27 maggio 2007

Insecurity

Cerco di ripensare a questi giorni magri cosciente che nessuno dei miei problemi sia davvero meritevole di attenzione nazionale...tra un massacro e l'altro, una violenza e il branco, un bambino che sparisce e uno che viene annientato dagli orchi, tra il paese che non risorge e altri paesi dove il sole è tramontato da tempo, mi racconto la storia di piccole vite e di piccole resistenze.

Ho cercato di raccontarmi la mia anche per farmi coraggio nelle sere d'inverno, per ritagliare una forma intorno ad un ammasso di giorni, monotoni o imprevedibili, scroscianti come grandine o leggeri come il tramonto d'estate. Lo sguardo rivolto anche fuori dalle pareti della storia personale mi motiva a "respirami" il mondo, a godere della grandezza di esserne parte viva e cosciente ("godi della tua capacità di pensare" mi ha scritto un grande amico che "pensa") e soprattutto a vivere come "comune" la mia esperienza di fatica e ricerca.
Tuttavia questi sono giorni di magra, i pensieri che tornano su dal gorgo delle paure e delle stanchezze planano come cornacchie ingombranti e rumorose al centro del mio cervello, occupando ogni spazio di fuga.
C'è l'elenco delle preoccupazioni che mi balla davanti gli occhi:
no definitive job, no definitive house, no definitive health, no definitive money, no definitive life...
e l'elenco mi appare sarcasticamente in inglese, lingua asciutta e essenziale che non riempie il buco con il pieno di parole ricercate.
Dal coraggio delle mosse d'azzardo alla sospensione nello spazio di nessuno dove non sai più se un'intelligenza interiore ti abbia guidato fin qui o una sopravvalutazione di se stessi e del proprio significato...mi dico di procedere senza paura, una Mano da dietro mi afferrerà nel volo...poi mi sovviene l'immagine del Cristo tentato sul pinnacolo del tempio e dell'Altro che gli dice: Buttati, il Signore manderà gli angeli a prenderti!
Oh gosh, come è sottile il margine che divide la verità dal falso, la forza dalla pazzia, la luce dall'oscurità.
Noi ci siamo buttati...o qualcuno ci ha spinto?
E' stato coraggio o arroganza? Fiducia o sfida?

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