14 marzo 2006

tra marta e maria

Una giornata assorta, oggi. Tutto si e' compiuto nel gesto quotidiano quasi inutile, non registrabile, niente di edificante dentro le pentole da mettere nella lavastovigle e le bimbe da ascoltare, rappacificare, mettere a letto. Gesti di sempre, piccole fatiche che consumano, talvolta. Eppure quando Ada mi ha detto che grandi cose mi aspettano, che nell'Associazione ci sono molte cose da fare, c'e' un mondo da sostenere nel bisogno, ebbene quando Ada mi ha prospettato una vita possibile, che ho sempre desiderato, ho avvertito lo strappo, il senso di perdita. Come riuscire a vivere nella storia, calarsi fino in fondo tenendo il cuore, la mente, l'anima immersi nell'anonimato, nel silenzio? C'e' una parte di me che vorrebbe camminare tra gli uomini in punta di piedi, lasciando solo una lieve traccia, con la voce ridotta a un suono impercettibile: preghiera continua.
Ne' gesti eccessivi, ne' parole eccessive, ne' contatti eccessivi perche' la vita non diventi inopportuna, scomposta, non si disperda. Come trovare un equilibrio tra il bisogno di farsi pane per gli altri e la necessita' fisiologica di restare lievito nascosto?

Queste le ragioni del mio
quotidiano penare: e' liberta',
il mio amore,
liberta', cercata sempre
e mai raggiunta.
E fame di bellezza
che ti consuma... (Turoldo)

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