13 maggio 2007

Tempi di disgusto e noia

Non si può guardare quella fetta di Italia che scende in piazza a favore della famiglia senza un sentimento di angoscia.
Io ho famiglia e pure bella. Siamo in quattro e per amore dell'unità abbiamo sacrificato benessere, carriera e spesso salute. Sono sposata in chiesa, dove ho investito le mie energie per lunghissimi anni; sono stata anche catechista.
Ho fatto l'amore con un solo uomo: mio marito. Non ho mai pensato all'aborto come soluzione al dramma umano, prima del divorzio cerco altre vie.
Leggo libri da sempre di meditazione e prego come una monaca carmelitana.
Eppure se il "Family day" mi mettesse fra le sue schiere, mi sentirei umiliata e privata della mia dignità.
Ho preso coscienza dell'impossibilità ontologica di appartenenza al modello famiglia cristiana italiana, da molti anni, da quando vivevo in Gran Bretagna in cui cattolicità e buon costume e belle maniere erano la stessa cosa. Come se cattolico volesse dire educato dalle Orsoline e cresciuto a corso Trieste!
Non scenderei mai in piazza contro i diritti dei più deboli.
Nè contro i diritti della persona e dei suoi riconoscimenti giuridici.
Non scenderei mai in piazza per difendere il mio modello di famiglia, perchè ogni famiglia è un mondo di storie e vicende e condizioni in cui nessuno può entrare con un modello precostituito.
Non scenderei mai in piazza per urlare che sono con Benedetto XVI, perchè dimostrerei al mondo la mia immaturità umana e il bisogno di restare subalterno alla legge religiosa e alla struttura gerarchica.
Dimostrerei di amare il potere e di allungare le frangie "del mio mantello".
Non scenderei mai in piazza con una maglietta che offende la dignità e la serietà di un vero uomo di famiglia come Prodi per passeggiare a braccetto con gli uomini dalle lingue doppie, gli erodiani che si portano a letto la moglie di altri, che siedono al tavolo con imprenditori e finanzieri dalla corruzione facile.
Non scenderei in piazza con i miei bambini, palloncini, gelatino, anziani e suocera compresa perchè la vita non è la pubblicità di una assicurazione o di un biscotto che scalda il focolare ma la vita famigliare è una realtà complessa e spesso dolente, e in nome di chi soffre, avrei taciuto e mi sarei fatto solidale, senza sbandierare la mia facciata da mulino bianco!
Sono disgustata dagli italiani, sono disgustata dalla chiesa di Roma...
Io me ne vado con Cristo, in mezzo a ladroni e prostitute, in mezzo al pianto di Rachele e alla solitudine dei lebbrosi. Mi siedo in fondo alla storia con i pubblicani, non oso venire sulla soglia dell'altare...lascio alle belle famiglie cattoliche il privilegio di darsi spintonate, nelle file dei giusti, per arrivare per primi.

23 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Ma tu, invece, non ti riveli sorprendentemente infantile? Che cosa è il tuo fanatismo manicheo se non l'altra faccia di cio' che dichiari di disprezzare senza alcuna cristiana (ma ci sarebbe da chiedersi se nel relativismo tassologico che ti confonde una tale aggettivazione possa avere ancora un significato) compassione? Le tue sembrano guerre di religione senza religione, puri aneliti di "oltranzismo", nei quali sembri investita del sacerdotale compito di dispensare patenti di eticità a basso prezzo. Come i bambini, e senza una mamma a cui andare a chiedere chi abbia ragione. Ma tutto questo potrebbe anche assomigliare ad una logica, per dirla con un ossimoro, "emotiva" se non sorgesse il sospetto che il tuo furore abbia un'origine sopratutto ideologica, preconcetta fino all'illiberale, appunto religiosa e quindi, per tua stessa definizione, in malafede. Non è infantile ricercare la propria identità e la propria controversa differenza solo atttraverso la negazione dell'altro, la sua sconfitta, il suo essere il "male", quasi che il proprio "bene" di per sè non porebbe giustificarsi, sostenersi, esserci?
Prova a fare un piccole esercizio: rileggi dieci volte la vagamente jettatoria epigrafe "la dignità e la serietà di un vero uomo di famiglia" fino a quando non risuoneranno anche in te le vuote eco di una idolatria, appunto, infantile, non-parlante. Z.

