiero, del diritto, dello spirito libero, della parola creatrice, del sogno di guarigione della ferita.
La Tenerezza è il vero cibo con il quale teniamo in vita il vero "essere".

Che cada inavvertita anche sui loro denti aguzzi e li frantumi fino a stravolgergli il volto.
La loro bocca deforme partorisca un sorriso!
Questa è la mia "maledizione": si trasformino in uomini!

10 Comments:

Blogger Franca said...

"...Amo sognare che il suo spirito leggiadro sia rientrato ridente nel corpo..."

E speriamo che così sia.

Eluana non meritava di abbandonare questa terra in un mare di strumentalizzazioni, giochi di potere, servilismi religiosi, imposizioni di volontà, ma la sua lotta, che suo padre ha combattuto per lei, l'ha resa grande.

E adesso su di lei scenda quel rispettoso silenzio che le sarebbe stato sempre dovuto...

10/2/09 13:54  
Blogger marina said...

Cara Angela, il dolore lavi via l'immondizia di questi uomini che non meritano il nome di lupi
grazie per queste parole così vibranti, per la forza della tua maledizione: che si adempia per la salvezza di questo paese
ti abbraccio con tanto affetto, marina

10/2/09 14:50  
Blogger Arnicamontana said...

grazie, Angela, per avermi dedicato queste tuoi pensieri come sempre così...intensi. Oggi voglio vestirmi di silenzio e riflettere per cercare di arginare i brutti pensieri...Ma con voi, tutti, mi sento meno sola e questa è davvero una forza. Ti abbraccio e ti ringrazio per quello che "vedi" :-)
da Angela ad Angela

10/2/09 15:14  
Blogger sileno said...

In questo momento di tristezza,
ti abbraccio forte.
Sileno

10/2/09 15:21  
Blogger luposelvatico said...

Se qualcuno passa da Torino, sabato pomeriggio, approfitti del meraviglioso programma di "Innamorati della Cultura", che potete leggere qui: http://www.abicidi.it/img/programma_torino.pdf : decine di concerti, spettacoli, incontri, visite guidate contro i tagli alla cultura (vittima predestinata, con la scuola, di questo governo rancoroso e incattivito).

La cultura, il piacere di ascoltare insieme musica, teatro, parole sull'uomo, saranno uno degli strumenti con cui combatteremo e ci riprenderemo il paese.

11/2/09 12:52  
Blogger Angela said...

sì cultura e umanità: l'unico antidoto alla barbarie...

11/2/09 13:21  
Blogger Daniele Verzetti il Rockpoeta said...

Concordo anche sul tuo ultimo commento ma questo antidoto bisognerebbe davvero iniettarlo a molti soggetti particolarmente aggressivi e che non sembrano disposti ad abbassare i toni ma anzi ad alzarli e punire questa morte con una norma che impedisca ad altri di fare lo stesso...

12/2/09 03:34  
Blogger l'incarcerato said...

Sai, dopo la giornata di ieri, si scopre sempre che l'umanità è l'unica forza che può cambiare lo stato di cose.

Lo so che non c'entra niente(forse) ma l'hai visto il film "Le vite degli altri?". Se si, è un film che da speranza nell'umanità delle persone?

ps so che non puoi essere venuta, ma era come se ci fossi!

Un abbraccio!!

12/2/09 10:15  
Blogger marina said...

marina, passata solo per un abbraccio

14/2/09 10:04  
Anonymous Aicha said...

Ti confesso che in questi ultimi giorni ho evitato volutamente di farti visita...
Come ti ho sempre scritto, con le tue parole inchiodi il lettore alle sue responsabilità...in questo caso, all'impotenza di non aver fatto nulla per impedirne lo scempio...
con rammarico ammetto che per molti di noi la dignità resta ancora un concetto astratto, una parola da ricercare in vocabolario che ne sottrae l'ampio respiro morale...
parole parole e ancora parole... forse bisognerebbe iniziare a lottare per guadagnarci la bellezza del silenzio... di quello accorato che ha posto solo nel cuore di pochi...
un abbraccio
T.

14/2/09 13:48  

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