29 ottobre 2006

Riformulazione di un post

Scrivevo qualche giorno fa...
La mia amica, star indiscussa nel mondo dei blogger, mi stuzzicò con una sua email ad uscire allo scoperto.
L'interrogativo filosofico-esistenzialista era in verità una questione aperta tra me e lei: cosa è che ti rende umano?
Lei propose la vita e il gettarcisi dentro con pathos.
Io proponevo il pensiero alto e dunque le scelte. Ovvero ritagliarsi nel giorno uno spazio, un laboratorio delle idee, dare a loro forma...
Tuttavia la mia vita si era trasformata in una cristalleria: avevo una collezione di valori, idee, principii raccolta negli anni, trascorsi qua e là, ricchezze personali, regali di qualche sapiente o reputato tale. Inutili acquisti!
Bisognava esporli per saggiarne il valore, l'impatto sugli estimatori, la resistenza all'acqua e all'urto.
In questi mesi e mesi di scrittura che mi è costata, perchè la visibilità mi costa e mi costano i commenti belli o brutali, perchè il vero mi costa e mai vorrei trovarmi dall'altra sponda della menzogna e della mistificazione ma inevitabilmente la attraverso perchè non sono la verità o la profezia ma una testa che si mette in gioco, ebbene in questi mesi di scrittura sono accadute delle mutazioni profonde.
Più scrivo e più sposo il pensiero che ho scelto tra i tanti nel mio laboratorio.
Non sono uno scienziato molto dotato; ho impiegato anni e anni a formulare, a far verifiche e controprove.
Ma ora sono giorni che quell'equazione riesce, che il risultato riesce, che le prove mi dicono che il procedimento è giusto.

La scoperta: il pensiero alto non esiste, esistono solo i fatti.
Sì, è vero, l'incubazione di una intuizione ha bisogno di dati, di osservazione ma solo l'applicazione rende l'idea autentica. Seguirla e incarnarla.
Pensavo al giovane ricco del Vangelo che se ne va via triste, senza accogliere l'invito di Gesù a mollare le ricchezze.
Era arrivato a Lui con tutte le chincaglierie del bravo ragazzo, messo a lucido, senza una piega e una sbavatura. Anche il giovane, proprietario di una cristalliera come la mia! Va da Gesù per fargliela vedere: guarda che bella, guarda come rispetto la legge, faccio il bene, pure l'elemosina, che ne dici è abbastanza per essere perfetto?
Immagino lo sguardo incandescente di quel Fuoco che brucia le scorie: lo sguardo di Dio, innamorato dell'uomo, che vuole ridurre in polvere ogni materia per colarne l'oro. Gesù lo guarda con quell'amore e lo invita a lasciare tutto, a seguirLo.
Il ragazzo va via triste...quella tristezza risuona ancora nel mondo degli uomini...
Le idee non valgono niente, valgono i fatti.
La verità è che lui non è stato capace di andare fino in fondo per realizzare quell'idea-da lui stesso intuita- di perfezione: essa era non tenersi pulite le mani dalla vita ma imbrattarcisi tutto. Era la perfezione dell'abbandono...

Ritorno così alla mia amica, ovvero al pathos.
E' così, vivere è abbracciare ogni cosa con amore viscerale, bere a sorsate il giorno con i suoi veleni se necessario, ma l'amore rende immuni se dell'amore ci sappiamo circondare, riempire le tasche, le ore, le parole e soprattutto i fatti.

E allora di quel giovane ricco, di me, non resta che una pagina senza nome...fino a che non ci si decide ad abbandonarsi e perdersi...
Capite perchè non saranno i teologi ad entrare nel Regno dei cieli ma le vecchine che con la pensione stentano a vivere, le mamme che sanno ridere con i figli anche se incazzate perchè il lavoro e la spesa le divorano, la mia amica grassa e sola che sogna l'amore e la taglia 42 e sa piangere di fronte ad una rosa donata...la strada è piena di gente che non elabora grandi idee ma nell'atto di vivere con pienezza compie il più sublime dei pensieri che è il sogno di Dio per l'uomo: amare.

Io ho amato ma con delle riserve: i miei occhi erano sull'Idea invece che sulla strada!
Oggi vedo, mi è stata restituita la vista come al cieco Bartimeo, la collezione è andata in pezzi come i tavoli di quei tizi nel tempio che un Gesù infuriato ha rovesciato, i pensieri si sono ridotti all'osso, come Zaccheo sono scesa in strada ad aspettare e se non arriva mi incamminerò, tra la folla.

A piedi nudi, sulla strada, senza più nulla da difendere.

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Angela,
come può un post così intenso passare inosservato......ma lo dico veramente senza malizia, anzi leggere i commenti dei tuoi lettori che ti sono stati vicini fino alla fine e di cui ormai conosco tutti i nomi, mi alleggerisce questo cuore inconsolabile. Quando leggo e rileggo i tuoi post ogni giorno, sembra di averti qui accanto a me, magari seduta sulla scrivania a sorridere e commentare. Ti voglio bene e te lo ripeterò tutti i giorni che mi restano da vivere. Tua sorella

5/4/10 18:19  

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