16/5/07 09:57  
Blogger angela said...

perdonate se arrivano diverse risposte simili ma ho avuto problemi con il server

la mia difesa di Prodi come uomo è rivolta ai militanti cattolici...bada bene, che non sarei scesa in piazza neppure contro quelli che hanno le amanti e vanno con i travestiti! Come credente e come parte di una famiglia, non mi sento rappresentata dalle famiglie del 13 maggio. Ti rispondo con l'arroganza di Blair: sarà la storia a giudicarmi! Se ho sbagliato, per istinto, a schierarmi contro qualcuno...lo vedremo e ti chiameranno per scrivere la sentenza. Ricovero psichiatrico, ovviamente!
Infine, se me ne vado con Cto, non vuol dire con Prodi ma fuori da certe prese di posizione dei cristiani.
Alessandro, il mio è un personale regolamento di conti con l'Istituzione religiosa: che ne sai tu di un amore tradito?

16/5/07 11:56  
Anonymous Anonimo said...

Non so se mi ha colpito di più il post di Angela (in positivo) o il commento di Z. (in negativo). Anzi lo so…. Sicuramente il secondo. Sono rimasta sorpresa nel leggere un parole così sprezzanti e persecutorie che rasentano il patologico. Mentre Angela esprime un proprio punto di vista e il proprio vissuto su un fatto di attualità sul quale siamo stati tutti chiamati ad interrogarci, il commento di questo sedicente anonimo (almeno avesse il coraggio di firmare i suoi insulti) non aggiunge nulla alla riflessione contingente per concentrarsi, invece, su un attacco tanto saccente quanto ottuso verso una persona che evidentemente neanche conosce.
Scusami Angela se invece di commentare il tuo post mi sono trovata a commentare un “commento” ma leggendo il tuo blog, come spesso faccio quando ho un po’ di tempo, e leggendo anche i commenti che mi incuriosiscono quanto i tuoi scritti, non ho potuto fare a meno di notare l’incongruenza di quest’ultimo… perché lo hai pubblicato? Va bene essere democratici e dare voce a tutti i tuoi lettori, ma questo non aggiunge assolutamente niente alla riflessione se non una nota amara e offensiva.
Ero partita per dirti che anche io non mi sono assolutamente sentita rappresentata dal “family day”, che sono seriamente preoccupata per la piega che la propaganda cristiana sta prendendo. Che nell’ultima lezione di catechismo prima della comunione di mia figlia, che ha solo 9 anni, il sacerdote ha pensato bene di parlare ai bambini dei DICO!!!! Invece di ricordare loro l’Amore di un Dio che aveva tra i suoi migliori amici prostitute e “diversi”…Avevo già l’amaro in bocca… ma questo/a Z. mi ha proprio disgustata. Spero di non leggere più suoi commenti sul tuo blog.
Stefania

16/5/07 18:29  
Anonymous laVale said...

L'anonimato su un blog non è vigliaccheria, neanche quando si esprime un disaccordo.

Per assurdo, anche Angela in fondo per i lettori potrebbe essere solo un nome e nessuno che passasse di qui senza conoscerla potrebbe dire con certezza che sia veramente femmina, sposata, cattolica.
Il blog è un microcosmo e per certi versi ha delle regole sue. Parlare in un blog è un po' come parlare dallo speaker's corner di Hyde Park: libero pensiero (coi suoi alti e bassi, coi suoi errori e aggiustamenti, con la sua instintività) espresso in un ambiente democratico. Veramente democratico perchè non adatti quello che dici a quello che immagini possa essere la reazione del tuo interlocutore e insieme chi ti legge può ribattere libero da condizionamenti.

Però ci sono alcuni che confondono queste regole e finiscono per perdere di vista che un blog è comunque un ambiente sociale, dove valgono le stesse dinamiche di convivenza della vita cosiddetta "reale". In primis, la buona educazione, che consiste anche nel saper dosare le parole per non essere offensivo nei confronti di chi scrive.

z. poteva dire esattamente le stesse cose, esprimere il suo disaccordo, in termini molto più umani. Poteva essere tagliente e provocatorio usando quella dote rara che è il garbo.

Ha scelto di non farlo.

Se z. fosse solo uno che è passato di qui per caso, sarebbe solo uno un maleducato, di cui dimenticarsi il giorno dopo.

Invece z. è Alessandro, un uomo a cui tengo molto; conosce me e sa che Angela è la mia amica preziosa.
Se questi fossero dettagli irrilevanti, Alessandro conosce anche Angela, e questo non è un dettaglio irrilevante.

Allora l'aggressività e lo sprezzo sono inaccettabili.
Lo sarebbero intorno a un tavolo a cena tutti insieme a discutere su posizioni diverse, lo sono anche qui.

