27 febbraio 2006

poverta'

Ho sempre detto a me stessa:speriamo di non morire dalla parte sbagliata!
Nelle mure "cosy and lovely" dei cottage, delle notti in casa tra carezze e attese,nelle ore degli amici colti e buongustai che allietano la tavola, nei quadri borghesi di un happy family, sentivo il disagio del ricco e un occhio affamato scrutarmi nell'ombra.
Allora ho chiesto:Spoliazione, sobrieta', semplicita'. Rispondere al grido dell'altro.
Ma la poverta' non puoi sceglierla. La poverta' non e'-quando tu vuoi, quando tu sei pronto- lasciare tutto e seguirLo ma e' l'ora in cui Ti chiama a lasciare e lasciare li' incompiuto il tuo sogno umano.
Mi ha portato per deserti, per strade vuote di affetti, in case senza fuoco e senza bellezza, nelle discrepanze della mia immagine, nelle crepe della mia anima. Mi ha detto: Guarda! e io ho guardato come un uomo guarda la sua piaga...e poi mi ha detto: Credi! al di la' di ogni odore, sapore, volere...
E adesso mi chiede di seguirlo in totale abbandono.
Senza mormorazioni.
Senza commenti.
Cedere tutto. Anche il proprio punto di vista.

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