Alessandro, cosa vuoi?

16/5/07 23:45  
Blogger mafe said...

Da atea, non posso non pensare che se i credenti fossero tutti come Angela sarebbero una risorsa per questo paese invece di una pietra al collo.
Sono spaventata dalla piega che sta prendendo la contrapposizione inventata tra famiglia (etero, sposata) e famiglia (nucleo sociale), come se non fosse indiscutibile che "dove c'è amore c'è dio" (parole di un prete).
L'altra sera a Milano in pizzeria il presidente della sezione milanese dell'ArciGay è stato picchiato (non sfottuto o insultato: picchiato).
La stessa violenza cieca e aggressiva di Alessandro/Zagreo, che pare incapace di esporre idee o esperienze sue e va in giro a picchiare quelle degli altri.
Sono molto preoccupata, poi rileggo Angela e un po' mi rassicuro.

17/5/07 09:03  
Blogger max73 said...

Angela, grazie per questo post. Nonvoglio dire che potrei diventare cattolico anche io, se fossero tutti come te, i cattolici.

Ma almeno non prenderei in seria considerazione l'idea di sbattezzarmi.

17/5/07 10:32  
Anonymous Kaizen said...

Ciao Angela, tra i tanti cattolici, c'è qualche credente vero che scrive parole come le tue. Qualcuno che nel marasma della gente che guarda la "facciata", si staglia come chi invece si concentra sulla sostanza.
Sono un ex-cattolico anch'io e il fatto che ci sia sempre piu' gente ad allontanarsi dal cattolicesimo (e ho un amico che lavora in uno dei piu' grandi seminari del nord italia...che è sempre piu' vuoto...nessuno vuole piu' fare il prete...) dimostra come sia sbagliata la forma e non il contenuto della religione Cristiana. Basterebbe leggere "inchiesta su gesu'" di Corrado Augias.

Con affetto,
Andrea

17/5/07 11:10  
Anonymous Matteo Balocco said...

Angela, gran bel post. Peccato che tu sia una mosca bianca.

17/5/07 11:15  
Anonymous Matteo Balocco said...

Angela, gran bel post. Peccato che tu sia una mosca bianca.

17/5/07 11:31  
Anonymous pm10 said...

grazie.

17/5/07 11:32  
Anonymous Francesco Romeo said...

@Matteo Balocco - mi sa che tu e molti altri vi sbagliate, da coattolico praticante e di idee molto simili a quelle di Angela, che ringrazio per l'ospitalità, ti dico invece che siamo la maggioranza, anche se silenziosa, e di tutta la querelle faziosa in corso la cosa che mi imbestialisce veramente è che sembriamo in balia di due minoranze. Infine vorrei dire a coloro che mettono al centro del proprio odio Papa Benedetto di guardare meglio all'uomo, e a quello che dice e scrive direttamente, senza il filtro dell'informazione faziosa, e probabilmente scoprirebbero un vero tesoro.

Francesco Romeo

17/5/07 13:01  
Blogger max73 said...

La domanda, però, Francesco, è allora: come sottrarsi a questo essere in balìa di due minoranze? Mi sa che devono in qualche modo scendere in campo anche i cattolici moderati e più attenti al vangelo che non alle lotte contro i dico, per controbattere da un lato i family day e dall'altro gli anticlericali come me (che lo sarei anche un po' di meno, se vivessi in Francia, per dire)

17/5/07 13:20  
Blogger angela said...

Signori, sono commossa, davvero, dal cuore di tutti coloro che si pongono domande e cercano e indagano prima di tutto. Da persona che prende una posizione politica, scelgo in base alla mia coscienza e alle mie considerazioni,ovviamente, sto schierata da una parte; da persona che abbraccia la fede di un Cristo, abbraccio tutto l'uomo e le sue necessità, scendo fino al suo "humus" non mi innalzo sopra di lui, sventolando la Croce. Non siamo in balia di due minoranze, siamo al di sotto e oltre e osserviamo il mondo dal basso, a partire dall'ultimo uomo. Questa è l'utopia del cristiano: il resto è potere, mondanità, il mondo di Cesare.

17/5/07 14:16  
Anonymous Anonimo said...

Io il discorso lo porrei su un altro piano. Io che, nella città di Torino, sono costretta a iscrivere mia figlia ad una scuola materna privata perchè non c'è posto nelle scuole statali e comunali, non ritengo che il paese sia nella possibilità di permettersi il riconoscimento di altro tipo di famiglia rispetto a quella formata da un padre, una madre e relativi figli. Ho detto "permettere" perchè la cosa implicherebbe la destinazione di parte delle risorse economiche alle nuove realtà legalizzate. Ritengo che la famiglia con figli debba essere tutelata e sostenuta meglio di come si sta facendo attualmente e occorre provvedere prima a queste esigenze e solo poi ai diritti delle coppie di omosessuali. Non si tratta quindi di negare i diritti altrui ma vedere accolti preliminarmente i nostri e di stabilire, quindi, alcune priorità.

17/5/07 14:21  
Blogger max73 said...

quindi...

italiani etero: serie A

italiani etero sposati in chiesa: serie A++

italiani omosessuali: serie B

extracomunitari: serie C...

17/5/07 14:49  
Anonymous Anonimo said...

"Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?"
Simone Weil, contro la quale ti avevo già assimilata, commentava che proprio in questo abisso d'amore, nel momento supremo della crocifissione, ci fosse la vera prova che il cristianesimo sia qualcosa di divino.

E la religione Cattolica è costruita tutta, fin dall'Antico Testamento e quasi ne fosse una palingenesi, intorno all'esperienza fondante del Tradimento.

E io, che Cattolico non sono, ho sempre invidiato questa possibilità taumaturgica, che la fede promette a chi le si concede, di sanare il trauma originario.

Questa differenza di privilegio non mi può quindi certo impedire di utilizzare il tuo stesso registro linguistico, si potrebbe dire la tua stessa vis polemica, per smontare quelle che appaiono come figure retoriche, simboli e analogie, per altro di estremo classicismo, quasi marmoree nella loro fissità, e quelle rintocco per dimostrarne l'artificio, il vuoto, la mancanza di nesso reale.

Perché ciò che io ti contesto è proprio lo schema di autolegittimazione, non certo la possibilità di indignazione, anche se in vero fin troppo professionale, schema che, a minore ad maius, addirittura vorrebbe propinare il Cattolico Adulto, Romano Prodi, quale modello del pater familias. Ma come? Ti impegni in tutta la parte iniziale del tuo scritto a costruirti un pedigree da perfetta cristiana, in opposizione quasi genetica a quei minus habens che, poveracci, per seguire la via dell'illuminazione non sacrificano nemmeno benessere e carriera (guarda caso epifenomeni della teoria della doppia predestinazione, imperante nel cristianesimo protestante e nel mondo anglosassone), tutti così subalterni (ma non lo si chiamava gregge di Dio?), quale assurdità, ad una legge religiosa, addirittura a quella della loro Chiesa, cosa che ci vorrebbero gli squadroni del Fronte Popolare spagnolo, per poi finire a santificare in terra un Prodi! E io che pensavo fosse italiano pure lui.

Disprezzo, mi si taccia di disprezzo e certo la bruttezza del presente ha sempre valore retroattivo, ma come vogliamo allora definire questo malcelato istinto di superiorità verso chi "scende in piazza" (spesso il linguaggio contiene già in sè la sua punizione) per idee diverse e come tali inferiori, indegne, anzi collaterali se non promiscue al male assoluto e quindi, così stigmatizzate, nemmeno da discutere nel merito.

Forse che questo modo di analizzare la realtà, questa mentalità da hortus conclusus, (di cui si potrebbe fare un'analisi psicanalitica, tema magari di altre nostre polemiche), non prefigura già una negazione assoluta, una questione pregiudiziale e, seppur con il beneficio retorico, violenta?

Sopratutto se lo stesso discrimine non venga mai utilizzato quando a "scendere in piazza" sono i deportati degli autobus, tanto per dire, sindacali o gli appartenenti alla fantomatica "società civile" della borghesia Orlandesca, per non citare il "popolo della pace", che, povero tra i poveri ed ultimo tra gli ultimi, ancora non conosce l'uso del palloncino per i propri bambini.

E allora può alegggiare anche il sospetto di convizioni assunte in malafede, accusa che, lo riconosco, in sè contiene riprovazione intellettuale ma anche riconoscimento delle possibilità analitiche e, omeopaticamente, lo faccio rilevare.

E' tutto questo cattiva coscienza, ingenuo rimorso, influenza letteraria o semplice mancanza di contradditorio? Forse esiste più adesione alla tua intelligenza nelle mie polemiche che nel perbenismo consolatorio di chi, rassicurato dalla propria maschera, quante risate si sarebbe fatto Pirandello della blogosfera!, non vuole notare alcuna incongruenza. Z.

17/5/07 15:35  
Anonymous Miriam said...

...carina ma non sto parlando di efficienza di lavatrici!
.....diamo un taglio alle ciance.. sta di fatto che i figli sono il fondamento della società di domani, questo lo si vuole riconoscere o no? E come, equiparandoci al resto?
Ripeto mia figlia, 3 anni, non ha trovato posto nella scuola materna!! (non sto mica parlando di asili nido, altra questione dolente!!).

17/5/07 15:36  
Anonymous stark said...

Dietro questo post vedo, con grande piacere, una mente sgombra da pregiudizi, che dimostra che per difendere le proprie idee e convinzioni non sia necessario limitare in ugual misura idee e libertà altrui, specie quando queste libertà non nuociono ad alcuno. Penso non ci sia niente da aggiungere.

17/5/07 15:49  
Anonymous labuonaeducazione said...

sto per dire una cosa impopolare, ma ci provo. mi appello al buon cuore di zagreo o chi per lui. vorrei una lezione su come esprimere il proprio parere discordante con garbo (e non è una questione di buona educazione ma di imparare il "come dire le cose" in modo morbido e non spigoloso). vengo al punto. il codice civile non è un libro d'amore e di sentimenti. è una legge. un libro fatto di regole. quando parla di successione non parla dei sentimenti per il defunto ma del suo patrimonio da lasciare agli eredi. allo stesso modo gli articoli sul matrimonio non regolano la vita sentimentale tra due persone ma il loro patrimonio, diritti e doveri tra i coniugi. il buon senso dei politici non riguarda l'accettazione o meno dell'esistenza di convivenze, unioni omosessuali etc. anche i nostri politici hanno famiglie di fatto, anche casini è separato e ha una nuova famiglia di fatto etc etc. cosa interessa, quindi, dal punto di vista normativo? regole su diritti e doveri, sul patrimonio e non mi addentro in argomenti che conosco poco. le coppie eterosessuali hanno già il matrimonio civile per regolamentare tutto ciò che riguarda il proprio patrimonio, diritti e doveri, le famiglie more uxorio con figli riconosciuti da entrambi i genitori hanno figli tutelati dalla legge in tutto e per tutto. qual è il punto? il riconoscimento degli stessi diritti alle coppie omosessuali (e i diritti degli individui nelle convivenze...ma lì c'è già il matrimonio e non capisco l'esigenza dei doppioni di serie b). i nostri politici illuminati farebbero prima ad estendere il matrimonio civile alle coppie omosessuali e saremmo tutti felici e contenti. e invece no! sarà l'influenza del vaticano, sarà chissà cosa non se ne parla proprio! io sono contraria ai dico ma non per moralismo ma perché estenderei molto più semplicemente il matrimonio civile alle coppie omosessuali, estenderei la possibilità di adozione alle coppie omosessuali e ai single e via dicendo...adeguando la normativa ai cambiamenti della società (senza moralismi provenienti dall'educazione cattolica di questo paese).

p.s. meravigliosa lavale! sei troppo brava!

17/5/07 17:08  
Anonymous Anonimo said...

Angela ti ringrazio,
sono lesbica, ho due figli, non sono credente.
La pacatezza delle tue argomentazioni si fonda su una fede bella che quasi ti invidio e grazie alle tue parole, oramai così rare di questi tempi , quel nodo in gola che quasi mi impedisce di urlare, lentamente si scioglie.
Il dialogo e il rispetto sono valori universali, di laici e credenti e si rafforzano praticandoli. Un abbraccio sororale.
Sabina

17/5/07 18:18  
Blogger angela said...

grazie a te, Sabina, buon cammino.
ang

18/5/07 04:48  
Anonymous Anonimo said...

brava Angela, continua cosi.
aria

18/5/07 20:56  
Blogger annarella said...

@Angela: un post bellissimo e sentito, carico di quel quid che non e' una fede vissuta dentro e testimoniata nella vita.

@Z: faccio fatica a capire quale sia il punto nella tua critica perche' vedo molti paroloni difficili ma poco altro se non il dito puntato per asserire blah-blah-tu-te-la-tiri non cogliendo, forse, che quanto Angela ha scritto si basa su un assunto che nulla ha a che fare con la filosofia ma scaturisce da una fede testimoniata anche da scelte costose e che, in nome di quelle scelte, non chiede ad altri di dover sacrificare la loro di vita.

19/5/07 08:20  

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